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FCAAAL 2018: Ibi

di Andrea Segre

Storia di una donna migrante

Tra le Proiezioni Speciali Fuori Concorso del FCAAAL è stato presentato, in collaborazione con NAGA, Ibi (2017) di Andrea Segre.
Ibitocho Sehounbiatou, detta Ibi, è la protagonista del documentario, ma anche la persona che lo ha immaginato, perché il film è stato realizzato attraverso un lungo lavoro di visione e selezione dell’archivio audiovisivo di Ibi al quale Segre e Calore hanno avuto accesso e che hanno visionato insieme a Salami, il marito di Ibi, e alla figlia. Un film che si basa sull’auto-narrazione di una donna migrante che decide di raccontarsi riprendendo e fotografando la sua vita in Italia, dove è bloccata nell’attesa di ricevere i documenti.

Ibi è la storia di una donna, Ibitocho Sehounbiatou, nata nel 1960 in Benin e che ha lavorato in Costa D’Avorio, dove nel 2000, trovandosi in gravi difficoltà economiche, accetta, senza dire nulla alla famiglia, di trasportare della droga in Italia dalla Nigeria. A Napoli la polizia arresta Ibitocho che rimane in carcere per tre anni e successivamente ai domiciliari nella casa dei padri colombiani di Castel Volturno dedicata a Miriam Makeba; è qui che conosce Salami del quale s’innamora e con cui decide di sposarsi. La sua vita continua in Italia a Castel Volturno con Salami, in una casa con un piccolo orto dove coltiva peperoncini. Insieme, Ibi e Salami, partecipano al Movimento Migranti e Rifugiati di Caserta e sono attivisti del C.S.A. EX Canapificio di Castel Volturno e lottano per ottenere il diritto di essere riconosciuti cittadini, il diritto di vivere dove vogliono e di poter tornare, un giorno, nei loro paesi d’origine.

Ibitocho non ha potuto concludere il suo film e il lavoro di Segre e Calore, con il supporto di Salami, è stato un intervento che ha unito, cercando di essere il meno invasivo possibile, il progetto di Ibi. Nel film Salami ricorda Ibi e la sua passione/ossessione per la fotografia e le riprese, ricorda come a volte posizionava anche tre telecamere in casa che riprendevano contemporaneamente la loro vita quotidiana. Nel documentario la scelta delle immagini ha cercato di ricostruire i tre fili rossi che la stessa Ibi stava seguendo.
Il primo, il più intimo, è quello dedicato alla famiglia lontana: Ibitocho si racconta alla madre e ai figli e cerca con le sue immagini di raccontare la sua vita in Italia. Aiutata dalla camera e dalla mediazione del video Ibi riesce a comunicare con le persone che più ama, che le sono lontane e alle quali è difficile raccontare e far capire cosa le è successo.
Il secondo è il lavoro: Ibi è riuscita a trasformare questa sua passione in un modo per guadagnarsi da vivere, facendo riprese a feste, matrimoni e battesimi.
Infine l’attivismo per i diritti dei migranti: Ibi ha documentato le battaglie, le manifestazioni e gli incontri diventando un punto di riferimento per tutti gli attivisti e i migranti. Il suo spirito positivo ha combattuto sempre lo spettro dell’espulsione, perché, come dice Ibi stessa in una scena del film, «Siamo arrivati con la nostra volontà e i nostri piedi, volgiamo tornare indietro con la nostra volontà e i nostri piedi, non con la deportazione».

Ibitocho Sehounbiatou è tutto questo, un mondo pieno di colori, energia, creatività con i quali combattere la nostalgia di casa e il dolore per la lunga assenza. Ibi, presentato Fuori Concorso all’ultimo Festival di Locarno, è nato da un’idea di Andrea Segre e Matteo Calore, con le immagini di Ibitocho Sehounbiatou, che purtroppo non hanno potuto inserire nel modo che sarebbe stato più adatto nei credits, come ha ricordato Calore presentando il film, per problemi contrattuali.
Al termine della proiezione Calore ha spiegato anche che purtroppo non hanno potuto dare il giusto spazio nel film a Ibi artista; proprio da questa riflessione è nata l’idea di unire alla proiezione la presentazione di una mostra con una selezione di alcune foto di Ibitocho Sehounbiatou che sarà possibile visitare fino al 25 Marzo.

Alice Casalini | Festival del Cinema Africano d’Asia e America Latina di Milano 2018

Cast & CreditsIbi
Da un’idea di Matteo Calore e Andrea Segre - Un film documentario di Andrea Segre - Con le immagini di Ibitocho Sehounbiatou
Regia: Andrea Segre; sceneggiatura: Andrea Segre e Matteo Calore; fotografia: Matteo Calore; musiche: Sergio Marchesini, Giorgio Gobbo; montaggio: Chiara Russo; interpreti: Ibitocho Sehounbiatou, Salami Taiwo Olayiwola, Mimma D’Amico, Fabio Basile, Giampaolo Mosca, Gian Luca Castaldi, Prosper Doe; origine: Italia, 2017; durata: 64’; produzione: JOLEFILM, con RAI CINEMA e Zalab; distribuzione: I Wonder Pictures, Zalab; sito ufficiale: http://www.zalab.org/projects/ibi/

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