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FCAAAL 2018: I Am Not A Witch

di Rungano Nyoni

La strega bambina

I Am Not A Witch di Rungano Nyoni è stato presentato in prima nazionale al FCAAAL nella sezione Concorso Lungometraggi Finestre sul Mondo ed è l’esordio nel lungometraggio della regista black british nata in Zambia. I Am Not A Witch è stato selezionato per la Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes del 2017 ed è valso alla Nyoni il Premio al Miglior Esordiente del BFI. La giovane regista, classe 1982, ha alle spalle diversi cortometraggi acclamati nei festival internazionali, tra cui Listen (2013) e Mwansa the Great (2011).
I Am Not a Witch è ambientato in Zambia e affronta il tema delle donne ritenute streghe fondendo in modo originale commedia surreale e crudo realismo.

In un piccolo villaggio, in seguito ad un incidente apparentemente insignificante, una bambina, orfana, della quale non si sa nulla, viene accusata di stregoneria. Dopo un breve processo e la successiva condanna, la bambina viene presa in custodia da un rappresentante locale del governo, Mr Banda, ed esiliata in un campo di streghe nel mezzo di un deserto. Giunta all’accampamento, prende parte ad una cerimonia di iniziazione dove le viene mostrato il regolamento che scandirà la sua nuova vita da strega e viene legata al nastro dal quale non potrà più staccarsi. Le streghe anziane la chiamano Shula e Mr. Banda la porta nei villaggi per individuare nei tribunali locali i colpevoli di piccoli reati mentre le altre streghe lavorano i campi. Ma Shula è una bambina e vorrebbe semplicemente giocare e andare a scuola con altri coetanei e la piccola si sente sempre più inadatta e stretta in un ruolo che le è stato imposto.

I Am Not A Witch inizia mostrando un pullman che porta dei turisti a vedere le streghe, donne vestite di blu, con il volto dipinto legate con un nastro bianco, che dietro una rete gesticolano e fanno strani versi. La regista evidenzia subito il tema che vuole affrontare e denunciare, la superstizione istituzionalizzata e trasformata in una forma di prigionia/sfruttamento. Il compito di Mr. Banda è infatti quello di gestire i vari casi di presunta stregoneria, come quello di Shula: una volta che le donne sono dichiarate streghe le portano nel campo, le legano al loro nastro e gli danno una notte per decidere se rimanere strega o tagliare il nastro e trasformarsi in una capra. Shula sceglie di essere strega ed è l’unica così piccola, e questo la porta ben presto a diventare un caso, e una fortuna per Mr. Banda che prova a vendere la bambina, la sua streghetta, in ogni modo possibile.

Shula è prima di tutto una bambina e nel suo costume da strega vive nella paura, nella vergogna e nella triste consapevolezza di essere un fenomeno da baraccone, privato della sua libertà e che vive ai margini della società. Protetta dalle streghe anziane, Shula vive rari momenti di gioia e speranza quando ascolta le voci lontane dei bambini a scuola con una sorta d’imbuto/corno o quando partecipa alle lezioni in una classe speciale, dove ci sono altri bambini esclusi: albini o disabili. Shula vive in un mondo di emarginati dalla società a causa di vecchie superstizioni, un mondo che viene allontanato da tutti ma dal quale il governo ha trovato il modo di guadagnare, sia con il lavoro delle streghe nei campi, sia con i biglietti dei turisti.
Shula è una bambina sradicata ed è interpretata con intensità e con uno sguardo profondo e intenso, da Margaret Mulubwa che è un’attrice non professionista, come la maggior part del cast del film.

Rungano Nyoni racconta questa realtà spietata e brutale attraverso una chiave comico/surreale come la sequenza in cui la figlia di una delle streghe vuole vendere parrucche stile Beyoncé o Rihanna alle altre streghe. Le immagini crude e realistiche, come le streghe che spaccano le pietre, si alternano a quelle di un mondo kafkiano, come il camion rosso che trasporta le streghe con i loro rocchetti giganti attorno ai quali sono arrotolati i nastri bianchi.
La regista con I Am Not A Witch firma un’interessante, coinvolgente e originale opera prima, un film di denuncia che fonde commedia e dramma in un mondo fantastico e surreale.

Alice Casalini | Festival del Cinema Africano d’Asia e America Latina di Milano 2018

Cast & CreditsI Am Not A Witch
Regia: Rungano Nyoni; sceneggiatura: Rungano Nyoni; fotografia: David Gallego, ADFC; suono: Olivier Dandre, Maiken Hansen; montaggio: Yann Dedet, George Cragg, Thibault Hague; interpreti: Margaret Mulubwa, Henry B.J. Phiri, Nancy Mulilo; origine: Francia, UK, Zambia, 2017; formato: DCP, 2.39 : 1, Dolby Srd; durata: 92’; produzione: Clandestine Films, Soda Pictures; distribuzione: Kinology.

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