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Rize - Alzati e balla

di David LaChapelle

Gli angeli ribelli ballano nei ghetti

David LaChapelle, tra i fotografi più acclamati e richiesti in tutto il mondo, vera icona pop, firma la sua prima regia cinematografica con questo documentario sulla nascita e lo sviluppo del Krump, un nuovo tipo di ballo nato per le strade di Watts, South Central, Los Angeles: il ghetto dove nel 1965, mentre Martin Luther King si batteva pacificamente per i diritti dei neri, scoppiò una violenta rivolta contro gli abusi della polizia. Fu in quella stessa occasione che nacque il Black Panther Party. Il film inizia proprio con quelle immagini, cui seguono quelle di nuovi scontri avvenuti nello stesso quartiere nel 1992. Immediatamente dopo, LaChapelle filma alcune ragazze che, ballando, imitano la sequenza di un arresto violento da parte della polizia.

Questo breve eppur significativo passaggio chiarisce il background da cui i protagonisti partono nella loro ricerca di un nuovo modo di affermazione e gratificazione personali, che non sia la droga o la violenza. Esemplare è il caso di Tommy Johnson, in arte Tommy The Clown, che ha dato l’avvio, nel 1992, e proprio in risposta alle violenze di Rodney King, al movimento Clowning. Come lui stesso racconta sotto lo sguardo della macchina da presa che lo segue mentre si prepara per le sue esibizioni, tutto è nato per caso, dalla telefonata di un amico che gli chiedeva di intrattenere i bambini alla festa del figlioletto. Da quel momento, Tommy è stato richiestissimo alle feste di tutto il quartiere e, come testimoniano alcuni personaggi intervistati, è diventato una sorta di padre adottivo per tanti bambini e adolescenti che hanno i genitori assenti, chi in carcere, chi scomparso senza lasciare tracce. Il Clowning ha coinvolto tanti ragazzi, offrendo loro la possibilità di coltivare un progetto personale, di dedicare il proprio tempo e il proprio talento a qualcosa di costruttivo, evitando di perdersi nella violenza di una realtà degradata.

Il concetto di salvezza è fortemente presente nel film, si parla del movimento in termini quasi biblici, come della Holy Way che separa il Bene dal Male. Molti ragazzi poi hanno iniziato anche un percorso di fede che accompagna la loro esperienza col ballo. Nel tempo nascono diversi gruppi di clown, ognuno con le sue caratteristiche, ma presto una parte si stacca dall’impronta originale di Tommy, volendo apportare un’immagine più personale, ed è così che nasce il Krump vero e proprio. Le due scuole si affrontano in una sfida artistica davanti al pubblico in delirio, a dimostrazione della notorietà ma anche e soprattutto dell’importanza che l’intero progetto ha assunto.

Le scene di ballo, davvero portentose, costituiscono naturalmente la parte principale del film. Gli attori diventano puri corpi in movimento, un tutt’uno fluido e sensuale con la musica che li sostiene e li travolge. La forte intensità cromatica e la brillantezza della fotografia donano alle immagini una carica di energia e un’intensità drammatica tipica dello stile di LaChapelle, che mescola i toni e confonde gli stili, arrivando a donarci la travolgente sequenza di un corpo in movimento, angelo nero che lotta con rabbia e disperazione a ritmo di hip hop contro il mare infuocato da un tramonto rosa in perfetto stile Harmony.

Bello anche il montaggio alternato tra le immagini dei krumpers che ballano e quelle di uomini durante una danza tribale in Africa: i corpi si alternano, tra modernità e tradizione, ricalcando gli stessi passi, gli stessi gesti, all’interno della danza ma anche mentre si dipingono il viso, come in un vero rituale. Il legame con le proprie origini è imprescindibile quanto involontario e dimostra quanto il ballo, per questi ragazzi, non sia solo un divertimento, ma una vera e propria funzione sociale. In un quartiere dove loro stessi denunciano la mancanza di ogni struttura sportiva o ricreativa, dove l’aggregazione diventa spesso il formarsi di bande criminali, il ballo ha saputo riunire e dare un’alternativa qualificante a tanti ragazzi.

Se il film era incominciato con la denuncia di questa violenza, nata dalla ghettizzazione e dallo sfruttamento, attraverso questo movimento si è arrivati a vedere una forma positiva e costruttiva di ribellione. Non a caso le ultime parole che chiudono il documentario sono quelle storiche di Martin Luther King che dice: «I have a dream, that one day this nation will rise up».

Maddalena Franzosi

Cast & Credits Rize (Rize - Alzati e balla)
Regia: David LaChapelle; fotografia: Morgan Susser, Michael Totten; suono: J. Paul Huntsman; montaggio: Fernando Villena; musica: Christina Aguilera, Amie Marie Beauchamp, Jose Cacela; interpreti: Tommy the Clown, Lil C, Dragon, Tight Eyez, La Niña, Miss Prissy; origine: USA, 2005; formato: 35 mm; durata: 86’; produzione: David LaChapelle Studios, HSI/DarkFibre Production; distribuzione italiana: Officine Ubu; sito ufficiale: www.rizemovie.com; sito italiano: www.rize.it

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