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Ritorni

di Giovanna Taviani

Ritorni senza ritorno

Sotto il sole accecante del caldo agosto siciliano, un uomo guarda il mare cercando di scorgere la costa africana, in fondo così vicina: Karim Hannachi insegna lingua araba all’Università di Catania, è tunisino e aspetta la nave che lo riporterà nel suo paese per le vacanze. Karim è anche responsabile della comunità maghrebina di Mazara del Vallo, dove vive con la moglie e i figli. Proprio dalle coste siciliane ogni anno si ripete il rito del ritorno in patria per riabbracciare parenti e amici: un esodo al contrario e limitato nel tempo. Giovanna Taviani, regista e storica del cinema, nel suo secondo documentario Ritorni (2006), presentato alla prima edzione della Festa del Cinema di Roma, nella sezione Extra, descrive questo fenomeno silenzioso che la maggior parte delle persone ignora.

La Taviani ha esordito nel 2004 con il documentario I nostri 30 anni: Generazioni a confronto, e nel 2005 ha iniziato le ricerche per Ritorni, prendendo spunto da un’inchiesta de «La Repubblica» dal titolo Ferie d’Africa, nella quale si analizzava proprio il rientro in massa nei paesi d’origine di tutti gli immigrati che vivono regolarmente in Italia. Mentre le televisioni fanno a gara per cercare l’immagine più drammatica dei tragici e disastrosi viaggi della speranza, o per entrare nei CPT (Centri di Permanenza Temporanea), la Taviani si addentra nell’altra faccia nascosta dei movimenti migratori, per raccontare la storia di quelli che lei stessa definisce «ritorni senza ritorno», riferendosi all’omonimo racconto di Assia Djebar.

Ritorni segue Karim Hannachi nel suo viaggio: prima della partenza, mentre saluta gli amici della comunità maghrebina di Mazara, sulla nave, e infine in Tunisia: dove abbraccia la madre, apre la sua casa piena di sabbia accumulata durante l’anno, fino alle passeggiate nel deserto con i figli. La storia del professor Hannachi s’intreccia con le riflessioni di due dei maggiori esponenti della cultura maghrebina in Europa sul tema della separazione e quello della lontananza: Assia Djebar e Tahar Ben Jelloun, intervistati nella stessa estate in una Parigi semideserta. Assia Djebar è un’esule volontaria, pensa alla sua Algeria, ma non vi fa ritorno dal 1990 e, mentre la scrittrice e regista parla, scorrono le immagini de La battaglia di Algeri (Gillo Pontecorvo, 1966). Tahar Ben Jelloun, al contrario, vive con nostalgia il distacco dal Marocco, dove dopo molti anni è riuscito a tornare e dove, proprio come Hannachi, trascorre ogni estate, nella sua Tangeri, con la volontà di «dedicarmi completamente alla mia terra, alla mia gente».

La Taviani riflette sul problema delle origini e sulla contaminazione culturale insieme a tre esponenti del mondo della cultura europea e delle università, tre personaggi illustri che si possono definire immigrati di lusso. La regista non riporta semplicemente un fatto, un fenomeno, ma decide di confrontarsi con l’altro e di andare alla ricerca di esperienze diverse, di differenti modi di affrontare e vivere la lontananza dal proprio paese d’origine e da questa volontà di scoprire e confrontarsi nasce l’esigenza e l’interesse di ascoltare proprio la Djebar, Ben Jelloun e Hannachi. Le loro voci rappresentano il tentativo di andare oltre i cliché sugli immigrati e sul mondo al di là del Mediterraneo per superare l’ignoranza che mette un freno alla curiosità della scoperta dell’altro, senza dimenticare il nostro passato di emigranti ed emarginati, come ricordano le immagini tratte da Il cammino della speranza (Pietro Germi, 1950).

«Documentare la realtà, ma raccontando una storia», con queste parole Giovanna Taviani ha descritto il suo lavoro, la sua scelta stilistica che, in Ritorni, è l’elemento essenziale per permettere a lei e allo spettatore di dialogare più facilmente con Hannachi in un incontro aperto e diretto. Ritorni è una piccola sfida alla battaglia delle immagini che la televisione e il cinema scelgono per noi, lasciando in un angolo storie che possono permetterci di avere uno sguardo più ampio e cosciente sul mondo in cui viviamo, perché «se la conoscenza dell’altro ci turba, vuol dire che siamo turbati dalla conoscenza di noi stessi» (Adonis).

Alice Casalini

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Cast & Credits Ritorni
Regia: Giovanna Taviani; sceneggiatura: Giovanna Taviani; fotografia: Alessandro Ghiara; musiche: Giuliano Taviani; montaggio: Luca Gasparini, Elisa Cantelli; origine: Italia/Francia, 2006; formato: Betacam; durata: 60’; produzione: Amedeo Bacigalupo per Nuvola Film in collaborazione con G.B. Palumbo Editore, con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali; distribuzione: Nuvola Film; sito ufficiale: www.nuvolafilm.com

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