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Amandla! Il nuovo cinema Sudafricano

di Monica Bartolini

Quando si parla del Sudafrica e dell’apartheid le prime cose che ci vengono in mente sono legate alle immagini di violenza esercitata militarmente dal governo, una violenza che taglia al popolo sudafricano ogni possibilità di crescita e di sviluppo. Il governo negli anni dell’apartheid ha cercato in tutti i modi di creare una distanza tra la popolazione bianca e quella nera e per farlo, ha chiaramente fatto uso dei mass media, attraverso una limitazione della libertà dell’informazione. L’industria radiotelevisiva era controllata dallo Stato attraverso la South African Broadcasting Corporation (SABC), che deteneva il monopolio assoluto degli audiovisivi. Ogni gruppo razziale era costretto ad avere radio e canali televisivi propri, ovviamente controllati dalle autorità, per mantenere il massimo della separazione.

Per quello che riguarda il cinema, i registi come gli attori sudafricani si sono ritrovati di fronte alla scelta di lavorare per il regime dell’apartheid o prendere la strada dell’esilio, a causa della forte censura e segregazione razziale esercitata dal governo. Nonostante questo grande ostacolo per l’industria filmica di opposizione, registi bianchi e neri non hanno smesso di documentare e raccontare la storia del Sudafrica oppresso. Tanti sono i nomi di registi che si sono distinti a livello internazionale, che hanno continuato la loro lotta anti-apartheid, sia dall’estero che all’interno del paese, ovviamente in clandestinità.

Il cinema sudafricano sta esprimendo la sua grande volontà di crescere e di affermarsi nel mondo e lo dimostra il fatto che negli ultimi anni, la sua presenza nel festival internazionali appare in grande crescita. Negli ultimi anni, infatti, il cinema sudafricano ha ottenuto diversi riconoscimenti in Europa e negli Stati Uniti, raggiungendo il culmine con la vittoria dell’Oscar come miglior film straniero di Tsotsi (Il suo nome è Tsotsi, Gavin Hood, 2005). Le potenzialità, quindi, ci sono e sono ben evidenti. Grazie ai finanziamenti del governo e gli accordi di produzione, di cui parlerò in seguito, i cineasti e gli attori che prima non potevano esprimersi nel loro paese d’origine, perché esiliati, stanno ora facendo ritorno in Sudafrica per reclamare il diritto a far sentire la propria voce e lo stanno facendo dimostrando di avere buone capacità tecniche e soprattutto una grande passione.

Monica Bartolini
Amandla! Il nuovo cinema Sudafricano
Relatore: Leonardo De Franceschi
Università Roma Tre, Facoltà di Lettere
Tesi di laurea (nuovo ordinamento)
A.A. 2005-2006
pp. 51


INDICE

Introduzione

1. Sudafrica: Un passato da superare
Gli anni bui dell’apartheid
Mayibuye Afrika! Che l’Africa ritorni

2. Finanziamenti al cinema
Large Budget Film and Television Production Rebate Scheme
National Film and Video Foundation
IDC: Industrial Development Corporation of South Africa Limited

3. Accordi di coproduzione
Accordo di coproduzione Italia-Sudafrica
Un esempio recente: Hotel Rwanda

4. Registi
Ramadan Suleman
Zola Maseko

5. Due film a confronto: Tsotsi e U-Carmen
5.1. Il suo nome è Tsotsi
5.2. U Carmen eKhayelitsha

Allegato
Accordo di coproduzione cinematografica tra la Repubblica italiana e la Repubblica del Sudafrica

Bibliografia essenziale

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