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Douar de femmes

di Mohamed Chouikh

Le donne soldato d'Algeria

Le regioni più interne dell’Algeria, spesso dimenticate dai media, sono state terreno fertile per le violenze e le razzie dei terroristi: lo scenario nascosto, segreto di una guerra fratricida, mai dichiarata apertamente, che ha ferito e dissanguato l’Algeria. Vittime fiere e coraggiose di questa guerra fantasma sono state proprio le donne, lasciate sole nei villaggi dai mariti emigrati all’estero, o, più semplicemente, verso le grandi città, a lavorare nelle fabbriche: Mohamed Chouikh con Douar de femmes (2005) canta le gesta delle guerriere algerine.

Suona una campana e tutti - uomini, donne, vecchi e bambini - si rifugiano nelle case, aspettando in silenzio che i terroristi se ne vadano. Scampato il pericolo la corsa riprende tra gli alberi del fitto bosco che circonda il piccolo villaggio, perché gli uomini non devono perdere il camion che li porta in città a lavorare. Il piccolo agglomerato di case si trasforma in una base militare: le donne prendono il comando, rimaste sole con i tre anziani del villaggio che devono vegliare sulla loro integrità morale. A poco a poco, la vita del villaggio prende una nuova quotidianità, scandita dai passaggi dei terroristi, dai turni di guardia, dall’intrusione di un uomo e del suo mulo, dalla vita e dalla morte, e le donne, costrette dalla situazione, diventano sempre più consapevoli della loro forza e infrangono regole e tabù radicati nella società algerina.

Douar de femmes è stato presentato nella Competizione Ufficiale Premio Amore e Psiche della XII edizione del Med Film Festival a Roma, peccato solo che alla fine del film, al Cinema Trevi, non sia arrivato, come previsto, Mohamed Chouikh per discutere direttamente con lui di questo dramma nel quale tragedia e commedia si alternano e si fondono, proprio come nella vita. Il regista algerino si lascia prendere la mano da una vena ironica, con scene che sembrano piccole gags e i feroci terroristi che assalgono il villaggio ricordano le caricature dei briganti. Chouikh con Douar de femmes mette in forma di racconto una pagina triste del suo paese, una realtà che ha segnato e segna le donne algerine e per leggere la sua storia ha scelto gli occhi profondi di Sofia Nouacer che interpreta Sabrina, la protagonista del film, nonché il comandante della brigata delle donne del villaggio. Le teste coperte e gli abiti tipici che impediscono movimenti agili - e facili fughe - hanno come ornamento pesanti fucili: la paura della morte, delle violenze, degli abusi si dimenticano quando ci s’innamora o si assiste alla nascita dell’ultimo piccolo abitante del villaggio senza nome, dimenticato e nascosto.

Come ne La Citadelle (1989) anche in Douar de femmes Chouikh sceglie dei fantocci di pezza come oggetti di scherno: nel primo film veniva infatti utilizzato un manichino femminile per inscenare un matrimonio finto, al fine di umiliare un uomo, mentre nel film presentato al MedFilm Festival le donne del villaggio costruiscono dei pupazzi per far credere ai terroristi che non sono sole. Due situazioni solo apparentemente molto diverse, perché in entrambe uomini e donne sembrano pedine, giocattoli nelle mani di un abile burattinaio contro il quale possono molto poco, una forza più grande che li muove a suo piacere, li piega al suo volere. Contro i burattinai dell’umanità che giocano con le loro pedine vive, fatte di carne e ossa, i poveri uomini possono rispondere solo continuando a trovare il modo di vivere nonostante tutte le atrocità subite.

Alice Casalini

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Cast & Credits Douar de femmes
Regia: Mohamed Chouikh; sceneggiatura: Mohamed Chouikh; fotografia: Allel Yahiaoui; suono: Rachid Bouffia; montaggio: Yamina Bachir-Chouikh; musiche: Kaled Barkat; interpreti: Sofia Nouacer, Kaled Benaissa, Bahia Rachidi, Nawel Zaatar; origine: Algeria, 2005; formato: 35 mm, colore; durata: 102’; produzione: Acima Films; distribuzione: Bicéphale Production

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