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Quelques-uns d’entre nous

di Clara Bouffartigue

Algeri, grande madre

Una famiglia algerina si sveglia e si prepara ad affrontare una giornata come tante, ma la città nella quale si muovono non è una delle tante metropoli africane: Algeri, la bianca, vivace e caotica, avvolge i suoi abitanti e li cattura con il suo fascino e le sue contraddizioni. Malek, con il suo taxi, è il filo conduttore di Quelques-uns d’entre nous (2006) della giovane cineasta francese Clara Bouffartigue, che ha presentato il suo film durante l’ultima edizione del Festival International du Film d’Amiens. Il film è stato inserito nella sezione “L’Autre Algerie”, che ha tentato di far incontrare gli sguardi dei registi algerini e di quelli francesi, per provare a guardare con occhi nuovi all’Algeria e al suo conflittuale rapporto con la Francia.

La Bouffartigue è una figlia di pieds noirs, sbarcata ad Algeri per trovare sua madre, una donna che, dopo tanti anni di esilio forzato in Francia, ha deciso di tornare nella sua città. Il motivo intimo e personale che è alla base del documentario lo si scopre solo parlando con la regista: dopo una prima volta ad Algeri, la Bouffartigue ne è rimasta affascinata ed ha deciso di tornare per girare un documentario, parlare con gli abitanti della città e seguirli per strada, mentre corrono, si affannano e lavorano. Un modo per provare a capire la città, ma anche per arrivare a capire sua madre e che cosa la madre le abbia trasmesso. La Bouffartigue non racconta con la sua voce fuori campo, ma lascia parlare Malek, sua moglie Samia, Ghislaine, Mohamed: li osserva mentre parlano tra loro, mentre incontrano altre persone e li fa parlare con la mdp, fa in modo che riflettano sulla complicata situazione degli ultimi anni, ma soprattutto sull’Algeria di oggi. Non si lascia prendere da manie didascaliche, che spesso erroneamente si ritengono elemento essenziale del documentario, e riesce in questo modo a mantenere sempre viva la curiosità dello spettatore, che si chiede come andrà a finire la giornata qualunque di Malek e della sua famiglia.

Quelques-uns d’entre nous è costruito con un’equilibrata alternanza tra i momenti della vita di Algeri, del traffico delle persone che si muovono e vanno a lavoro, e il silenzio e la tranquillità della casa di Malek, dove la Bouffartigue segue e parla con Samia, mentre lei cucina, lava e si concede un momento di riposo nel pomeriggio. Il taxi di Malek ospita i protagonisti del documentario: gli abitanti della capitale che, parlando con lui, raccontano alla regista e al pubblico l’Algeria di oggi. Quello che colpisce di Quelques-uns d’entre nous è proprio la scelta del punto di vista: tanto coinvolto quanto distaccato, e soprattutto curioso di scoprire, come un ipotetico spettatore, la vita degli abitanti di una città nota solo per le pagine buie della storia recente di cui si sente tanto parlare. La Bouffartigue ha fatto una precisa scelta stilistica che permette al documentario di distinguersi dagli altri del genere: Quelques-uns d’entre nous ha un approccio originale e uno sviluppo coinvolgente.

Alice Casalini

Vai agli altri articoli sul 26. Festival International du Film d’Amiens

Cast & Credits Quelques-un d’entre nous
Regia: Clara Bouffartigue; sceneggiatura: Clara Bouffartigue; fotografia: Clara Bouffartigue; suono: Philippe Heissler, Clara Bouffartigue, Alexander Hecker; montaggio: Gwénola Heaulme; origine: Francia, 2006; formato: Betacam, colore; durata: 70’; produzione: Clara Bouffartigue.

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