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Norbit

di Brian Robbins

Tre Murphy a saldo

Norbit (Eddie Murphy) è cresciuto in un orfanotrofio, che è anche un ristorante cinese, gestito dall’eccentrico Mr. Wong (Murphy bis). Ha passato l’infanzia condividendo ogni momento della sua vita con Kate (Thandie Newton), un’altra ospite dello strano ricovero per orfani di Mr. Wong. I due bambini sono legatissimi, al punto di celebrare una sorta di matrimonio per sancire la loro unione. Un giorno però Kate viene adottata e Norbit rimane solo, privato del suo punto di riferimento. Da questo momento in poi la vita del piccolo diventa un inferno, finché conosce Rasputia (Murphy ter), una violenta ed enorme ragazzina che lo prende in simpatia, difendendolo dalle angherie degli altri bambini e prendendolo sotto la sua (enorme) ala. Ma l’incontro con Rasputia, che diventerà la moglie di Norbit, segna per il protagonista l’inizio di una vita ancora peggiore di quella vissuta in percedenza dopo la partenza di Kate. Norbit è completamente succube della moglie, che lo espone alle più disparate umiliazioni e lo manovra come un burattino. Rasputia ha tre fratelli, i quali, oltre ad essere i titolari della più importante impresa di costruzioni della città, gestiscono anche un piccolo racket, dominando di fatto l’intero villaggio. La vita di Norbit cambia ancora una volta con il ritorno in città di Kate, decisa a rilevare il vecchio orfanotrofio e costretta per questo a dover combattere contro i tre fratelli di Rasputia, intenzionati a mettere le mani sull’orfanotrofio per trasformarlo in un locale di spogliarelliste. L’incontro con il suo primo e mai dimenticato amore, fa capire a Norbit quanto sia triste e vuota la sua vita con Rasputia, spingendolo a scrollarsi di dosso la sua innata insicurezza e a dichiarare i propri sentimenti per Kate, con la quale riuscirà finalmente a coronare il proprio sogno d’amore.

L’intero film, scritto dallo stesso Eddie Murphy e dal fratello Charles, è completamente incentrato sulla figura del comico afroamericano, che interpretando ben tre personaggi, monopolizza ogni scena e ogni gag. Ed è proprio questo il principale dei punti deboli della pellicola, che preferisce puntare esclusivamente sulla comicità di Murphy, per altro decisamente sottotono rispetto ad altre sue prove, sacrificando la trama e gli altri personaggi in favore della ripetizione meccanica e sterile dello spunto comico. Le gag e le battute si susseguono quindi con uno schema semplice e ripetitivo, sfruttando le poche situazioni che la trama mette a disposizione, di cui la principale, se non l’unica, è il rapporto tra la terribile Rasputia e il debole Norbit. Alla trama decisamente lacunosa, si aggiunge inoltre una regia, firmata da Brian Robbins, piatta e priva di inventiva, che non si concede quasi mai un momento di libertà nei confronti dell’onnipresente Murphy.

Il fatto che la quasi totalità dei personaggi del film sia afroamericana potrebbe far pensare ad una precisa scelta di target da parte degli autori, ma la messa in scena di tali personaggi è spesso caratterizzata da luoghi comuni e stereotipi che, nascondendosi dietro al rifiuto del politically correct, non fa altro che strizzare l’occhio ad una facile comicità quasi mai graffiante e provocatoria, ma anzi decisamente banale e a tratti incomprensibile (nella versione italiana è bizzarra la scelta di doppiare il cinese Mr. Wong usando un accento siciliano). Dal ristoratore italiano che «non paga il pizzo, lo chiede…», alla famiglia afroamericana che mangia pollo e tacchino fino a scoppiare, fino ai due amici di Norbit, neri ed ex protettori, il film più che denunciare tali luoghi comuni e prendersene gioco in chiave comica, sembra dargli ancora più forza, inserendoli come elementi assolutamente normali in un contesto grottesco e paradossale.

In conclusione, se da una parte è apprezzabile il trasformismo di Murphy e la sua capacità di passare da un personaggio all’altro con estrema versatilità, aiutato però da un trucco decisamente verosimile, il film resta un esercizio di stile costruito ad arte per il suo protagonista. Una commedia grottesca che risulta a tratti volgare per un pubblico molto giovane e inadeguata per chi cerca di più di una serie di gag riciclate e con poco mordente.

Matteo Gherardini

Cast & CreditsNorbit (Id.)
Regia: Brian Robbins; sceneggiatura: Eddie Murphy, Charles Q. Murphy, Jay Scherick, David Ronn; fotografia: J. Clark Mathis, montaggio: Ned Bastille; musica: David Newman; interpreti: Eddie Murphy, Thandie Newton, Terry Crews, Clifton Powell, Mighty Rasta, Cuba Gooding Jr., Eddie Griffin; origine: Stati Uniti, 2007; formato: 35 mm, 1.85, Dolby Digital; durata: 102’; produzione: DreamWorks; distribuzione: Universal Pictures; sito ufficiale: www.meetnorbit.com; sito italiano: www.cinema.universalpictures.it

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