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Catch a Fire

di Philip Noyce

Dopo Goodbye Bafana-Il colore della libertà, il film di Bille August ispirato alle memorie dal carcere di Nelson Mandela, si torna a parlare della lotta anti-Apartheid in Sudafrica, con il film Catch a Fire, dell’australiano Phillip Noyce, uscito di recente direttamente in homevideo. Il regista ha esordito nel 1978 con il premiatissimo Newsfront, sulla vita del ribelle Bill Hunter - operatore di un cinegiornale – nei difficili anni tra il 1948 e il 1956, il periodo di maggiore americanizzazione dell’Australia, per poi diventare uno dei registi più affermati di Hollywood (Ore 10: Calma piatta, Giochi di potere, Il collezionista di ossa, The Quiet American).

Catch a fire è un progetto importante che vanta collaborazioni di tutto rispetto: tra i produttori e i produttori esecutivi troviamo infatti il grande Sidney Pollack, Tim Bevan (produttore di alcuni grandi successi e film di qualità tra cui i due lungometraggi dei fratelli Cohen, Fargo e O Brother, Where Art Thou?), Anthony Minghella (produttore e regista di Il paziente inglese, Il talento di Mister Ripley, Ritorno a Cold Mountain…) e Robyn Slovo, figlia di Joe Slovo e Ruth First, tra i pochi attivisti bianchi che lottarono contro il regime dell’Apartheid. La sceneggiatura, di un intenso realismo, è di Shawn Slovo, sorella di Robyn.

Il film ripercorre la storia di Patrick Chamusso, figlio di immigrati mozambicani, trasferitosi a Secunda dopo aver lavorato anni come minatore. Qui, a qualche ora di distanza da Johannesburg, trova lavoro nella più grande raffineria di petrolio del mondo. La sua vita è semplice: sposato, due bimbe, gioca a calcio con i ragazzini del sobborgo dove vive. Non si interessa di politica: ha imparato fin da ragazzo a rispettare il sottile confine di ciò che è permesso fare alla gente di colore, per poter vivere serenamente con la sua famiglia. Ma nel 1980 viene arrestato per un attentato terroristico che non ha commesso. Viene imprigionato e torturato. Nonostante abbia un alibi, Patrick si professa colpevole quando la moglie viene a sua volta arrestata e torturata. Il capo della squadra anti-terrorismo però ha dubbi sulla sua colpevolezza e lo rilascia. Patrick ora è libero, ma sente il dovere di prendere una posizione e di lottare per la libertà della sua famiglia e del suo Paese. Lascia il Sudafrica, i suoi affetti, e si trasferisce clandestinamente in Mozambico, dove si ricongiunge all’ANC (African National Congress).

Qui, dopo un periodo di addestramento, si propone per compiere il più audace e spettacolare attentato contro il regime, piazzando alcune bombe nello stabilimento di Seconda, allora simbolo dell’autosufficienza del Sudafrica in un periodo in cui da sempre più parti nel mondo si levavano proteste contro il sistema di oppressione dell’Apartheid. Dopo una lunga caccia all’uomo viene catturato, torturato e infine condannato dalla Corte Suprema di Pretoria al carcere a vita, presso Robben Island. Qui rimase fino al 1991, quando ricevette l’amnistia insieme agli altri prigionieri politici.

Catch a Fire comprende fra due parentesi questo periodo di tempo, che si apre e si chiude simbolicamente con l’immagine di Chamusso che torna a casa dopo il suo rilascio. La vita che segue lo vede impegnato a recuperare quella normalità che si era incrinata drammaticamente più di dieci anni prima; ma la vera conclusione del film lascia spazio alle immagini autentiche di Patrick Chamusso che parla di sé, del bisogno di perdono e riconciliazione che uomini come Mandela e Sisulu gli hanno indicato come l’unico presupposto per poter ricominciare e fondare una nazione che sia veramente di tutti coloro che la abitano.

La regia di Noyce si mette al servizio di una storia intensa, narrata con partecipazione, incentrata sul rapporto dialettico, e per certi versi drammaticamente speculare, tra il protagonista e il capo della squadra speciale Nic Vos. Una nota particolare meritano le interpretazioni degli artisti, dal premio Oscar Tim Robbins nei panni di Vos, alla rivelazione Derek Luke, intenso e misurato. Anche la protagonista femminile, Bonnie Henna, rende con efficacia una parte difficile, di una donna combattuta e vinta dal dolore.

Pensando a Catch a Fire mi viene in mente il primo album di Bob Marley, uscito in Inghilterra nel dicembre 1972, atto di accusa contro la schiavitù. Il tono delle canzoni, da Stir it up a No More Trouble è apertamente militante e i testi critici verso la realtà sociale gli valsero le simpatie di molti africani, caraibici, afro-americani e immigrati neri in Europa. Le canzoni di quell’album rappresentano una visione ottimista di un futuro libero da oppressioni. Così vuole essere la storia che il film ci racconta (non a caso accompagnando diverse scene con la musica di Bob Marley): fondamentalmente un messaggio di pace, di tolleranza, di riconciliazione, come parte essenziale del difficile percorso per ritrovare la dignità e la libertà troppo a lungo negate.

Spiace che una major come la Universal non abbia avuto il coraggio di distribuire il sala un film come Catch a fire, che aveva tutte le carte in regola per portare a casa una buona tenitura. Consoliamoci con il DVD, in tutto e per tutto identico a quello statunitense che, oltre alle tracce audio e ai sottotitoli, comprende tre scene tagliate e soprattutto un prezioso commento audio, nel quale possiamo ascoltare le riflessioni sul film del regista Philip Noyce, degli interpreti Tim Robbins, Derek Luke e Bonnie Henna, del vero Patrick Chamusso, e di Rubyn e Shawn Slovo, utili a far luce su alcune scelte stilistiche del film e soprattutto a metterne in luce i rimandi alla situazione esplosiva del Sudafrica anni ’80.

Maddalena Franzosi

Cast & Credits

Catch a Fire (id.)
Regia: Phillip Noyce; sceneggiatura: Shawn Slovo; fotografia: Ron Fortunato, Garry Phillips; suono: Rhomeez Petersen; montaggio: Jill Bilcock; musica: Philip Miller; interpreti: Tim Robbins, Derek Luke, Bonnie Henna, Mncedisi Shabangu; origine: Gran Bretagna/Sudafrica/USA, 2006; durata: 101’; produzione: Tim Bevan, Eric Fellner, Anthony Minghella, Robyn Slovo; distribuzione italiana: Universal Pictures; sito ufficiale: http://www.catchafiremovie.com; anteprima mondiale: Telluride Film Festival (2 settembre 2006).

DVD nella confezione: 1; supporto: 9, singolo lato, doppio strato; regione: 2; formato video: 16/9, 2.35:1; formato audio: Italiano Dolby Surround 5.1, Inglese Dolby Surround 5.1, Spagnolo Dolby Surround 5.1; distribuzione homevideo: Universal Pictures; scheda del DVD: www.homevideo.universalpictures.it; sottotitoli: Italiano, Inglese, Spagnolo, Croato, Ebraico, Potoghese, Turco, Sloveno; extra: Commento audio con Philip Noyce, Tim Robbins, Derek Luke e Bonnie Henna, Patrick Chamusso, Rubyn e Shawn Slovo; scene eliminate.


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