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Prey

Hic sunt leones!

Dal 18 maggio nelle sale italiane è arrivato Prey, il nuovo film del regista sudafricano Darrell James Roodt (Cry, The Beloved Country, Yesterday e Serafina!). Sulla scia dei grandi successi di Steven Spielberg, come Jurassic Park e Lo squalo, Roodt lascia la strada del film “politicamente impegnato” e si cimenta in quella del thriller mozzafiato, ambientandolo però nella sua amata Africa.

Tom Newman, interpretato da Peter Weller, porta la sua famiglia in Africa - dove egli sta lavorando ad un progetto di ingegneria - nel tentativo di migliorare i rapporti tra la nuova e giovanissima moglie Amy (Bridget Moynahan) e i due figli, Jessica e David (Carly Schroeder e Connor Dowds). Mentre Tom segue i lavori, la famiglia parte per un Drive Game, nel bush africano. Durante il safari, il ranger, guida del gruppo, lascia la strada maestra e si dirige nelle profondità della savana, per cercare di avvistare qualche esemplare dei Big Five, ma le impellenti necessità del piccolo David, lo costringono ad una sosta che si rivelerà fatale. Ben presto la famiglia si accorge di essere entrata nel territorio di un branco di affamatissimi leoni che, senza tanti complimenti, non esitano a banchettare con il povero ranger. A questo punto inizia l’odissea dei tre malcapitati superstiti che, senza la loro guida e, per di più, senza le chiavi della jeep, attenderanno per tre giorni i soccorsi, sotto lo stretto controllo del capo branco, fortemente incuriosito dalla strana nuova fonte di cibo.

Sono dunque due le linee guida del film: da una parte troviamo l’ostilità della figlia maggiore di Tom, Jessica, nei confronti della nuova signora Newman, e dall’altra abbiamo i leoni, digiuni, disposti quindi a mangiare qualsiasi cosa si imbatta sul loro cammino, poco importa che la preda sia libera nella savana o che essa si trovi inscatolata in una jeep. Ci ritroviamo così nell’inevitabile formula - forse abusata in questo genere di film - del "necessità fa virtù", dove è solo attraverso la cooperazione e i buoni propositi che si combattono le avversità.

L’idea di base è sicuramente buona. Roodt intraprende la strada del thriller basato sul modello dell’uomo vs natura, con tutti gli ingredienti che si addicono a questa tipologia di opere: spazi aperti, personaggi curiosi e poco prudenti, soccorsi pressoché inesistenti, bambini indifesi e creature selvagge e bramose di sangue. Ma, come si dice, non sempre le ciambelle riescono con il buco, e il risultato complessivo è decisamente deludente. Manca, nel film, un’adeguata dose di suspance e di azione, necessaria per rendere la storia più avvincente e verosimile. La sceneggiatura, inoltre, cerca di indagare troppo sui personaggi che, ahimè, non hanno molto da raccontare e sono assolutamente poco interessanti, al punto che, dopo poche decine di minuti dall’inizio del film, lo spettatore distaccato si ritroverà inevitabilmente a fare il tifo per i leoni. Poco credibile, soprattutto, si dimostra la performance di Peter Weller, troppo spavaldo e sicuro di sé, da non scomporsi minimamente persino dopo il ritrovamento di ciò che resta (molto poco) del ranger.

Il film manca quindi di attendibilità, le azioni sono troppo prevedibili, i leoni troppo affamati, il ranger troppo ingenuo, Jessica troppo viziata, Tom Newman troppo poco preoccupato, e gli effetti speciali, seppur bene usati, esasperati, con tanto di esplosione finale alla Hollywood’s stile. Una vera e propria saga dell’esagerazione immotivata. Se c’è un merito, però, è sicuramente attribuibile al montaggio, azzeccato e abbastanza originale, e alla spettacolare fotografia di questo film, in grado di far tornare i sintomi del mal d’Africa a chiunque abbia già messo piede nel "Continente Nero" e a far sognare le immensità della savana ai viaggiatori ancora a digiuno di questa straordinaria e selvaggia terra.

In conclusione, se da una parte è apprezzabile il coraggio dimostrato da Darrell James Roodt nell’affrontare questo genere di film, saranno in molti a sperare a un ritorno del regista sulla retta via, verso un genere di film più impegnato e intellettualmente coinvolto. Prey ci lascia con un unico e importante insegnamento: se siete in Africa, circondati dai leoni, non scendete dalla jeep!

Monica Bartolini

Cast & CreditsPrey (Prey - La caccia è aperta)
Regia: Darrell James Roodt; sceneggiatura: Darrell James Roodt, Jeff Wadlow, Beau Bauman; fotografia: Michael Brierley; montaggio: Avril Beukes; musica: Tony Humecke; interpreti: Peter Weller, Bridget Moynahan, Carly Schroeder, Connor Dowds, Jamie Bartlett; origine: Usa/Sudafrica, 2006; formato: 35 mm; durata: 92’; produzione: Distant Horizon; distribuzione: Eagle Pictures; sito ufficiale: www.prey.co.za; uscita italiana: 18 maggio 2007.

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