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VHS Kahloucha

di Nejib Belkadhi

Volevo essere Clint Eastwood

In cartellone al Tekfestival anche un esilarante documentario tunisino sulla passione del cinema che ha fatto molto parlare di sé tra cinefili ed addetti ai lavori. Le riprese di un inseguimento in un magazzino ci introducono immediatamente nel clima di VHS Kahloucha, un divertente documentario che racconta come Moncef Kahloucha, imbianchino che vive nel povero quartiere di Kazmet alla periferia della città di Sousse in Tunisia, ha trasformato la sua passione per il meraviglioso mondo del cinema di genere degli anni ’70 in una realtà concreta.

VHS Kahloucha inizia, come un film giallo, dalla fine: Habib François è un immigrato tunisino che lavora in Italia e, tornando da una visita a Kazmet, porta con sé l’ultimo film del fratello, Tarzan of the Arabs, (Tarzan degli arabi, 2005) per mostrarlo ad Altamura, dove vive e lavora una numerosa comunità tunisina e, in particolare, quella di Kazmet. Dopo la proiezione italiana del film, si torna in Tunisia dove il mitico personaggio di Kahloucha ci viene introdotto indirettamente dalle interviste fatte ai suoi collaboratori e amici del quartiere, a loro volta introdotti dal regista Neijb Belkadhi alla maniera degli actions movies, con fermo immagine o primo piano e nome accanto. Il primo incontro con Moncef è sul luogo del suo “vero” lavoro, durante la pausa pranzo: da questo momento VHS Kahloucha seguirà il fenomeno Kahloucha nella sua ultima impresa, Tarzan of the Arabs, dalle riprese fino alla prima proiezione in un Caffè affollato ed entusiasta.

VHS Kahloucha, primo lungometraggio di Neijb Belkadhi, è prodotto dalla Propaganda Production che il regista stesso ha fondato nel 2002 con Imed Marzouk: un documentario che si presenta sotto la forma di un making of del film di Kahloucha, ma che dal fenomeno delirante del regista di Kazmet, si apre verso l’orizzonte più vasto delle contraddizioni che il quartiere vive. Il film alterna momenti che fanno pensare a situazioni stile Hollywood, ad altri che riflettono sulla situazione attuale in Tunisia, sulle difficoltà e il degrado di alcune zone: si passa quindi dalla divertente intervista “al trucco” dell’attrice Hanen Elben che riveste il ruolo della donna affascinante e seduttrice che, come ricorda Kahloucha, «Alain Delon e Jean Paul Belmondo hanno sempre a loro fianco nei film», alle interviste rubate tra le vie polverose di Kazmet ai giovani, disoccupati, senza prospettive che per guadagnare aspettano l’arrivo dell’estate e dei turisti che affollano gli alberghi di Sousse.

La follia di Kahloucha diventa in qualche modo una porta sulla speranza, uno sguardo divertito sul mondo esterno e riesce ad ironizzare sui modelli imposti dal cinema europeo ed americano facendo muovere ed interessare l’intero quartiere alle sue imprese. Quella di Tarzan of the Arabs è una vera e propria produzione cinematografica che alla fine si trova a doversi difendere anche dalla pirateria. Kahloucha organizza una vera e propria distribuzione in sale più o meno improvvisate e con la vendita dei VHS: ma la delirante esperienza di Kahlouacha è ancora più chiara se ci avventura nel sito del film, nel quale si trovano tutte le notizie sul documentario, con particolare attenzione alle musiche: Neijb Belkadhi ha chiesto al gruppo Neshez, composto da musicisti tunisini che vivono all’estero, di dare il loro contributo musicale a VHS Kahloucha. I Neshez sono un gruppo underground tunisino che diffonde la sua musica sul web e che lavora per fondere musicalmente le anime delle popolazioni che s’incontrano in Tunisia: araba, berbera e andalusa. Forse non a caso il loro più grande successo è Io sono tunisino che più volte torna in VHS Kahloucha e che, sempre non a caso, è particolarmente conosciuta dagli immigrati tunisini in Italia (e non solo: ora è anche un videoclip su You Tube).

Moncef Kahloucha è un tunisino che realizza il suo sogno di sempre, vive nel mondo fantastico del cinema come un bambino e VHS Kahloucha è un documentario metacinematografico che racconta la storia incredibile di un uomo che con la sua scatola magica fa sognare il mondo abbandonato di Kazmet.

Alice Casalini

Cast & CreditsVHS KAHLOUCHA
Regia: Neijb Belkadhi; fotografia: Chakib Essafi; suono: Walid Ouerghi e Julien Hecker; montaggio: Badi Chouka; musiche: Neshez; foto di scena: Nadia Bou Allegue; interpreti: Moncef Kahloucha, Lassaad Rouge, Salah Chem Ou Taiech, Khalti Mna, Mourad Fokhra; origine: Tunisia, 2006; formato: Beta Sp; durata: 80’; produzione: Propaganda Production con il sostegno del Ministero della Cultura e della Salvaguardia del Patrimonio, l’Istituto francese della cooperazione e l’agenzia intergovernativa della Francofonia; sito ufficiale: www.kahloucha.com.

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