title_magazine

Binta y la gran idea

di Javier Fesser

Il futuro in ogni istante

Presentato al Tekfestival di Roma nella sezione Panorami, Binta y la gran idea ha portato un frammento d’Africa nella prestigiosa cornice del Cinema Trevi. Il regista spagnolo Javier Fesser ha infatti scelto di ambientare il suo cortometraggio in Senegal, per raccontare la vita quotidiana africana e i rapporti Nord/Sud dal punto di vista di Binta, una ragazzina felice di andare a scuola, che presenta direttamente allo spettatore, in voce fuori campo, il suo villaggio e l’idea geniale di suo padre per salvare il mondo. Il regista si ispira alla tradizione del racconto orale africano, e alla saggezza condensata dei proverbi, per costruire una piccola grande favola universale: uno stile e una narrazione entrambi riusciti, se pensiamo che il cortometraggio è stato addirittura candidato agli Oscar. Tra i vari riconoscimenti internazionali, da ricordare il Premio Otero al Miglior Cortometraggio che Fesser ha ricevuto nel 2006 alla Muestra de Cine Internacional de Palencia da una giuria internazionale in cui figurava anche Roberto Perpignani.

Ma facciamo un passo indietro, perché il cortometraggio fa in realtà parte di un progetto più ampio: En el mundo a cada rato (Nel mondo in ogni istante), un lungometraggio prodotto da Tus Ojos in collaborazione con l’Unicef e composto di cinque cortometraggi dedicati ad alcuni dei temi fondamentali per i diritti dell’infanzia in tutto il mondo. Ecco così che cinque registi si sono impegnati a raccontare cinque storie diverse realizzate in cinque differenti paesi, per contribuire a sensibilizzare il pubblico internazionale sulle cinque priorità dell’Unicef: la lotta contro l’AIDS (Patricia Ferreira, El secreto mejor guardado, India); la prevenzione e i vaccini contro la malaria (Pere Joan Ventura, La vida efímera, Guinea equatoriale); l’attenzione integrale alla prima infanzia (Chus Gutiérrez, Las siete alcantarillas, Argentina); la lotta contro il lavoro minorile, la violenza e lo sfruttamento dei bambini (Javier Corcuera, Las hijas de Belén, Perù); l’educazione femminile (Javier Fesser, Binta y la gran idea, Senegal).

Fesser costruisce un piccolo gioiellino, un racconto morale poetico e insieme divertente, che ci aiuta anche a ribaltare gli stereotipi sulla povertà e l’ignoranza dei paesi del Sud: in gioco, infatti, non è solo il tema dell’accesso delle bambine africane all’istruzione – tema fondamentale, che molti paesi del continente stanno affrontando – ma anche l’interrelazione tra Nord e Sud, tra l’Europa, o più in generale l’Occidente, ricco e tecnologico ma povero di solidarietà sociale, e un’Africa in cammino, resa povera dallo sfruttamento internazionale e dalla corruzione interna, ma che sa ancora essere ricca di solidarietà e del valore prezioso della partecipazione e della condivisione. Ecco allora i due teatrini della vita che si muovono insieme, in primo e in secondo piano, all’interno della vicenda. Innanzitutto la storia di Soda, una ragazzina che, al contrario di Binta, non può andare a scuola, perché il padre glielo proibisce: tutto il villaggio la aiuterà a ribellarsi, grazie all’idea del maestro di mettere in scena una sorta di spettacolo-specchio con i suoi alunni, che raccontano davanti a tutti – padre compreso – la storia di Soda e dimostrano l’importanza dello studio per il benessere familiare e sociale. In secondo piano, Binta ci racconta del padre e della sua idea per migliorare il mondo: osservando gli uccelli e insieme apprendendo tutte le meraviglie del progresso occidentale, ma anche le sue catastrofi (ambientali, umane, sociali), propone l’unica soluzione possibile, una soluzione umanista. Anziché prendere a modello l’Occidente, oppure fare adottare i bambini africani, perché non fare il contrario? Adottare i bambini bianchi per fare in modo che apprendano dall’Africa i valori della solidarietà e possano in futuro coniugare progresso e pace, per il benessere di tutta l’umanità.

Che dire di più, se non prendere in prestito le parole della simpatica Binta? «Mio padre dice che bisogna fare come gli uccelli: sono talmente intelligenti, che prendono il meglio del Nord e il meglio del Sud». Parole che già prendono il volo su You Tube!

Maria Coletti

Cast & CreditsBinta y la gran idea
Regia: Javier Fesser; sceneggiatura: Javier Fesser; fotografia: Chechu Graf; montaggio: Javier Fesser; suono: José Maria Bloch; interpreti: Zeynabou Diallo, Agnile Sambou, Aminata Sane, Ismaila Hercule Diedhiou, Fatuo Dramé, Awa Kebé; origine: Spagna, 2006; formato: 35 mm; durata: 30’; produzione: Tus Ojos, Unicef; distribuzione: Tus Ojos, Unicef; sito ufficiale: www.enelmundoacadarato.com

Versione stampabile: Enregistrer au format PDF
fine_sezione
title_news
venerdì 12 gennaio 2018

Viaggio in Italia con il cinema tunisino

A 50 anni dal primo passaggio di Roberto Rossellini in Tunisia per le riprese de Gli atti degli (...)

martedì 2 gennaio 2018

Terminate in Marocco le riprese di Sofia

Sono terminate a dicembre le riprese di Sofia, primo lungometraggio della cineasta (...)

lunedì 4 dicembre 2017

I premi del RIFF

Sono stati annunciati ieri i vincitori della XVI edizione del RIFF – Rome Independent Film (...)

lunedì 4 dicembre 2017

Balon e Talien premiati al TFF

Alla cerimonia di chiusura del trentacinquesimo Torino Film Festival che si è svolta lo scorso 2 (...)

SOSTIENI CINEMAFRICA
title_newsletter
title_add_website


Inserisci il codice numerico
captcha