title_magazine

Delice Paloma

di Nadir Moknèche

Festival di Cannes: l’Algeria tra realtà e utopia

Presente a Cannes fuori competizione, nella cornice del Marché sempre ricca di novità anche dall’Africa e dalle diaspore africane nel mondo, a quattro anni da Viva Laldjérie, Nadir Moknèche torna a costruire con Delice Paloma un ritratto corale tutto al femminile per raccontare le speranze, le contraddizioni, la forza e le sconfitte di un’Algeria che si trasforma, ancorata ad un passato ormai perduto e rivolta ad un futuro ancora da inventare. Nato a Parigi da genitori algerini, il regista ha trascorso l’infanzia e la giovinezza ad Algeri, per poi passare gli anni della formazione tra Londra, New York, Perugia e Parigi, dove ora risiede. Forse anche grazie al suo percorso personale, i suoi film vibrano di una malinconia addolcita dalla consapevolezza di un’identità complessa, di un attaccamento al proprio paese e alla propria tradizione che si colora dei toni dell’arte e della musica e non rinuncia all’apporto della cultura classica occidentale (basti pensare, nel film, alla Sacra famiglia di Poussin o all’ambiente romano delle Terme di Caracalla).

Algeri, 15 giugno 2006, il giorno della finale della Coppa d’Algeria. Una donna esce di prigione. Un’amica e la sorella le vanno incontro per salutarla, ma poi la lasciano da sola, con le chiavi di casa, abbandonata al suo sogno tragico, che noi ancora non conosciamo. Le donne, velate e vestite di nero, se ne vanno in macchina con il marito barbuto della più giovane e le due figlie gemelle, mentre lei si incammina a piedi, con la tuta della prigione e le scarpe alte e la borsetta nera della sua vita precedente. Prende un taxi clandestino, mentre la radio trasmette una canzone sensuale e malinconica al contempo (“Je pense à toi Paloma”): una canzone che la fa quasi piangere, tanto da chiedere al conducente di abbassare il volume. “E’ una storia vera” – dice lui. “A me lo vieni a dire…” - dice lei tra sé e sé. La donna si chiama Aldjéria, l’amica Sheherazade e Paloma, scopriremo poi, è il nome di una ragazza e di un gelato (gelsomino, petali di rosa e mandorle sbriciolate).

Molto più riuscito e più convincente del precedente, il film si affida comunque al corpo, alla voce e alla recitazione indimenticabili di Biyouna – una magnifica Madame Aldjéria ed attrice feticcio del regista, assieme a Nadia Kaci, la misteriosa, provocante e triste Sheherazade. La narrazione è costruita in modo classico, con un alternarsi di piani temporali, tra l’oggi (il giorno dell’uscita di prigione di Aldjéria) e un passato che copre un periodo che va tra il 1995 (in pieno terrorismo, data in cui Aldjéria e Sheherazade si sono conosciute) e il 2003 (l’anno in cui Aldjéria viene arrestata). Il film è un melodramma fiammeggiante, costruito attorno all’eroina centrale e alla sua parabola discendente: è lei stessa, d’altronde, ad introdurci in voice over i momenti essenziali della sua storia e del suo destino, incrociato a quello degli altri personaggi della sua vita. Così, tassello dopo tassello, scopriamo i sogni di una donna d’affari che si gode la bella vita (locali, musica e champagne) con la sua famiglia allargata (il figlio Ryad, la sorella sordomuta, Sheherazade e poi Paloma) e l’aiuto di un amico avvocato (interpretato dal giovane regista Lyes Salem), ma solo in attesa di cambiare vita una volta messi da parte i soldi per comperarsi le Terme di Caracalla, a Fouka, un villaggio di pescatori siciliani dove è vissuta da piccola e dove vuole tornare a vivere, nelle nuove “Terme d’Aldjéria”.

I loschi affari di Aldjéria sono in realtà semplicemente la faccia nascosta di un paese con un codice di famiglia ancora molto duro per le donne e una corruzione strisciante che investe ogni cosa: in questo contesto gli affari che lei conclude (adulteri in flagrante per poter far avere il divorzio alla moglie, ricerca di persone scomparse, bustarelle per far chiudere o aprire negozi, donne giovani e carine che alleviano la solitudine degli uomini…) finiscono per farne – come lei stessa si definisce – una “benefattrice nazionale”. Ma, come tutti i sogni, anche quello di Aldjéria è destinato a infrangersi, di fronte a una sorta di giovane alter ego, una ragazza del villaggio di Tipaza, dalla bellezza accecante e dall’innocenza ambigua. La giovane Paloma, ingaggiata da Aldjéria e adottata nella grande famiglia per sedurre un vecchio appassionato di danza orientale in un vecchio cinema, come una novella Salomè sarà, proprio attraverso la sua danza e la sua bellezza, la causa scatenante della sconfitta di Aldjéria. La sua bellezza fa perdere la testa a Ryad e il loro destino tragico si concluderà nel mare, verso l’Italia tanto agognata (la terra del padre mai conosciuto). Il mare come luogo dell’utopia per eccellenza.

Nel corso di una sola giornata, Aldjéria ripercorre la sua storia ed è forse solo ora, alla fine del suo racconto, che lei – come lo spettatore – può comprendere veramente il suo cammino, e ce lo può anche cantare, con la voce amara di Biyouna che accompagna i titoli di coda.

Maria Coletti

Cast & CreditsDelice Paloma
Regia: Nadir Moknèche; sceneggiatura: Nadir Moknèche; fotografia: Jean-Claude Larrieu; musica: Pierre-Antoine Bastaroli; interpreti: Biyouna, Nadia Kaci, Aylin Prandi, Daniel Lundh, Fadila Ouabdesselam, Lyes Salem; origine: Francia, 2007; formato: 35mm; durata: 134’; produzione: Sunday Morning Production, Canal +, Ciné Cinéma, Arte distribuzione: Les Films du Losange.

Versione stampabile: Enregistrer au format PDF
fine_sezione
title_news
mercoledì 19 settembre 2018

On line il sito Missing at the Borders

E’ on line il sito https://missingattheborders.org/ che intende dare voce e dignità alla famiglie (...)

mercoledì 19 settembre 2018

In sala La libertà non deve morire in mare

Esce nelle sale giovedì 27 settembre con Distribuzione Indipendente il documentario La libertà (...)

lunedì 10 settembre 2018

Venezia75: alle GdA due premi per Joy

Alle Giornate degli Autori della Mostra di Venezia ben due premi sono andati a Joy della (...)

lunedì 10 settembre 2018

Venezia75: premiato 1938 Diversi

Presentato fuori concorso a Venezia 75 - in sala dall’11 ottobre e il 23 ottobre su Sky Arte - (...)

SOSTIENI CINEMAFRICA
title_newsletter
title_add_website


Inserisci il codice numerico
captcha