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Stomp the Yard

di Sylvain White

Stepping: dalla strada al palcoscenico

Ambientato in una università di afroamericani, Stomp the Yard, non è soltanto un film musicale, ma al suo interno si intrecciano tematiche differenti come gli scontri tra classi sociali, la storia d’amore tra i due protagonisti e la rivalità tra le confraternite di stepping. Distribuito dalla Sony Pictures, in Italia è in sala dal 6 luglio.

Con il suo terzo lungometraggio Sylvain White ha messo in scena un dramma musicale, genere assai differente dal criticato horror, I’ll always know What you did lost summer (Leggenda mortale, 2006). White, di origine francese, dopo aver studiato alla facoltà di legge de La Sorbonne, vince una borsa di studio al Ponoma College in California, diplomandosi sia in Comunicazione, sia in Film e Video Production: i suoi cortometraggi lo hanno fatto conoscere a livello internazionale, ed ha iniziato a girare video musicali negli Stati Uniti, in Europa e in Giappone e, nel 2001, il suo talento lo ha portato alla nomination e alla vittoria sia del premio MTV Music Video, che al Music Video Production Association.

Con Stomp the Yard White ha messo in pratica tutta la sua esperienza avuta con i video musicali girati in passato, ottenendo un ottimo risultato. Le immagini che riguardano la danza sono fuse perfettamente con la musica, una travolgente colona sonora che accompagna tutto il film, e la macchina da presa balla con loro. Tutto quello che riguarda la competizione, la fatica per gli allenamenti e lo spettacolo viene messo in evidenza da immagini montate in rallenty.

L’apertura del film è affidata a dei ballerini di strada che occupano la scena per più di nove minuti. In un sotterraneo, tra scommesse clandestine, dei breakers si sfidano tra la folla che, accanita, guarda e sceglie il vincitore come se stesse assistendo ad una gara di boxe. La vera sfida tra i due gruppi inizia alla fine della loro competizione, fuori dal cerchio della danza, che in alcuni momenti sembra essere una vera lotta. I ragazzi iniziano ad essere molto aggressivi, ma presto tutto finisce in tragedia. Un giovane ballerino viene colpito volontariamente da un’arma da fuoco e muore. Il fratello maggiore DJ Williams (Columbus Short), riesce ad evitare il carcere iscrivendosi alla Truth University di Atlanta, un ateneo tradizionalmente frequentato da ragazzi afroamericani.

DJ è un ragazzo di 19 anni molto sensibile e di buon cuore ed è un ballerino eccezionale. Inizialmente non approva la decisione della sua unica famiglia, una coppia di zii che per toglierlo dalla strada e dai guai lo accolgono con loro e lo costringono a studiare, ma è la sua unica via di uscita verso la libertà. All’interno dell’università sono presenti due confraternite di stepping che a loro modo si sfidano.

Dopo aver visto ballare Dj in discoteca, le due case se lo contendono, perché ognuno di loro vorrebbe un talento simile nella propria squadra. Scettico di aderire ad una confraternita, dopo una lunga riflessione, e dopo aver fatto visita alla galleria fotografica dove sono incorniciati i membri più importanti delle passate confraternite, dal premio Nobel Martin Luther King a Michael Jordan, Dj capisce che farne parte è importante, perché ci sono in gioco sentimenti più profondi di quelli di una semplice competizione.

Come ogni storia di giovani ragazzi non manca il capitolo dell’amore, chiaramente contrastato dai pregiudizi del padre di April (Meagan Good) per la differente classe sociale. In realtà non c’è solo una questione sociale, ma anche una vendetta personale nei confronti della famiglia di Dj perché il Dr. William Palmer (direttore dell’ateneo), era fidanzato con sua zia che però aveva scelto di sposare il giardiniere (attuale marito), e per questo considerata una fallita. Ovviamente vuole il massimo per sua figlia e Dj, che per pagarsi la retta universitaria lavora come giardiniere non lo è.

La commissione universitaria, dopo aver scoperto ciò che è accaduto in passato al fratello, decide di espellere Dj per tutto l’anno. Ovvio ricatto del Dr. William Palmer, sia nei confronti del ragazzo sia nei riguardi della figlia. Dj è costretto a lasciare i confratelli con i quali si stava preparando per lo spettacolo finale della competizione nazionale di stepping.

Nel film ci sono molti richiami: da Thriller di Micheal Jackson, alla tradizionale danza di guerra maori che la nazionale neozelandese di rugby (All Blacks) fa prima di ogni partita, al corpo di ballo degli Stomp.

Prima dei titoli di coda il regista conclude con una frase molto significativa del Premio Nobel Martin Luther King: «L’intelligenza più il carattere è la meta della vera educazione».

Francesca Iannantuoni, giugno 2007

Cast & Credits
Stomp the Yard Stepping-Dalla strada al palcoscenico
Regia: Sylvain White; sceneggiatura: Robert Adetuyi, Gregory Anderson; fotografia: Scott Kevan; musica: Tim Boland, Sam Retroz; coreografia: Dave Scoll; interpreti: Columbus short, Meagan Good, Darrin Henson, Brian White, Laz Alonso, Valeria Pettiford, Harry Lennix, Chrs Brown; origine: Stati Uniti, 2007; formato: 35mm, Dolby Digital 5.1; durata: 115 min; produzione: Will Packer; distribuzione: Sony Pictures Entertainment Company; sito ufficiale: www.sonypictures.com; sito italiano: http://www.stepping-ilfilm.it

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