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Festa di Roma 2007: l'Africa virtuale

di Alice Casalini

CinemArena e Global Virtual Stage

Nelle varie sezioni della seconda edizione di Cinema. Festa Internazionale di Roma l’Africa è stato il continente meno rappresentato e per lo più in modo “indiretto”. Venerdì 19 ottobre nello spazio della Festa dedicato alle nuove tecnologie, il Digital Party, si è svolta una serata dedicata all’Africa con la presentazione di due progetti: “CinemArena”, presentato attraverso un breve documentario di dieci minuti, e "Global Virtual Stage", promosso da E.S.A. (European Space Agency).

Il progetto CinemArena è un’iniziativa del Ministero degli Affari Esteri - Cooperazione Italiana allo Sviluppo che si propone di portare il cinema nelle zone più isolate dell’Africa e del Sud del mondo. Il documentario illustra il percorso di questa carovana del cinema ed è diviso in tre capitoli dedicati rispettivamente ai tre paesi nei quali fino ad ora si è svolto il progetto. Il progetto è iniziato in Mozambico nel 2002. La seconda tappa è stata il Marocco dove, nella zona di Ouarzazate, alle porte del deserto, negli ultimi anni si è sviluppata un’industria cinematografica in grande espansione. Il caso del Marocco è particolare anche perché legato all’esperienza della "Karavan du livre au film", un progetto pilota di Cinemovel e Club du Livre et de Lecture, Ong marocchina fondata nel 1995 da Jamila Hassoune, libraia in Marrakech, che poi la Cooperazione Italiana ha finanziato all’interno del progetto “CinemArena”. Ultima tappa del progetto fino ad ora è stata il Libano, un paese nel quale il progetto è arrivato in un momento storico particolare e si è trasformato in quella che si potrebbe definire la carovana della pace.

L’attenzione della serata si è comunque concentrata sull’esperimento teatrale Globale Virtual Stage: l’Agenzia Spaziale Europea sta investendo per sviluppare le potenzialità dell’uso del satellite al fine di creare il rilancio di un nuovo ruolo proprio attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie attraverso il progetto ISIDE. In questo contesto è stata realizzata la pièce teatrale Dunia Sigui Kan, o della creazione del mondo e l’arroganza degli uomini: un allestimento teatrale interpretato da due attori italiani, Stefano Raimondi e Valentina Sellaro, e due attori del Burkina Faso, Oliver Somé, Ibrahim Ouattara, che, insieme al musicista senegalese Badara Seck, si esibiscono in tempo reale dal Burkina Faso e dall’Italia con un collegamento satellitare.

Il testo è tratto da un antico mito africano e mentre la regia teatrale è stata affidata a Serena Sartori e Dani Kouyaté, la regia generale del progetto è del regista Carlo Lizzani. Una sfida che gli artisti sembra abbiano accolto con entusiasmo. Venerdì 19 il pubblico del Digital Party ha assistito in anteprima alla prova generale dello spettacolo: tra curiosità e qualche difficoltà tecnica si è percepito lo stimolo che registi e scenografi hanno vissuto nella preparazione di questo progetto sperimentale. Gli attori si sono mossi, accompagnati dalla musica dal vivo di Badara Sek, Lao Fodé Kouyaté, Davide Simonetta e Italo Festa, all’interno di una scenografia virtuale realizzata da Serena Sartori e Dani Kouyaté e ispirata al Libro dei Sogni di Fellini. Una volta attivato il collegamento, il pubblico ha assistito a uno spettacolo realizzato in un "non luogo": un mondo sospeso nello spazio nel quale in futuro si potrebbero incontrare artisti di tutto il mondo per realizzare performance globali.

Curiosità è sicuramente la parola che meglio esprime la reazione del pubblico e dei protagonisti stessi al progetto ed alla sua prima sperimentazione: aspettiamo ora gli sviluppi. L’interesse suscitato dal progetto lascia comunque spazio al pensiero di un’Africa solo virtualmente rappresentata in questa seconda edizione della Festa.

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