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Namibia. The Struggle for Liberation

di Charles Burnett

E’ un peccato che solo gli attenti spettatori del Teatro Studio abbiano avuto la possibilità d’incontrare Charles Burnett al termine dell’unica proiezione del suo ultimo film-fiume, Namibia. The Struggle for Liberation (Namibia. La lotta per la liberazione, 2007), presentato nella sezione Extra della seconda edizione di Cinema. Festa Internazionale di Roma.

Il regista afroamericano Charles Burnett, originario del Mississippi, ha infatti lasciato un’impronta originale e rivoluzionaria nella rappresentazione degli afroamericani sin dal 1977, quando gira come saggio finale per la Scuola di Teatro Cinema e Televisione all’UCLA di Los Angeles il mitico Killer of Sheep (Assassino di pecore, 1977), dichiarato tesoro nazionale dal Library of Congress. Non è dunque un caso che proprio a Charles Burnett sia stata affidata la regia di Namibia. The Struggle for Liberation, epopea della lotta per l’indipendenza della Namibia: più di due ore e mezza per ripercorrere i cinquant’anni di resistenza contro l’occupazione del Sudafrica e per ricostruire e comprendere i meccanismi dell’evoluzione della battaglia per l’indipendenza passata dalle manifestazioni pacifiche a quasi venti anni di lotta armata.

Già durante la visione di Namibia. The Struggle for Liberation si evince la genesi della sceneggiatura: una prima stesura si è basata in particolare sull’autobiografia di Sam Nujoma, primo presidente della Namibia, Where Others Wavered, mentre in un secondo momento dalla figura di Nujoma si è passati a una sceneggiatura più attenta all’evoluzione della lotta per l’indipendenza e quindi ad uno sguardo più ampio sul processo che ha portato alla liberazione, attraverso l’aggiunta e lo sviluppo di altri personaggi.

1945: il giovane Samuel Nujoma, interpretato da Carl Lumbly, incontra dei ragazzi che cantano una canzone per l’indipendenza della Namibia e ricorda il suo passaggio all’età adulta avvenuto pochi anni prima, nel 1938, con il pericoloso viaggio di iniziazione alla salina. Ampi spazi e immagini color seppia caratterizzano i primi momenti di Namibia. The Struggle for Liberation: il giovane Samuel si trova nella zona contesa di Walvis Bay e inizia ad avvicinarsi alla politica. Qui conosce Padre Elias, interpretato da Danny Glover, che incontrerà successivamente a Windhoek dove - nel corso di una protesta pacifica e disarmata - dodici persone rimangono uccise dall’esercito sudafricano che spara sulla folla: uno degli episodi chiave del percorso umano e politico di Nujoma, più tardi costretto all’esilio.

Da questo momento Sam rappresenta la voce della Namibia presso le Nazioni Unite, dove lotterà per quasi trent’anni per ottenere il riconoscimento dei propri diritti. Dopo il massacro di Shaperville, nel 1960, in Egitto inizia l’addestramento dell’esercito della SWAPO (South-West Africa People’s Organisation) con il supporto di Cuba e dell’Unione Sovietica. Lo scontro tra Sudafrica e Namibia diventa quindi un’altra delle tante rappresentazioni di una guerra più vasta, quello tra le super potenze, tra Unione Sovietica e USA: i sudafricani, i nemici, incarnati nell’accento duro degli afrikaans, diventano in questo contesto i nemici spietati da combattere.

Anche lo stile e il ritmo del film seguono i cambiamenti della storia: i toni si fanno più drammatici e i personaggi meno approfonditi, più schematici, perché l’urgenza diventa quella di narrare la storia epica del popolo della Namibia. In questo quadro, Charles Burnett affida la riflessione sulla guerra, sui mezzi necessari per ottenere l’indipendenza, alle discussioni tra padre Elias e Sam Hosea, figlio di combattenti uccisi, due personaggi inventati, a differenza di Nujoma, e grazie ai quali Charles Burnett sembra dar voce anche alla sua personale riflessione sulla storia dell’indipendenza della Namibia. Namibia. The Struggle for Liberation mette in evidenza anche il carattere panafricano che ha assunto con il tempo la lotta per l’indipendenza della Namibia, sostenuta dai paesi africani indipendenti - come viene sottolineato nel film da un incontro di Nujoma con i capi di stato dei paesi indipendenti africani e altre grandi personalità, tra cui anche Frantz Fanon, a una conferenza in Ghana. Il panafricanismo si rispecchia anche nella produzione del film che vede la partecipazione di tecnici provenienti dagli Stati Uniti e da molti paesi africani.

Namibia. The Struggle for Liberation è dunque un film panafricano che vuole sottolineare l’aspetto epico della resistenza della Namibia, ma è anche un film interamente prodotto da forze africane: uno sforzo produttivo importante che ha portato il film alla ribalta di molti festival internazionali, come il Los Angeles Film Festival, il Vancouver Pan African Film & Arts Festival, l’Oakland International Film Festival e il Cinema Film Festival. Fino ad arrivare a Roma, dove in un freddo pomeriggio di ottobre la piccola rappresentanza di Namibia. The Struggle for Liberation - con il regista era anche il rappresentante della neonata Namibia Film Commission - ha attraversato un red carpet deserto. Una piccola consolazione c’è stata in sala, nel breve ma interessante dibattito seguito alla proiezione e condotto da Mariuccia Ciotta del Manifesto, con un regista visibilmente emozionato. La speranza ora è che il film trovi il modo di farsi apprezzare da un più vasto pubblico, magari con una distribuzione italiana.

Alice Casalini

Cast & CreditsNamibia. The Struggle for Liberation
Regia: Charles Burnett; sceneggiatura: Charles Burnett, dal romanzo Where Others Wavered di Sam Njouma; fotografia: John Njaga Demps; montaggio: Edwin Santiago; musiche: Stephen James Taylor; scenografia: Robert Jenkinson; costumi: Cynthia Schimming; interpreti: Carl Lumbly, Danny Glover, Joel Hailkali, Chrisjan Appollus, Obem Emvula, Lazarus Jacobs, Tia Hoases, Muhindua Kaura, Chomba Kalunga, Johanna Shikongo, Naita Hishoono, Themsie Matu, Thereza Kahorongo, Shiimi Ya Shiimi, Ghunter Baffrahta, Uldrieg Oden Thomas; origine: Namibia, 2007; formato: 35 mm, colore; durata: 161’; produzione: The Namibia Film Commission e The Pan Afrikan Centre of Namibia; sito ufficiale: www.namibiathemovie.com

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