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Daddy Day Camp

di Fred Savage

Quando un film offre quello che promette (e minaccia)

Commedia americana dal sapore poco frizzante, Daddy Day Camp (Il campeggio dei papà), primo lungometraggio del regista Fred Savage, sembra non abbia avuto grande successo neanche negli Stati Uniti. Il film è un sequel di Daddy Day Care (L’asilo dei papà), girato da Steve Carr e interpretato da Eddie Murphy e Jeff Garlin, che aveva invece totalizzato buoni incassi.

I due papà - stavolta Cuba Gooding Jr. e Paul Rea - si trovano alle prese con la gestione di un ormai decadente campeggio per ragazzi. Tutto ha inizio con la partenza dei figli verso il centro estivo, prima esperienza fuori di casa. I papà sono fieri di accompagnarli a quello che un tempo era il loro campeggio, Camp Driftwood, ma ormai ipotecato dalla banca e sotto le grinfie del cattivo della situazione Lance Warner, interpretato da Lochlyn Munro, rivale di infanzia di Charlie, che possiede a pochi metri un campeggio tutto suo, super attrezzato ed accessoriato.

Preso da sentimenti contrastanti, nostalgia per un posto della sua infanzia e vendetta verso il suo rivale, Charlie decide di rilevarlo, ma come sempre, non ha alcuna esperienza nella gestione di una simile impresa. Ovviamente coinvolge il suo socio che dovrà seguirlo in questa nuova esperienza. Ma le cose dall’inizio, non vanno come dovrebbero andare e preso dal panico, decide, con molta difficoltà e sotto suggerimento di sua moglie, di chiedere aiuto al vecchio padre, il colonnello della marina Buck Hinton, che con la sua disciplina ed esperienza, avrebbe sicuramente portato ordine e insegnato qualcosa a quei ragazzi.

La decisione per Charlie è sofferta, perché deve mettere da parte il suo orgoglio e cercare di salvare l’impresa dal fallimento totale. All’arrivo del colonnello i ragazzi sono pienamente entusiasti, tutti lo ascoltano e lo seguono come in una vera missione. Devono essere addestrati per poter affrontare le Olimpiadi dei campeggi, sfida lanciata dal rivale Camp Canola.

Prevedibile umorismo e banalità caratterizzano i 93 minuti di questo film per ragazzi. Già dalla prima scena, è facilmente prevedibile l’intento della bimba e la fine che quella torta farà. Tra le tante gag ed inevitabili disastri, prevalgono i buoni sentimenti e perché no, anche qualche insegnamento. Le problematiche tipiche di quella età vengono messe a nudo e risolte con qualche piccolo consiglio da parte dei grandi. Le tre generazioni sono messe a confronto. Quella del nonno, un duro e rigido colonnello che ha fatto pesare a suo figlio di non aver vinto, a suo tempo, una stupida gara e averlo mortificato davanti a tutti, portando dentro di sé questo enorme peso; del padre, che si dimostra invece troppo premuroso verso il figlio piccolo e in ultimo quella del nipote che vede il nonno come un eroe e vuole somigliargli a tutti i costi.

Nell’altro campeggio prevalgono invece, cattivi insegnamenti e arroganza. Tutti comportamenti dettati da chi ha sempre avuto ed ha vissuto vita facile. Fare di tutto per vincere uno stupido trofeo da aggiungere alla collezione di molti altri vinti con l’inganno. Il cattivo Lance Warner nega perfino di avere un figlio, sua identica fotocopia, che alla fine di tutto si ribella con suo padre per questo atteggiamento.

Il buonismo e la facilità di risolvere i problemi si riscontravano già in L’asilo dei papà, dove i protagonisti, dopo aver perso un lavoro, si mettevano in gioco in una nuova esperienza e risolvevano brillantemente tutti i problemi, e tornano puntualmente nel sequel, pensato come una commedia per famiglie, in cui tutto non può che finire per il meglio, con la vittoria dei buoni.

Francesca Iannantuoni

Cast & Credits Daddy Day Camp (Il campeggio dei papà)
Regia: Fred Savage; sceneggiatura: Geoff Rodkey, J. David Stem, David N. Weiss; fotografia: Geno Salvatori; montaggio: Michel Aller; musica: James Dooley; scenografia: Eric Weller; costumi: Carolyn Leone; interpreti: Cuba Gooding Jr., Paul Rae, Josh McLerran, Lochlyn Munro, Richard Gant, Spencir Bridges, Talon G. Ackerman, Tamala Jones; origine: USA, 2007; formato: 35 mm; durata: 93’; produzione: John Davis, William Sherak, Jason Shuman, per Revolution Studios; distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia; sito ufficiale: www.sonypictures.com; scheda del film: www.sonypictures.com

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