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Ilaria Alpi - Il più crudele dei giorni

di Ferdinando Vicentini Orgnani

«Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli.
Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.
Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l’arbitrarietà, la follia e il mistero.
Tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell’istinto del mio mestiere».

Con queste parole Pier Paolo Pasolini denunciava nel 1974, sulle pagine del Corriere della Sera, la deriva antidemocratica in cui stava precipitando l’Italia, patria di misteri insoluti, stragi impunite, golpe falliti e traffici loschi. Ed è proprio con le parole dell’articolo di Pasolini che Ferdinando Vicentini Orgnani decide di aprire il film dedicato alla tragica morte di Ilaria Alpi. E’ la stessa giornalista – interpretata da Giovanna Mezzogiorno – a leggere le parole di Pasolini, come a stabilire da subito l’impegno morale e professionale del suo operato e, insieme, il riferimento del regista a quel cinema politico, di impegno civile, che ha caratterizzato un pezzo di storia del cinema italiano. E il riferimento a quel cinema, a Rosi in particolare, è evidente non solo dalla scelta del tema – un orribile assassinio dai chiari risvolti politici – ma anche dallo stile volutamente asciutto e trasparente, volto esclusivamente alla ricostruzione degli ultimi mesi di vita della giornalista, al suo impegno e all’evidente legame della sua morte con le indagini che stava compiendo.

Da qualche mese è in distribuzione il DVD del film Ilaria Alpi - Il più crudele dei giorni, un’occasione da non perdere per chi non lo avesse visto in sala, ma anche per non dimenticare chi come Ilaria Alpi ha fatto del giornalismo un impegno civile. Un impegno purtroppo non sempre scontato, tanto più in un’epoca come la nostra, fin troppo “piena” di guerre, stragi, attentati, traffici e corruzione. Ma veniamo alla storia. Il 20 marzo 1994 la giornalista Ilaria Alpi e il cameraman Miran Hrovatin vengono uccisi in un agguato a Mogadiscio. Il film ricostruisce fedelmente la vicenda dei due inviati. Tutto ha inizio nella ex Jugoslavia, quando la Alpi riceve informazioni su un traffico d’armi e rifiuti tossici tra l’Italia, i Balcani e la Somalia. Giunta nel paese africano insieme a Hrovatin per continuare le indagini, la giornalista arriverà troppo vicina alla verità. Una verità scomoda.

Il regista si affida ad un espediente classico per ricostruire questa amara vicenda: parte dalla scena madre dell’agguato per poi ricostruire con un lungo flashback tutte le tappe che hanno condotto i due reporter in quel drammatico e mortale spostamento in automobile a Mogadiscio. Una ricostruzione temporale ulteriormente complicata dai ricordi di Ilaria legati ai suoi reportage dalla ex Jugoslavia e dalla stessa Somalia, dove aveva condotto un’indagine sulla pratica delle mutilazioni genitali femminili.

A parte queste piccole digressioni temporali, però, Vicentini Orgnani opta come già detto per uno stile semplice e senza fronzoli, quasi piatto, tutto teso a restare vicino ai fatti ed a ricostruire la figura umana e professionale di Ilaria, e con lei del suo coraggioso compagno di viaggio Miran. L’aspetto più riuscito del fim, accanto all’empito morale del regista, è proprio l’interpretazione di Giovanna Mezzogiorno e Rade Sherbedgia, che danno corpo e anima ai personaggi da loro interpretati.

Il peso di incarnare una donna e un uomo veramente vissuti, legati a una delle pagine buie del nostro paese, viene sostenuto da una recitazione che non vuole essere mimetica, ma piuttosto avvicinarsi allo spirito, all’essenza della loro scelta – come spiega la stessa Mezzogiorno nel “Dietro le quinte”, tra gli extra del DVD. Una scelta etica e professionale che è frutto di un percorso, di una formazione, e che non è esente dai dubbi o dalle paure, ma che va avanti proprio grazie alla consapevolezza del senso del mestiere e della giustizia. Il ritratto di Ilaria non è un “santino”, le scelte di sceneggiatura e la convinzione della Mezzogiorno la rendono una figura tragicamente sicura e forte, la forza della dedizione che forse le farà sottovalutare il pericolo.

Maria Coletti

Cast & Credits

Ilaria Alpi - Il più crudele dei giorni
Regia: Ferdinando Vicentini Orgnani; soggetto: dal libro "L’esecuzione" di Giorgio e Luciana Alpi, Mariangela Gritta Grainer e Maurizio Torrealta; sceneggiatura: Ferdinando Vicentini Orgnani, Marcello Fois, Davide Bassan, Elisabetta Antico; fotografia: Giovanni Cavallini; montaggio: Alessandro Heffler, Claudio Cutry; scenografia: Davide Bassan; costumi: Elisabetta Antico; suono: Alberto Doni, Giorgio Testi; musiche: Paolo Fresu; interpreti: Giovanna Mezzogiorno, Rade Sherbedgia, Erika Blanc, Andrea Renzi, Giacinto Ferro, Tony Lo Bianco, Amanda Plummer; origine: Italia, 2002; formato: 35 mm, colore; durata: 97’; produzione: Istituto Luce.

Dvd nella confezione: 1; supporto: 9, singola faccia, doppio strato; regione: 2; formato video: 16/9 1.78:1; formato audio: originale italiano (Dolby Surround 5.1), sottotitoli per non udenti; distribuzione homevideo: Moonlight Cinema (www.moonlight-cinema.it); extra: trailer, dietro le quinte, filmografie.


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