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Ballast

di Lance Hammer

Alla fine del Mississippi

Nel grigio e impalpabile paesaggio del delta del Mississipi in inverno è ambientato Ballast di Lance Hammer. Ultimo film in concorso alla 58. edizione della Berlinale, selezionato dopo il brillante passaggio al Sundance (miglior regia e miglior direzione della fotografia), Ballast è il primo lungometraggio del regista californiano che ha esordito con il cortometraggio Issaquena (2002), storia della decadenza di una ricca famiglia del delta del Missisippi. Il fascino del luogo, del vento e dei silenzi lunari di questi spazi ha ispirato Hammer che affronta con naturalezza la crudeltà della violenza, della droga, della solitudine che caratterizzano questa zona degli Stati Uniti.

Ballast racconta l’incontro di tre vite difficili e solitarie: il dodicenne James vive con sua madre Marlee costretta a stare molte ora fuori casa per lavorare. Il ragazzo finisce nei guai dopo essere entrato a far parte di un gruppo di ragazzi sbandati che spacciano droga. James viene aggradito e la madre, intuendo che la situazione è sempre più pericolosa, decide di nascondere il ragazzo. I due trovano riparo da Lawrence, un uomo triste che ha tentato il suicidio e che Marlee conosce da prima della nascita di James. La convivenza porta a galla antichi rancori e costringe i tre protagonisti ad affrontare le nuove situazioni trovando una nuova strada da seguire nelle loro vite. Il mondo descritto da Hammer è violento, angosciante, fatta di silenzi, di enormi spazi, di poco sole, di fine pioggia che penetra lentamente nei pochi uomini che vivono silenziosi e abbandonati il delta del Mississippi.

Il regista ha scelto uno stile naturalistico dominato dalla camera a mano che segue gli attori senza mai fermarsi entrando nel ritmo delle azioni, stando attaccata al respiro e alle azioni nel tentativo di trasmettere le emozioni dei personaggi. Hammer riprende rigorosamente in presa diretta, senza inserire alcun suono o musica extradiegetica, utilizza solo la luce naturale richiamando inevitabilmente il manifesto di Dogma. In Ballast però, non sempre questa scelta risulta efficace e incisiva, lasciandosi andare e non permettendo di penetrare appieno gli elementi drammatici e le angosce dei personaggi interpretati tutti da attori non protagonisti. Hammer ha dichiarato che il castigo è stato molto lungo e un momento molto importante perché voleva avere attori che venissero dalla zone e quindi parlassero con l’accento del luogo. La scelta degli attori e la loro direzione sono un elemento d’interesse: il cast, fatta eccezione per il vicino di casa di Lawerence, John, è composto interamente da afroamericani. Un film di violenza, solitudine e droga nel quale sono coinvolti solo i neri d’America, i poveri, coloro che vivono ai margini.

Ballast descrive un territorio di frontiera, nel quale James è l’unico elemento di speranza, il ragazzo confuso tra solitudine, droga, armi, scappa e osserva il volo degli uccelli immaginando il domani: il riscatto delle vite di Lawrence e Marlee che devono riuscire a far pace con il loro passato. I silenzi e i rumori della natura, vento e pioggia, lasciano gli uomini abbandonati ai loro destini nel delta del Mississippi: in un mondo che sembra appartenere a un’altra realtà, gli elementi di vita sono rari, gli uccelli osservano dall’alto, mentre i cerbiatti di legno che si trovano di fronte la casa di Lawrence decorano il terreno senza vita, testimoni silenziosi della solitudine dell’uomo.

Ballast descrive un interessante ritratto della vita sul delta del Mississipi, ma si perde su alcuni elementi, lasciando lungo il cammino alcuni personaggi, a partire da quello di John, e soprattutto l’elemento caratteristico dello stile diventa una gabbia: troppa rigidità che a volte va a discapito dell’emozione dei dialoghi, delle scene e dei volti espressivi e intensi degli attori.

Alice Casalini

Cast & Credits Ballast
Regia: Lance Hammer; sceneggiatura: Lance Hammer; fotografia: Lol Crawley; montaggio: Lance Hammer; suono: Kent Sparling; scenografia: Jerel Levanway; costumi: Caroline Eselin; interpreti: Michael J. Smith, SR., Jimmyron Ross, Tarra Riggs, Johnny Mcphail; origine: USA, 2008; formato: 35 mm, 1:2,35; durata: 96’; produzione: Lance Hammer e Nina Parik per Alluvial Film Company; distribuzione internazionale: Celluloid Dreams

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