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Videozoom: Marocco

di Alice Casalini

Identità in transito

In un angolo semi nascosto dell’immensa Piazza di Porta San Giovanni a Roma si trova la piccola e accogliente Galleria Sala 1: una lunga stanza in fondo alla quale su un piccolo schermo dal 17 marzo al 2 aprile la galleria ospita il settimo appuntamento di Videozoom, un progetto che si propone di aprire una finestra sull’arte dei paesi emergenti, dedicato a un gruppo di artisti marocchini. Videozoom Marocco. Identità in Transito è curata da Francesca Gallo, patrocinata dall’Ambasciata del Regno del Marocco a Roma ed è anche la prima manifestazione sostenuta in Italia dalla Fondazione Hassan II.

La mostra offre l’opportunità di vedere una selezione di alcuni video di un gruppo di artisti nati in Marocco, molti dei quali hanno studiato in Europa e America e che ora s’interrogano con le loro produzioni artistiche sulla trasformazione del loro paese d’origine. «Non è certo un caso che l’uso creativo del video si sia diffuso in Marocco all’inizio degli anni ’90, di pari passo con la democratizzazione radicale della vita politica e civile del paese […] »: Francesca Gallo nel suo saggio sul catalogo della mostra (Videozoom Marocco, a cura di Francesca Gallo, Gangemi Editore, 2008) mette subito in evidenza lo stretto legame tra i cambiamenti sociali e politici del Marocco degli ultimi 15 anni e lo sviluppo di un nuovo clima culturale attivo e vivace: dal nuovo cinema marocchino alla libertà della videoarte.

Un nuovo paese che cerca la sua identità mentre si lascia alle spalle le antiche tradizioni, la vecchia politica viene rappresentato nel video Terrasse (2004, 3’20’’) di Mohamed Ezboubeiri, critico cinematografico e vidomaker che attualmente vive a Chicago: attraverso le immagini in bianco e nero di alcuni edifici diroccati, ma dal valore fortemente simbolico, di mobili rotti e abbandonati Ezboubeiri rappresenta il paese che non c’è più, che sta scomparendo. Sul simbolismo si basano altri due video: Mes veaux les plus sincères di Fatima Mamouz e La Danseuse (2003, 9’13’’) che ha visto per la prima volta lavorare insieme Saafa Erruas e Amina Benbouchta, l’artista più anziana del gruppo presentato, entrambe tra le promotrici del gruppo Collectif 212. Il video della Mamouz s’interroga sull’immagine della donne che viene identificata nell’animale sacrificale e gioca con l’uso del bianco e nero alternato al colore e con i contrasti musicali richiamandosi all’immaginario dei film muti. Ne La Danseuse le due artiste lavorano ancora sul tema del contrasto tra la purezza dei una rosa bianca che ruota lentamente come le ballerine dei carillon ma che viene lentamente circondata da un filo spinato, simbolo di divisioni, guerre e dolori.

L’interesse per la politica, i conflitti, le contraddizioni della società in cui viviamo e in particolare del bacino del Mediterraneo accomuna il didascalico Marocains à deux dimensions (2004, 8’15’’) di Brahim Bachiri che pone una serie di domande di storia sullo sfondo di immagini di repertorio per interrogarsi sull’eredità che si lascia ai più giovani. I materiali di repertorio sono alla base di una riflessione sui media e sul nuovo voyeurismo al quale ci educa la nuova televisione che si ritrovano nel video Dieu me perdonne (2004, 8’15’’) di Mounir Fatmi.

Videozoom Marocco. Identità in transito già dal titolo pone l’accento proprio sul tema della ricerca dell’io, della formazione di una identità: in tal senso la prima parte della ricerca in progress sul tema dell’emigrazione dell’artista franco-marocchina Bouchra Khalili Straight Stories – In progress (2006, 10’) che monta il sonoro di alcune interviste fatte a ragazzi di diverse nazionalità che vivono e lavorano a cavallo tra Spagna e Marocco, con le immagini dello stretto braccio di mare che separa questi due paesi. In un momento di trasformazione, evoluzione e cambiamento la domanda che questi giovani artisti, nati quasi tutti a metà degli anni ’70, è in fondo Chi sono io?. Proprio questo si chiede Hassan Boufous in Search (2002, 4’29’’), un video intimista, personale che unisce un interessante lavoro di grafica digitale, di animazione alla naturalezza di alcune immagini e alla manipolazione della voce dell’artista.

Una ricerca in iter che fino ad ora sembra lasciare tracce profonde, uno sviluppo artistico da scoprire e in seguito da monitorare.

Cast & CreditsSiti Utili:
www.gangemieditore.it
www.salauno.com
www.mounirfatmi.com
www.collectif212.com

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