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11 cortometraggi contro le discriminazioni

di Maria Coletti

Non sto più nella pelle...

Nel corso del 2007, le due associazioni francesi Crips e Geps hanno lanciato il concorso Scénarios contre les discriminations (Sceneggiature contro le discriminazioni), per selezionare 300 sceneggiature originali sul tema della lotta a tutte le discriminazioni sociali. La cerimonia di premiazione si è svolta il 19 settembre 2007. Di queste sceneggiature, 11 sono diventate dei cortometraggi, realizzati tra novembre e dicembre del 2007 da cineasti professionisti, grazie al sostegno delle due associazioni, delle istituzioni francesi e di alcuni importanti media partner, tra cui TF1, Canal+, Arte e CNC.

Con il nuovo anno, gli 11 cortometraggi hanno iniziato ad essere distribuiti per diffondere ulteriormente la campagna contro le discriminazioni: dal 28 gennaio sono stati trasmessi su Canal+, poi a febbraio sono stati proiettati al Festival del cortometraggio di Clermont-Ferrand, ed ora sono in programmazione su Arte e su TF1. Naturalmente – per il loro formato e per le finalità che si propongono – i cortometraggi sono visionabili in permanenza sul sito Contre les discriminations, dove possono essere visti on line oppure scaricati.

L’importanza del tema affrontato e l’ampiezza del fenomeno discriminazione sono testimoniati anche dalla grandissima adesione alla campagna: più di 5.000 persone hanno partecipato al concorso, che si propone di lottare contro ogni forma di discriminazione, dal razzismo al sessismo, dall’omofobia al pregiudizio contro le persone portatrici di handicap o malate di aids, per non parlare di tutte le forme di esclusione sociale motivate dall’apparenza fisica o dall’appartenenza culturale o religiosa. Lottare contro le discriminazioni è un importante primo passo verso una vera uguaglianza sociale e un miglioramento della qualità della vita dei singoli e della comunità: le parole e le azioni discriminatorie spesso inducono purtroppo alle condotte a rischio e addirittura al suicidio, soprattutto tra i giovani. Proprio per questo motivo, il concorso per le sceneggiature contro le discriminazioni è stato indirizzato ai giovani tra i 12 e i 25 anni, innanzitutto per dare voce alle loro opinioni e ai loro sentimenti, e poi per fare in modo che i cortometraggi realizzati possano trasformarsi in messaggi di prevenzione e mettere in moto una catena di dibattiti e riflessioni.

Tra gli 11 cortometraggi – tutti toccanti e ben fatti – ve ne sono anche alcuni di interesse panafricano, che vi segnaliamo. Due affrontano di petto il problema della discriminazione razziale nei confronti dei neri. Nel divertente Bien dans ma peau (Cure bien-etre) di Blandine Lenoir, dall’idea originale di Nour-Eddine Maamar, Madame Agathe è una giovane e affascinante signora che si sta godendo una giornata benessere in un centro estetico. Certo non si direbbe razzista: si affida alle cure del personale del centro, dalle origini più diverse, e si lascia quasi lascivamente massaggiare i piedi da una giovane estetista di colore; ma poi, quando si ritrova nella vasca idromassaggio con un’altra avvenente signora, dalla pelle nera, le cose cambiano di colpo.

Assume un registro drammatico il corto Marianne (Ca me colle à la peau) di Philippe Guez, dall’idea originale di Prunelle Bonnard, Justine Couty, Emeline Bell. Una ragazza nera è in cerca di lavoro e si rende conto che è il colore della sua pelle a rappresentare un ostacolo: dopo diversi annunci e l’ennesimo colloquio fallito – in cui le consigliano di inviare una foto assieme al curriculum per risparmiare tempo – torna a casa e, davanti allo specchio, si copre il volto con cerotti bianchi, segno delle sue ferite, fino a diventare una maschera inquietante. La protagonista è tra l’altro interpretata dall’intensa Fatou N’Diaye, attrice franco-senegalese, che si è trasferita in Francia all’età di 8 anni e che ha recitato in alcuni importanti film e serie televisive francesi, tra cui Fatou la Malienne e Un dimanche à Kigali, e in Nha Fala del regista guineano Flora Gomes.

Indaga invece in maniera più sottile su diverse forme di discriminazione, che spesso si sommano, il corto Zcuse-nous (L’amour sans discrimination), dall’idea originale di Fanny Morteau, realizzato da Chad Chenouga, attore e regista francese di origini algerine, che ha debuttato nella regia di lungometraggi con un film in parte autobiografico dal titolo 17, rue Bleue. Nel corto, ambientato in una piscina pubblica, tre ragazzi importunano in acqua una ragazza e la insultano. Lei si difende e allora loro la aspettano all’uscita: solo quando si accorgono che è sulla sedia a rotelle, le chiedono scusa. Con delicatezza e insieme in modo diretto, il regista incrocia barriere di diverso tipo (sessuale, culturale, fisico), ma apre anche ad un possibile incontro.

Vale la pena, infine, segnalare il cortometraggio di animazione Une seule lettre vous manque et tout est dépeuplé (Les nouilles) di Jeanne Paturle dall’idea originale di Philippe André: le lettere dell’alfabeto si muovono, si separano e si alleano all’interno del cervello, creando comunità separate ed opponendosi ad alcune lettere emarginate. Davvero un piccolo gioiellino che racchiude in sé l’idea di fondo del progetto: le persone sono tutte uguali e insieme differenti, ed ognuna conta per la sua diversità e unicità, ma è nella testa che si creano le barriere e le diffidenze.

Siti utili:
www.lecrips-idf.net
www.geps.asso.fr
www.contrelesdiscriminations.fr

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