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Oud l’Ward (La Beauté éparpillée)

di Lahcen Zinoun

Tra favole ed arte

Nella giornata dedicata al ricordo di Sembène Ousmane alla 18a edizione del Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina è stato presentato in anteprima nazionale il primo lungometraggio di Lahcen Zinoun, Oud l’Ward (La Beauté éparpillée) (2007).
Zinoun si forma come ballerino e coreografo al Conservatorio di Casablanca, nel 1978 fonda la sua compagnia di danza Ballet-Théàtre Zinoun e anche nel cinema si distingue per il suo mestiere di coreografo e lavora in molti film, tra cui Il tè nel deserto di Bernardo Bertolucci e L’ultima tentazione di Cristo di Martin Scorsese. Nel 1991 esordisce come regista con il cortometraggio Flagrant Délire (id., 1991), fino ad arrivare nel 2007 a completare il suo primo lungometraggio Oud l’Ward-La Beauté éparpillée, nel quale il suo percorso artistico nel mondo della musica e della danza è più che mai evidente.

Nel Marocco del XX secolo, prima dell’abolizione della schiavitù, la giovane Oud L’Ward, bella e affascinante suonatrice di liuto, viene fatta prigioniera e venduta come schiava. La sorte la porta a servire un famoso maestro di liuto, che non tarda a farsi conquistare dal fascino e dal talento della giovane donna. La passione del maestro per la giovane allieva scatena la reazione immediata delle sue tre mogli, che non tardano a tramare una feroce vendetta. La bella e brava Oud l’Ward si rende presto conto che paga un prezzo molto alto per il suo talento, la sua arte e il fascino che ne deriva.

Oud l’Ward (La Beauté éparpillée) inizia con l’arrivo della carovana con le schiave nel mezzo del deserto, tra suoni di tamburi in festa e la luce dei fuochi. Se la prima sequenza è girata nella maestosa cornice del deserto, il resto del film è ambientato all’interno di spazi chiusi e per la maggior parte all’interno delle mura della casa del palazzo, quasi regale, del maestro. Rinchiuse ed escluse dal resto del mondo, Oud l’Ward e le altre schiave si trovano a vivere prigioniere, costrette a fuggire con la sola arma della fantasia o, come la giovane protagonista, con la musica del liuto. L’arte, in tutte le sue accezioni, è il fulcro del film: l’arte salvifica, l’arte come medicina, come sollievo per i mali e contro la cattiveria dell’uomo, unico mezzo per andare oltre l’anima nera che tutti gli esseri umani hanno, poiché, come dice la giovane amica e compagna di schiavitù di Oud l’Ward, «l’ombra è l’anima di ogni uomo».

Zinoun, che ha curato l’ambientazione, i costumi e la centralità della musica, sembra però essersi dimenticato dell’interpretazione e della regia. Oud l’Ward (La Beauté éparpillée) è una favola dalla morale discutibile e con tutti gli elementi necessari a renderla del tutto artefatta: dal vecchio cieco, di epica memoria, che appare come un oracolo alla giovane predicendole il futuro, e mettendola in guardia, all’amica, novella Cassandra del deserto, che l’avverte e la mette in guardia dalla gentilezza del maestro, fino alle tre mogli, invidiose e cattive, come le sorellastre di Cenerentola. La scelta di una realtà sospesa tra mondo reale e mondo delle favole e delle leggende contrasta con alcuni elementi violenti e duri che invece vogliono analizzare una determinata realtà: dall’insopportabile scena dell’aborto all’orrore del manicomio.

Zinoun ha creato un mondo finto ed eccessivo, a partire dalla recitazione forzata e innaturale degli attori: una cornice che non sostiene e sviluppa adeguatamente la riflessione sul potere dell’arte, che è invece l’elemento d’interesse sul quale riflettere di Oud l’Ward (La Beauté éparpillée). Il film segna un esordio in sordina, che lascia numerosi dubbi sulla visione cinematografica di Lahcen Zinoun. In attesa di una seconda prova convincente, si esce dalla sala stupiti per l’inconsistenza del film.

Alice Casalini

Cast & CreditsOud l’Ward (La Beauté éparpillée)
Regia: Lahcen Zinoun; sceneggiatura: Lahcen Zinoun, Hicham Lasri; fotografia: Eric Biglietto; suono: Fawzi Thabet; montaggio: Mohamed Bahili; musiche: Mehdi Halib, Said Chraibi; interpreti: Sanaa Alaoui, Mohamed Miftah, Hanane Zouhdi, Chams-Eddine Zinoun, Touria Jabrane, Mohamed Afifi, Hassan Sqalli; origine: Marocco, 2007; formato: 35 mm, colore; durata: 133’; produzione: Lahcen Zinoun; distribuzione: Ait Z Production; sito ufficiale: www.oudlward.com

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