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Cahier d’un retour au pays natal

di Philippe Bérenger

Césaire allo specchio

In occasione della morte di Aimé Césaire – scomparso lo scorso 17 aprile a 94 anni – lunedì 21 aprile alle ore 23.40 è stato trasmesso su Tv5 Monde-Europe (Sky 540) un film televisivo realizzato nel 2008 da Philippe Bérenger, Cahier d’un retour au pays natal (Diario di un ritorno al paese natale), adattamento dell’omonimo e più famoso poema di Césaire.

Nel luglio del 1939 – mentre l’Europa si appresta a scrivere una delle pagine più buie della propria storia – un giovane martinicano di appena 26 anni, Aimé Césaire, pubblica sul giornale del proprio liceo un appello umanista alla fierezza ed al rispetto dei popoli africani e delle diaspore africane nel mondo, un appello alla pace ed alla riconciliazione: Cahier d’un retour au pays natal, appunto.
Futuro simbolo identitario della Negritudine, e definito da André Breton “il più grande poeta del XX secolo”, Césaire sceglie l’arma della poesia per far ascoltare il su messaggio, dando vita a quello che diverrà uno dei testi maggiori della letteratura francese e sicuramente uno dei più celebri al mondo.

Il film di Philippe Bérenger sceglie di raddoppiare il testo di Césaire, mettendo in scena con un taglio fortemente metalinguistico il ritorno al paese natale di un attore delle Antille, Jacques Martial, che nel 2007 ha accettato di interpretare l’adattamento per la televisione della pièce che lui stesso ha messo in scena quattro anni prima, con la sua Compagnie de la Comédie Noire, dal più famoso testo di Césaire. Bérenger per il suo film televisivo sceglie dunque di alternare le sequenze della rappresentazione teatrale di Martial, solo sulla scena, con le riprese effettuate dal vivo in Martinica, nei paesaggi naturali e per le strade di Fort-de-France. Jacques Martial incarna per così dire in prima persona il Cahier d’un retour au pays natal: rivive così le emozioni, i dubbi, la collera e la speranza di Césaire e si interroga sulle proprie origini di schiavo, sulla propria condizione di nero sradicato e sulla sua appartenenza alla “comunità degli umiliati”.

Le riprese in Martinica sono durate quattro settimane e l’idea di partenza per Bérenger è stata da subito quella di «dare corpo al testo di Césaire (…) che non era poi così surreale, ma qualcuno fortemente ancorato alla realtà della sua terra», come ha dichiarato il regista. Lo stesso Jacques Martial – che lavora da tempo sul Cahier d’un retour au pays natal – ha del resto ribadito l’aspetto fortemente orale del poema: «Aimé Césaire è un poeta dell’oralità. La sua poesia è fatta per essere detta ed ascoltata, non solo per essere letta come un testo esclusivamente letterario. Ho avuto un pubblico ogni volta differente ai miei spettacoli, ma ogni volta gli spettatori si sono riconosciuti nel testo».

E in effetti l’aspetto più riuscito del film di Bérenger – a parte l’eccezionale bravura e il trasporto passionale di Martial – sta proprio nell’aver saputo rappresentare questo legame fra generazioni grazie alla parola di Césaire: un testo orale che si trasmette da bocca ad orecchio, da padre in figlio, fra vecchie e giovani generazioni, uomini, donne, vecchi e bambini. Il film inizia infatti con una serie di mini interviste a persone di ogni tipo che rispondono alla domanda “Chi era Césaire?” – fatta dopo la sua morte. E la presenza simbolica di spettatori, di “ascoltatori” della parola di Cèsaire, permane in tutto il film, nelle sequenze teatrali – con i veri spettatori seduti e concetrati di fronte alla scena – ma anche nel personaggio del ragazzino che segue Martial lungo il suo pellegrinaggio e che, alla fine del film, sarà l’ultimo depositario del testo di Césaire. Un testo che è dettato dalla malinconia, dalla nostalgia – Césaire lo pensa e lo scrive per la prima volta mentre era in Croazia e rivede nelle isole del Mare Adriatico le isole delle sue Antille – ma anche fortemente proiettato in avanti, come suggellano le parole finali del poema, che Bérenger ci fa ascoltare un’ultima volta – sui titoli di coda – recitate dallo stesso Césaire.

Di fronte alla bellezza e alla potenza visiva delle sue parole e della sua voce, un solo dubbio ci assale: non è forse ridondante voler dare immagini definite/definitive ad un testo così ricco in sé di potenza visiva e immaginifica?
Al di là dell’importanza dell’operazione, nel senso di omaggio doveroso a Césaire, forse il modo migliore per ricordarlo e mantenerne vivo il ricordo è proprio quello di leggerlo, recitarlo, ascoltarlo, lasciando che il suo poema «parli alle nostre viscere, alla nostra anima, al nostro spirito» – come ricorda lo stesso Martial all’inizio del film.

Maria Coletti

Cast & CreditsCahier d’un retour au pays natal (TV)
Regia: Philippe Bérenger; adattamento: Philippe Bérenger, Jacques Martial; sceneggiatura: Pierre Trividic, Patrick-Mario Bernard, dal poema omonimo di Aimé Césaire; interpreti: Jacques Martial, Anthony Farouil, Jean-José Sorrente, Laurent Willy, Patricia Castel, Frédéric Azérot, Marie-France Grannel; origine: Francia, 2008; durata: 68’; produzione: Olivier Roncin

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