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Terra sonâmbula

di Teresa Prata

In cerca d’identità

Tratto dall’omonimo romanzo di Mia Couto, Terra sonâmbula è il primo lungometraggio della regista portoghese Teresa Prata che, pur di portare a compimento la pellicola, ha lavorato e lottato per ben sette anni (dal 2000 al 2007). Il film è stato presentato di recente al Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina di Milano e al 5. International Independent Film Festival di Lisbona (Indie Lisboa). Questo l’intreccio. Nell’instabile Mozambico devastato dalla guerra civile, il piccolo orfano Muidinga viaggia insieme al vecchio Tuair convinto di riuscire a ritrovare i genitori persi anni prima. Sul luogo d’un massacro, il bambino raccoglie un diario: sarà la guida verso la madre che da lungo tempo aspetta il suo ritorno su una nave incagliata in mezzo all’oceano.

Il film sfrutta una doppia narrazione che avanza su due linee parallele: da una parte le peregrinazioni del duo vecchio-bambino in direzione della mamma Farida, dall’altra quelle raccontate nel diario di Kindzu - giovane profugo sfuggito alla distruzione del suo villaggio – che s’innamora della donna e intraprende un viaggio sulle tracce del figlio di lei. Il viaggio del piccolo è strutturato secondo il modello del più classico Bildungsroman ed è costellato da una serie di nodi simbolici; il vertice è la scena del fiume che nasce da una buca, rapidamente s’ingrossa, e conduce il bambino fino all’oceano; Kindzu invece è protagonista d’un doppio movimento, uno di allontanamento, l’altro di ritorno, che la morte interrompe.

I personaggi si spostano incessantemente tra due poli, la terra sonnambula, il continente sconquassato dalla violenza e incapace di trattenere la memoria del suo felice passato, e la donna in mezzo al mare, la meta di ogni ricerca, il femminile accogliente approdo della speranza. Alla fine le due traiettorie s’incontrano chiudendo una struttura circolare: così ad un primo finale tra fiaba e mito che racconta il ricongiungimento del bambino con la madre dimenticata e a lungo immaginata, ne segue uno che risincronizza i due fili della narrazione mostrando il loro punto di contatto. È il momento in cui Kindzu viene trucidato dai miliziani lasciando accanto a sé il suo diario di viaggio, giusto pochi attimi prima che Muizinga e Tuair lo raggiungano già cadavere.

Una storia narrata secondo il registro d’un realismo magico (come molti giornalisti l’hanno definito) che Teresa Prata ha scelto di girare in Mozambico – di qui parte degli enormi problemi nella fase della produzione – utilizzando come interpreti quasi esclusivamente attori non professionisti incontrati nei villaggi e sulle strade del paese (fanno eccezione due ruoli secondari affidati a volti noti del cinema portoghese). Una complessa narrazione simbolica sul travagliato rapporto delle genti d’Africa con la propria identità, la propria cultura, la propria terra, lo sconfinato grembo d’un continente che aspetta di risvegliarsi da un sonno oscuro.

Silvio Grasselli | 5. Indie Lisboa 08

Cast & CreditsTerra sonâmbula
Regia: Teresa Prata; sceneggiatura: Teresa Prata, dal romanzo omonimo di Mia Couto; fotografia: Dominique Gentil; montaggio: Paulo Rebelo, Jacques Witta; suono: Bruno Carlos Alberto Lopes; musica: Alex Goretzki; interpreti: Nick Lauro Teresa, Aladino Jasse, Helio Fumo, Ilda Gonzalez, Ernesto Lemos Macuàcua, Fillimone Neigos, Taniâ Adelino, Erònia Malate, Alan Cristina Salazar, Gildo Arão Balate, Jorge Karic Passe, Alfonso Mauricio Francisco, Alfredo Acilia Júnior, Cândido Andrade Cergilio Félix, Frank Lipunda Severino Rafael, Valdemar Emanuel António; origine: Mozambico/Portogallo, 2007; formato: 35 mm, colore; durata: 96’; produzione: Pandora Cunha Telles, Antonio Cunha Telles per Animatografo2 (Portogallo), Ebano Multimedia (Mozambico).

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