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Spike premia un doc italiano in Uganda

di Leonardo De Franceschi

Il 20 maggio, invitato a Cannes in occasione della presentazione delle prime, attese, immagini del suo Miracle at St. Anna, pronto per Venezia o Toronto, Spike Lee ha presenziato l’informale cerimonia di premiazione del 1. Babelgum Online Film Festival (BOFF), che si è svolta al Baoli, locale in della Croisette. Lee, che aveva scelto i film da premiare, tra quelli nominati dai visitatori del canale Babelgum, ha consegnato i premi ai vincitori, che hanno ricevuto ciascuno, oltre al trofeo, un asegno di ventimila euro. Sette le categorie in competizione: Looking For Genius, Short Film, Social/Environment, Animation, Documentary, Music/Video e Spot/Advertising. Tra i premiati, il trofeo per il miglior documentario è andato al film Greater - defeating AIDS (2007, 35’), girato in due slum di Kampala (Uganda) dal bolognese Emmanuel Exitu.

Greater - defeating AIDS (sottotitolo: 3 1/2 days of notes for a non-documentary), già premiato col Premio del Pubblico al New York Aids Film Festival 2007, è un dinamico blocco di appunti visivi sul Meeting Point International, centro ospedaliero di accoglienza per malate di AIDS e orfani, fondato dall’infermiera Rose Busingye. Articolato in cinque capitoli, il documentario sposa idealmente in punto di vista interno di un visitatore speciale del centro, lo scultore Leonardo Lucchi. L’idea guida della carismatica fondatrice e direttrice del centro è quella di difendere il valore primario della vita, coinvolgendo le pazienti in un processo di ascolto, stimolo, motivazione, che restituisce loro la voglia di vivere, prendendosi cura anche degli orfani che vengono affidati al centro. Il merito dei miglioramenti fisici va quindi alle cure mediche, ma anche e soprattutto alle attenzioni dispensate alle pazienti dalle infermiere del centro, che attivano una dinamica virtuosa di valorizzazione tale da renderle persino invidiate all’interno della comunità locale, da disprezzate ed isolate che erano.

Il primo scalino infatti, come dimostra il caso di Winnie, è proprio accettare la propria sieropositività, piuttosto che nascondersi per paura dell’emarginazione, prima che degli effetti della malattia. Poi, grazie anche all’entusiasmo contagioso di mamie Rose, dopo poche settimane di cure nel centro, le pazienti recuperano energie, coraggio, disponibilità a mettersi ad aiutare gli altri. A partire dalla quarantina di bambini del centro, orfani, maltrattati o abbandonati dai genitori, trovati dalle infermiere, affidati loro dai capi villaggio o dagli altri abitanti degli slum, adottati a distanza ma bisognosi di cure, perché spesso affetti da ritardi cognitivi o invalidità fisiche. Quando arrivano in Uganda le notizie e le immagini del ciclone Katrina, le ospiti del centro decidono addirittura di mettersi a lavorare per raccogliere fondi in favore delle vittime, anche se, spaccare pietre in una cava di pietra dei dintorni per tutto il giorno significa ricavare solo pochi spiccioli. Ma, anche qui, a contare sono altri valori. Come dice Rose, «non lo sai che il tuo valore è più grande del valore della malattia?».

Danzano, le donne degli slum di Naguru e Kireka, davanti agli occhi dello scultore in transferta. La regia di Emmanuel Exitu - bolognese, alle spalle esperienze di teatro con Ronconi e la sceneggiatura del tv movie natalizio La stella dei Re (Fabio Jephcott, 2006), tratto dal suo romanzo - è nervosa e agile. L’adozione di un serrato crosscutting, guidato solo a tratti dalla voce di commento di Rose, allontana il registro discorsivo dal consueto format televisivo dei documentari con soggetto analogo. Il mediometraggio è visibile on line sul canale Babelgum: basta scaricare e installare, gratuitamente, il software accessibile sul sito.

61. Festival di Cannes

Siti utili:
Il canale Babelgum
Il blog del Babelgum Online Film Festival
Il comunicato con il palmares completo
Il blog di Greater-Defeating AIDS

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