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Tamanrasset

di Merzak Allouache

Il Sahara tra speranza e disperazione

Il lungo viaggio degli africani che intraprendono il pericoloso cammino della via del deserto per raggiungere clandestinamente le coste del mediterraneo ha come snodo fondamentale il confine sud dell’Algeria con quelli del Mail e del Niger. La città di Tamanrasset che si trova all’estremo sud dell’Algeria è una tappa di scambio del percorso che sfrutta l’ostilità del deserto per aggirare i controlli alle frontiere. Il regista algerino Merzak Alloauche, dopo aver affrontato il tema dell’immigrazione clandestina a Parigi con Chouchou (2002), film campione d’incassi in Francia, ha scelto con Tamanrasset (2007) di tornare nella sua Algeria e di far incontrare gli occhi distratti degli europei con quelli disperati e impauriti dei clandestini durante il viaggio della speranza.

Tamanrasset è un film per la tv co-prodotto da ARTE France e Studio International che l’emittente pubblica franco-tedesca ARTE (visibile sul canale Sky 544) ha proposto a maggio. Un tema scottante sul quale è necessario riflettere in particolare in Italia in questi mesi di discussione e ripensamento della politica verso l’immigrazione clandestina.
Il regista di Omar Gatlato (1976), Bab el Oued City (1993) e Salut Cousin! (1996) scende nel profondo sud dell’Algeria, tra le forze dirompenti del sole e del vento per svelare i segreti che nasconde il deserto. Tamanresset segue il viaggio di lavoro di una piccola equipe di un’agenzia pubblicitaria che ha scelto la città algerina come location per una nuova campagna. Tre bellissime modelle delle quali una ha origini africane e un’altra è curda, accompagnate dalla direttrice dell’agenzia, la sua assistente, un truccatore e un famoso fotografo interpretato da un tormentato Denis Levant. Tra isterie, litigi e ricerca del luogo esotico e con la luce adatta, le vite dell’equipe francese s’incrociano con i passaggi e i destini dei clandestini che si nascondono nella città in attesa del passaggio verso il nord. In particolare Philippe si lascia coinvolgere dal mondo nascosto che si muove silenzioso nella città e nel deserto circostante e inizia a maturare un rifiuto per la campagna pubblicitaria, frivola e in netta contraddizione con la realtà del luogo.

Allouache sfrutta la netta alternanza tra la luce accecante del deserto e buio inquietante e freddo delle notti sahariane per accompagnare l’evoluzione e la presa di coscienza di Philippe e i turbamenti di tutti i protagonisti che nei pochi giorni nel deserto mettono in luce i loro punti deboli. Il regista mostra tutta la sofferenza del tragico e drammatico destino dei clandestini ma attraverso gli occhi carichi di orrore, ma anche di necessità di agire per un senso di colpa insanabile del fotografo. Alla storia di Philippe si contrappone quella del poliziotto Hakim interpretato dal Abdelhafid Metalsi di Un Roman Policier (Stéphanie Duvivier, 2007) e Michou d’Auber (Thomas Gilou, 2006), un uomo duro che collabora al traffico dei clandestini mentre controlla e critica ogni movimento e comportamento dell’equipe europea.

Tamanrasset è un viaggio verso la montagna dei clandestini, così chiamano un massiccio vicino alla città nel deserto e nel quale si nascondono i clandestini in attesa di partire con i camion. Un viaggio che vuole alzare il velo su una realtà sommersa, nascosta, ma non riesce a farlo senza lasciare fuori dalla sceneggiatura e anche da alcune scelte di regia, uno sguardo troppo carico di pietas.

Alice Casalini

Cast & CreditsTamanrasset
Regia: Merzak Allouache; sceneggiatura: Merzak Allouache in collaborazione con Judith Louis et Dominique Garnier; fotografia: François Kuhnel; suono: Gérard Mailleau; montaggio: Youcef Tobni; scenografia: Mustapha Tabit; costumi: Laurence Struz; interpreti: Denis Lavant, Sarah Pratt, Ahcene Benzerari, Hélène Alexandridis, Touria Alaoui, Leila Slimani, Stéphane Caillard, Marc Susini, Abdelhafid Metalsi, Mohamed Nesrate, Mohamed Bastaoui; origine: Francia, 2007; formato: 16:9, colore; durata: 88; produzione: ARTE France, Studio International; distribuzione internazionale: ARTE France

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