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Documentari africani al Roma3FF

di Guido M. Coscino, Giuliano La Franca e Arthur Saenz

Tra mito e denuncia

La quarta edizione del Roma3 Film Festival si è svolta dal 3 al 5 giugno nella ormai consueta cornice del teatro Palladium a Roma. I direttori hanno dato una nuova impostazione per cercare di dare maggior risalto alla rassegna che durante questa edizione ha ospitato molti lavori provenienti da dieci paesi di tre diversi continenti. Delle tre serate a tema la prima è stata dedicata al concorso documentari vinto da Mercancia (id., 2007) di Andrea Zambelli. Nel concorso però sono stati presentati anche due lavori d’interesse Panafricano: Mvula o il mito della pioggia (2008), un progetto di Guido M. Coscino e Giuliano La Franca, registi esordienti e studenti di cinema al Di. Co. Spe (Dipartimento di Comunicazione e Spettacolo) di Roma3, e Dos Americas: The Reconstruction of New Orleans (id., 2008) dell’antropologo Arthur Saenz presentato in anteprima al Roma3FF.

Malawi. Terra del lavoro, dell’agricoltura e delle tradizioni. Una terra che aspetta i 6 mesi di pioggia per rinascere dopo gli altrettanti 6 mesi di siccità. Una terra dove il 90% della popolazione vive nelle zone rurali. E’ questo che ci vuole raccontare Mvula o il mito della pioggia. Il film è un viaggio, un percorso attraverso spiritualità e natura, l’espressione di un popolo che vive la sua cultura da tempo immemorabile, e che scandisce la propria vita con quella della stagione delle piogge, nelle sue conseguenze positive e nella sua distruzione. Come ci racconta una delle anziane del villaggio, l’acqua è fondamentale alla sussistenza della comunità, per questo, si passano giorni a danzare ed invocare la pioggia, ad invocare il dio Chauta, affinchè la polvere e il fumo del falò si trasformino in nuvola. E ci si rassegna quando la pioggia diventa troppa e inizia a distruggere, affidandosi alla volontà degli spiriti degli antenati, intermediari tra Dio e le persone. La macchina da presa si fa sguardo passivo e “accidentale”, pronto a catturare la potenza dell’ambiente, e diviene sguardo attivo e curioso quando vuole comunicare con le persone. L’occhio di questi giovani registi si posa fermo, paziente, ad osservare le reazioni dell’uomo al divenire della natura, e della natura stessa al suo divenire. Ci regala forti contrasti tra le immagini della gente in festa e le inquadrature fisse su cieli perennemente plumbei, le interviste e le riflessioni religiose, il tutto unito dalla scelta di una colonna sonora classica, che aiuta a distenderci e a concentrarci su quello che stiamo osservando.

Dall’evocazione dei miti del Malawi con Dos Americas: The Reconstruction of New Orleans di Saenz si passa ad un documentario d’inchiesta, di analisi e di denuncia. Nel 2005 l’uragano Katrina mise in ginocchio la città di New Orleans che venne inondata in seguito al crollo degli argini distruggendo la città e causando molte vittime. Arthur Saenz ha iniziato a seguire i cambiamenti sociali e demografici del post-Katrina per le sua ricerche universitarie. Nel 2006 è co-regista insieme a David Zlutnick del documentario sui sopravvissuti all’uragano Down But Not Out (id., 2006) nel quale emerge il disagio, la violenza e i fenomeni razzisti soprattutto verso i neri di New Orleans. Nel 2008 Saenz è tornato nella città della Louisiana per mostrare le conseguenze di Katrina. A tre anni dal disastro la città sta ancora costruendo e rifondando e Saenz con Dos Americas: The Reconstruction of New Orleans si sofferma in particolar modo sul fenomeno non documentato e sotterraneo della forte immigrazione dei latino americani che si sono riversati nella città per lavorare, sperando di trovare una facile via d’accesso al sogno americano. Il documentario alterna le interviste informali ad immigrati a quelle dei rappresentanti di gruppi, di sindacati, di enti statali per costruire un quadro completo della situazione di emarginazione e sfruttamento nella quale vivono gli immigrati provenienti dal centro e dal sud America. Interessante la dinamica di conflitto che si è instaurata tra i neri e i latino americani: i primi vivono i secondi come una minaccia e ostacolano la loro integrazione che, come mostra Saenz, è messa a dura prova anche dai soprusi della polizia, dal lavoro in nero, dallo sfruttamento.

Dai miti della pioggia in un film carico di simbolismi alla denuncia sociale di un nuova forma d’immigrazione e sfruttamento che mette in contrasto due realtà emarginate, due immagini diverse, due visioni che forse si avrà l’occasione di rivedere negli appuntamenti che il Rome3FF ha organizzato in altre città italiane per la diffusione dei lavori presentati nei tre giorni del festival.

4. Roma3FilmFestival | Giulia Ogrizek e Alice Casalini

Cast & Credits

Mvula o il mito della pioggia
Regia: Guido M. Coscino e Giuliano La Franca; origine: Italia, 2008; durata: 50’

Dos Americas: The Reconstruction of New Orleans
Regia: Arthur Saenz; origine: Usa, 2008; durata: 33’


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