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La 44a edizione del Festival del Nuovo Cinema di Pesaro

di Maria Coletti

«Pesaro, un luogo dello spirito», diceva Pier Paolo Pasolini. Sono passati tanti anni, ma la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema, fondata nel 1965 da Lino Micciché e Bruno Torri e diretta dal 2000 da Giovanni Spagnoletti, continua a guidare gli spettatori in territori inediti, spesso inesplorati: luoghi dello spirito, appunto. Da scoprire (o riscoprire), viaggiando in direzione ostinata e contraria rispetto ai festival, sempre più numerosi, che si propongono soltanto come vetrine per i titoli di prossima uscita: non così a Pesaro, che pure in questa 44. edizione può contare su almeno due film di sicuro avvenire nelle sale (Un conte de Noël e Eldorado, entrambi premiati a Cannes). Perché l’ambizione è soprattutto un’altra, iscritta nel DNA della Mostra. Un patrimonio genetico fatto di ricerca e di cultura, che ogni anno si rinnova per proporre al suo pubblico uno sguardo diverso sulla produzione internazionale: un viaggio nel cinema di oggi, per (pre)vedere il cinema di domani».

Così si autopresenta nel comunicato ufficiale la Mostra del Nuovo Cinema che si svolgerà dal 21 al 29 giugno a Pesaro, ed in effetti sulla carta la scommessa di unire cinema di qualità e pubblico sembra essere vinta anche questa volta: dal cinema dell’estremo oriente al cinema tedesco contemporaneo, passando per il cinema spagnolo, per la restrospettiva dedicata a Dario Argento realizzata in collaborazione con Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale e per la neonata sezione Bande à part, che indagherà a partire da quest’anno nel territorio più sperimentale, sempre sospeso tra fiction e documentario.

Se il mondo di domani comincia da oggi, a partire dalle mescolanze culturali che nascono dalle migrazioni, anche il cinema di domani è quello che si interroga su queste migrazioni e su queste mescolanze. Lo dimostrano in particolare due film selezionati alla Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro, entrambi dedicati all’universo cangiante di un’Europa e un’Italia in movimento e meticcia: ambientato in Sicilia è il lungometraggio La Terramadre di Nello Lamarca, nel concorso ufficiale PNC e già presentato all’ultima Berlinale, mentre si svolge alle soglie dell’Inghilterra il documentario No London Today di Delphine Deloget, nella sezione Bande à part.

Così il regista Nello Lamarca presenta il suo film, nelle note di regia: «Mentre cercavamo di recuperare l’identità collettiva di un luogo ci è successo di raccontare le solitudini di chi lo vive, di far specchiare le loro storie in quella di Alì, che è la storia inventata ma ricalcata su quella di migliaia di migranti dei nostri giorni che, disperati, partono dalla loro terra e dopo mille peripezie faticosissime e violentissime arrivano in una terra che tutto sommato, come nel caso di Palma, è molto simile a quella che hanno lasciato, anche dal punto di vista del paesaggio, della conformazione fisica, e poi sono presi e rispediti a casa. E ciò è una sorta di mito di Sisifo, una fatica inutile che è poi la fatica dell’esistere».

Anche il documentario No London Today parla di questa fatica di esistere, in cammino, e cerca di raccontare la storia di coloro che arrivano a Calais per poter entrare, a qualunque costo, in Inghilterra. No London Today è un’immersione nel mondo di cinque giovani rifugiati: Chafik, Aron, Abraham, Henok e Ermias, che attendono a Calais di passare illegalmente il confine. La regista Delphine Deloget ha deciso di mostrare tutta la complessità delle relazioni che ha instaurato con questi uomini: come donna, come occidentale, come “privilegiata”, come cineasta.

Per informazioni più dettagliate sui due film e sul programma completo del festival, rimandiamo al sito ufficiale: www.pesarofilmfest.it

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