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Il Premio CMCA fa 13

di Leonardo De Franceschi

Si è chiusa la 13. edizione del Premio Internazionale del Documentario e del Reportage Mediterraneo, svoltasi presso la sede RAI di Torino dal 13 al 20 giugno. Il Premio è un concorso internazionale organizzato annualmente dal CMCA (Centro Mediterraneo della Comunicazione Audiovisiva), rete che raggruppa una ventina fra soggetti pubblici, emittenti e società di produzione di paesi del Mediterraneo, creata nel 1986 e con sede a Marsiglia (Francia), per promuovere la promozione e realizzazione di serie e opere documentarie che investono l’orizzonte sociale e culturale del Mediterraneo. Il premio, che si svolge ogni anno in città diverse - nelle scorse edizioni è stato ospitato più volte a Palermo e Siracusa - ha avuto nel 2008 per teatro il capoluogo piemontese, avvalendosi del supporto di molti partner istituzionali di rilievo, dalla Regione Piemonte alla Provincia di Torino, e poi la Città di Torino, la Film Commission Torino Piemonte, il Museo Nazionale del Cinema, il Cinema Massimo, il King Kong Microplex, il Dams/Laboratorio Multimediale G. Quazza dell’Univesità di Torino, l’Associazione Documè, l’Istituto Paralleli e del consorzio Turismo Torino e Provincia.

In una prima tornata di incontri durata cinque giorni e svoltasi a Marsiglia dal 19 al 23 maggio, sono stati selezionati fra i poco meno di trecento titoli documentari pervenuti da 23 paesi differenti, una rosa di 20 opere nominate per la fase finale del Premio, che ha visto mettere in palio cinque premi attribuiti da una giuria internazionale composta, tra gli altri, dal documentarista tunisino Hichem Ben Ammar, dalla cantante italo-etiope Saba Anglana, dalla giornalista egiziana Wafa’a ’Awad e dal funzionario tv algerino Djamel Benrabah: il Gran Premio del CMCA "Sfide del Mediterraneo" destinato al miglior documentario o reportage di attualità (valore 6.000 €), il Premio "Memorie mediterranee" attribuito al miglior film sull’eredità storica dell’area (valore 5.000 €), il Premio "Opera Prima" (valore 5.000 €), il Premio "Arte, Patrimonio e Culture del Mediterraneo" per opere che valorizzino l’espressione artistica e il patrimonio culturale (valore 5.000 €), il Premio Speciale della Giuria (valore 5.000 €), e infine il Premio "Faro d’Oro" per il miglior magazine televisivo.

Nel palmarès spicca il Gran Premio assegnato al belga D’un mur à l’autre: De Berlin à Ceuta, viaggio nella fortezza Europa condotto dal punto di vista degli immigrati che sono riusciti a varcarne le frontiere sempre più inaccessibili, firmato dal regista Patrick Jean. Il Premio Speciale Arco Latino per il miglior documentario italiano è andato a Partire, ritornare di Nene Grignaffini e Francesco Conversano che, come già indirettamente faceva Ritorni di Giovanna Taviani, interroga lo scrittore Tahar Ben Jelloun sulle ragioni e speranze che ogni anno spingono migliaia di maghrebini a rischiare la vita per arrivare clandestinamente in Europa. Menzione speciale a Una stagione all’inferno di Alessandro Nucci, realizzato in collaborazione con Medici senza frontiere, che racconta il sud dal punto di vista dei tanti lavoratori stagionali, perlopiù africani che, affrontando situazioni di sfruttamento arcaiche, tengono in piedi le sorti di interi comparti dell’agricoltura.

Una menzione speciale al Premio "Faro d’Oro" è stato assegnato al lavoro di investigazione, di ricerca dei documenti, delle equipe di 2M (Marocco) che ha realizzato “Grand angle”, un reportage di 52 minuti sui ragazzi che espatriano approfittando delle leggi che in Spagna li proteggono fino ai loro 18 anni. Fra i premi alla diffusione, da segnalare il premio attribuito da France 3 a L’autre 4 mai 1945 di Yasmina Adi, inchiesta dedicata alla memoria di una delle pagine più nere del dopoguerra, la repressione sanguinosa dei moti d’indipendenza scoppiati a Setif e Guelma (Algeria) dall’esercito francese, negli stessi giorni in cui il paese festeggiava la liberazione dall’occupazione nazista. Fra i film sottoposti all’attenzione della Giuria Internazionale, tre i titoli di interesse panafricano: Joue à l’ombre dell’algerino Mohamed Lakhdar Tati, il cineritratto Oum Kalthoum di Feriel Ben Mahmoud e Nicolas Daniel, e l’egiziano Danseuses di Célame Barge.

Siti utili:
Centre Méditérranéen de la Communication Audiovisuelle (CMCA): sito ufficiale
Premio Internazionale del Documentario e del Reportage Mediterraneo: sito ufficiale
D’un mur à l’autre: De Berlin à Ceuta: sito ufficiale
Partire, ritornare: Speciale La Storia siamo noi
Una stagione all’inferno: sito personale di Alessandro Nucci

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