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Asinitas e i richiedenti asilo

di Alice Casalini

La scuola è finita

Adesso devo essere
qualche cosa
devo essere a Roma
il mio posto sempre raccontare la nostra vita
quando venivamo a scuola
abbiamo fatto nuova famiglia con loro
Adam (Etiopia)

Un breve testo che racchiude nelle sue parole il significato della perdita, dello spaesamento, della solitudine dei migranti che, in un nuovo paese, ostile e sconosciuto, devono essere qualcosa. Adam è uno degli studenti della scuola d’italiano per richiedenti asilo politico dell’Asinitas Onlus (www.asinitas.org), una struttura che offre formazione ai migranti e che si presenta come una casa aperta dove incontrarsi, confrontarsi, imparare l’italiano e, attraverso l’espressione libera della creatività, riappropriarsi dei legami e delle sicurezze perse in seguito ai traumi vissuti.

La scuola, ideata e coordinata da Marco Carsetti, ha festeggiato la fine dell’anno scolastico 2007/2008 con una serata durante la quale gli allievi hanno esposto i loro lavori: disegni, racconti, poesie, canzoni e video. In questa occasione è stato presentato anche il libro autoprodotto dall’Asinitas, curato da Chiara Mammarella e Marco Carsetti, Mi no loso: narrazioni, disegni e creazioni degli studenti della scuola d’italiano Asinitas Onlus. Nel libro si trovano molte delle storie raccontate o lette anche durante la serata che ha visto tra i protagonisti il giovane Dagmawi Yimer (nella foto) e i suoi tre cortometraggi, Caravan, Sagome e Benvenuto nella tua casa, quest’ultimo realizzato con Marco Carsetti.

Dagmawi Yimer è uno degli studenti che nel 2007 ha partecipato al laboratorio di autoformazione audiovisiva per migranti avviato all’interno dalla Scuola di Asinitas in collaborazione con l’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico (www.aamod.it) di Roma e con l’Associazione ZaLab (Laboratorio Zavattini, www.zalab.tv), un progetto ideato da Andrea Segre, Marco Carsetti e Alessandro Triulzi. Il laboratorio ha prodotto come risultato finale il documentario Il deserto e il mare (2007), presentato all’ultima edizione di Panafricana.

Questa esperienza ha evidentemente segnato Dagmawi Yimer, che ha proseguito la sua ricerca raccontando la scuola attraverso il linguaggio audiovisivo. Caravan e Sagome sono due documentari che raccontano due laboratori creativi realizzati durante l’anno. Il segno del volto, del corpo prima della parola: musica e immagini che descrivono il lavoro sul corpo da parte dei migranti, dalla costruzione delle maschere in Caravan alla rappresentazione di se stessi attraverso le sagome, nel secondo documentario. Il segno come primo atto della presenza, come dimostrazione dell’esserci. I due video descrivono due forme di autorappresentazione che richiedono l’aiuto reciproco e la necessità di fidarsi delle mani di qualcun altro. Un esercizio per parlare, imparare l’italiano, ma soprattutto ritornare a incontrarsi con gli altri con maggiore fiducia e consapevolezza del proprio essere.

Dal gesto alla parola: in Benvenuto nella tua casa, Yimer e Carsetti raccontano una giornata trascorsa in una casa in campagna vicino Roma, con gli studenti e le famiglie. La struttura è quella più vicina ad un documentario classico, con le interviste che si alternano a scene collettive, come il pranzo, la cena, la festa danzante o il falò dell’albero dei desideri.
Una giornata di festa per salutarsi e dare inizio a un nuovo percorso, a una nuova vita.

Cast & Credits

Caravan
Regia: Dagmawi Yimer; montaggio: Antonio Venti; anno: 2008; produzione: Asinitas anlus

Sagome
Regia: Dagmawi Yimer; montaggio: Antonio Venti; anno: 2008; produzione: Asinitas anlus

Benvenuto nella tua casa
Regia: Dagmawi Yimer, Marco Carsetti; montaggio: Tommaso Gaudino; anno: 2008; produzione: Asinitas anlus


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