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Il giovane cinema italiano si forma in Marocco

di Maria Coletti

Da Cinecittà a Ouarzazate...

A giudicare dalle ultime notizie riguardanti il cinema italiano, sembra che la giovanissima generazione di registi in erba soffra di mal d’Africa e ci abbia ormai preso gusto a calpestare le dune desertiche del Marocco, meta esotica preferita dei propri set cinematografici. Sì, perché dopo il successo di commedie giovanilistiche – e non solo – come Last Minute Marocco di Francesco Falaschi e Italians di Giovanni Veronesi, ora sono ben due le produzioni italiane in preparazione che saranno realizzate tra Italia e Marocco. Stiamo parlando di Claudio Giovannesi e Francesco Gasperoni – entrambi freschi diplomati del Centro Sperimentale di Cinematografia – che stanno per firmare il loro film d’esordio grazie al sodalizio tra Istituto Luce, Centro Sperimentale di Cinematografia e la Scuola di Cinema di Ouarzazate (creata in Marocco con il sostegno dell’Istituto Luce e della Regione Lazio).

Ouarzazate è una cittadina nel Sud del Marocco, tra la valle del Dadès e quella del Draa, alle porte del deserto del Sahara e non lontano da Marrakech. È qui - nei dintorni di Zagora - che Claudio Giovannesi è sul set in questi giorni, a girare il film dal titolo provvisorio di La casa sulle nuvole, interpretato da Emilio Bonucci, Adriano Giannini ed Emanuele Bosi. Trent’anni, romano, autore di documentari a sfondo sociale come Welcome Bucarest, chitarrista jazz e compositore di colonne sonore (compresa quella per La casa sulle nuvole, realizzata con Enrico Melotti) - Claudio Giovannesi non manca certo di iniziativa e già nel 2005 ha cominciato a pensare a questo progetto, come spiega nell’intervista rilasciata in questi giorni a Federica Lamberti Zainardi per il Venerdì di Repubblica: «Ho scritto questo film dopo aver girato nel 2005 il documentario Appunti per un viaggio in Marocco, reportage sulla comunità italiana a Marrakech».

Ed è proprio all’interno di questa comunità – che si divide fra gli imprenditori alla ricerca del colpo grosso e gli artisti alla ricerca di un modello di vita alternativo – che il film si ambienta, mettendo in scena il conflitto generazionale attraverso una famiglia tutta al maschile. Dario (Emilio Bonucci) è un padre che ha abbandonato i figli molto tempo fa e si è rifugiato nella comunità di artisti di Marrakech. Michele (Adriano Giannini) e Lorenzo (Emanuele Bosi) sono i suoi due figli che – quando lui vende a loro insaputa la casa romana – sono costretti a raggiungerlo.

La casa sulle nuvole rientra nel progetto avviato dall’Istituto Luce l’anno scorso – con Ma che ci faccio qui? di Francesco Amato – per dare la possibilità ogni anno ad un diplomato del Centro Sperimentale di Cinematografia di realizzare un vero e proprio film, producendone il saggio finale, che poi verrà anche distribuito dal Luce. Dopo questo secondo progetto portato avanti con Giovannesi, sarà poi la volta di Francesco Gasperoni, un altro ex allievo del CSC, con il progetto del suo film, Smile, un thriller sui generis anche questo ambientato in Marocco e realizzato con una troupe composta per la maggior parte di ragazzi marocchini diplomati alla Scuola di Cinema di Ouarzazate.

Un progetto in corso che è pieno di potenzialità e che unisce il cinema italiano e quello marocchino non solo sul piano artistico, ma anche su quello sociale, come ha dichiarato – sempre sulle pagine del Venerdì di Repubblica – il Presidente e amministratore delegato del Luce, Luciano Sovena: «A settembre la scuola si trasferisce a Casablanca, nel quartiere di Sidi Moumen, uno dei più poveri della città, perché il re Mohammed VI ha deciso di creare un centro multiculturale per il recupero dei giovani a rischio».

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