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Redbelt

di David Mamet

L’ultimo dei samurai nella società dello spettacolo

In sala dal 5 settembre, Redbelt (Cintura rossa) può sembrare, a prima vista, un titolo dal tema del tutto inaspettato e inusuale all’interno della filmografia del grande regista e drammaturgo americano David Mamet. Eppure, dopo un iniziale effetto di sorpresa e di spaesamento, si sprofonda subito nell’universo filosofico del film, in cui ritroviamo alcuni elementi chiave del regista: l’essere e l’apparire, la maschera e il volto, gli strani incroci del destino, il gioco di specchi legato ai ruoli sociali e al desiderio di successo, in cui ogni personaggio si rivela molto diverso da quel che appare in superficie.


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Siamo a Los Angeles. Mike Terry (Chiwetel Ejiofor) è un afroamericano maestro cintura nera di ju jitsu brasiliano e nella sua palestra insegna l’autodifesa e la disciplina: l’arte marziale è per lui, come tutti i veri maestri, una filosofia di vita che non serve all’attacco né a fare soldi in gare e tornei. Certo la disciplina non porta molti soldi a casa, e sua moglie, una brasiliana aspirante creatrice di moda (Alice Braga), lo vorrebbe meno puro e più furbo, per vincere la povertà invece che le sfide d’onore. Una sera, mentre Mike sta allenando il suo discepolo più bravo, un agente della polizia di Los Angeles, una donna in stato di choc (Emily Mortimer) entra nella palestra e, spaventata, fa partire per sbaglio un colpo dalla pistola del poliziotto facendo saltare la vetrina. Questo banale imprevisto farà cambiare improvvisamente rotta alla vita della coppia e finirà per mettere in pericolo l’equilibrio stesso e il codice d’onore dello ju jitsu insegnato da Mike.
Lasciando allo spettatore il piacere di scoprire i diversi colpi di scena che segnano la parabola del protagonista, anticipiamo solo che, coinvolto in un affare losco più grande di lui da due produttori televisivi e cinematografici, Mike si troverà alla fine a difendere la memoria del suo amico e il codice d’onore dello ju jitsu proprio partecipando ad un odiato torneo televisivo, l’Ultimate Fighting Championship, una sorta di gara reality show. Ma la cintura rossa non può certo andare a chiunque…

L’idea del film è venuta a Mamet frequentando la palestra di Santa Monica dove il maestro brasiliano Renato Magno è istruttore della polizia di Los Angeles. Ma, come spiega lo stesso regista, Redbelt è l’esatto contrario di un film di arti marziali classico, non è «la scusa cioè per coreografare quattro o cinque combattimenti, né un film d’azione, perché si occupa molto dei pensieri. È un fight film, un genere diverso, imparentato col film noir». Una parabola filosofica che diviene anche una forte metafora della società americana odierna, anzi di tutta la società occidentale, quella “società dello spettacolo” che ha ormai abdicato al reale per il virtuale, molto più facile da dirigere e soprattutto più redditizio.

Chiwetel Ejiofor (Talk To Me, American Gangster, Piccoli affari sporchi) è un maestro nell’interpretare con credibilità e sottigliezza il suo personaggio, a metà fra Ghost Dog e L’ultimo dei mohicani. Mike è un saggio consapevole della forza della debolezza, e dunque un perdente per i magnati della società dello spettacolo (produttori, arrivisti, truffatori, usurai e via dicendo), ma un campione per i normali cittadini, spesso umiliati e offesi (come il poliziotto onesto, accusato ingiustamente, o la donna vittima di violenza, che non riesce a superare il trauma subito). L’importante è non dimenticare mai l’insegnamento più importante dello ju jitsu: “Da ogni situazione c’è una via di fuga. Se governi le tue paure, governi il tuo avversario”.

Una grande lezione di vita e un grande insegnamento anche per l’America in lizza fra Obama e McCain: riuscirà a trovare una via di fuga ed a governare le proprie (spesso virtuali) paure?

Maria Coletti

Cast & CreditsRedbelt
Regia: David Mamet; sceneggiatura: David Mamet; fotografia: Robert Elswit; montaggio: Barbara Tulliver; scenografia: David Wasco; costumi: Debra McGuire; musiche: Stephen Endelman; interpreti: Chiwetel Ejiofor, Alice Braga, Emily Mortimer, Tim Allen, Joe Mantegna, Rodrigo Santoro, Max Martini, Jose Pablo Cantillo; origine: Usa, 2008; formato: 35 mm, 2.35:1, Dolby Srd; durata: 99’; produzione: Chrisann Verges; distribuzione: Sony; sito ufficiale: www.sonyclassics.com/redbelt

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