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San Sebastian 2008. Segnali dal Marocco

di Leonardo De Franceschi

Poca Africa al Festival di San Sebastian numero 56, in programma dal 18 al 27 settembre 2008. Da una manifestazione mediterranea come il Donostia Zinemaldia sarebbe lecito attendersi un’attenzione e una sensibilità maggiori, almeno nei confronti dei paesi del Maghreb e dell’Egitto. Tant’è, i pochi segnali originali arrivano dal Marocco, che con la Spagna ha solidi rapporti di interscambio commerciale e culturale. È dal Marocco infatti che arrivano due dei quattro film che si disputeranno i premi "Cine en movimiento", giunti alla quarta edizione, pensati per sostenere progetti ormai giunti allo stadio di postproduzione e riservati ad opere provenienti da Maghreb, Medio Oriente e Africa lusofona.

Le Temps de camarades, dell’esordiente (ma con alle spalle numerosi corti e film per la tv) Mohamed Chrif Tribak, descrive l’università marocchina dei primi anni ’90, dal punto di vista di un ragazzo e una ragazza che cercano di esprimersi e farsi strada in un ambiente già intossicato dai contrasti fra attivisti di sinistra e islamici. Ci riguarda più da vicino Tu te souviens d’Adil?, girato tra Bologna e Casablanca da Mohamed Zineddaine, con alle spalle studi al Dams di Bologna, diversi documentari e un primo lungo no budget e assai personale (Réveil, 2004): il film racconta i destini incrociati di due amici d’infanzia, Adil e Rachid, il primo dei quali, emigrato in Italia in cerca di fortuna, finisce coinvolto in loschi traffici, mentre il secondo si accontenta di tirare avanti a Casablanca col suo negozio di DVD pirata.

Vite ancora più a rischio quelle dei Chicos normales di cui parla l’opera d’esordio di Daniel Hernández (Zabaltegi-New Directors): tre ragazzi marocchini del quartiere Jamaa Mezwak, alla periferia di Tetuan, dove sono nati cinque dei terroristi responsabili degli attentati di Madrid dell’11 marzo 2004. E proprio arabo-marocchino parleranno gli unici studenti africani di scuole di cinema presenti al 7. International Film School Meeting, cui parteciperanno 77 istituti da 27 paesi.
E ancora, parla arabo e ha il fascino di Sanaa Alaoui (Il pane nudo, La Beauté éparpillée), nuovo astro del cinema marocchino, la Yasmina protagonista di Un novio para Yasmina di Irene Cardona (Made in Spain), una commedia matrimoniale che incrocia le sorti di due coppie in procinto di fare il grande passo. La stessa sezione ospiterà anche 14 kilómetros, di quel Gerardo Olivares che si era fatto notare per il bizzarro Il grande match e che qui assume toni più epici per descrivere l’odissea di alcuni migranti africani che cercano di bruciare quel breve tratto di mare che separa il Marocco dalla prima frontiera di Schengen: presentato a Taormina, il titolo era stato in estate annunciato in uscita per Lady Film/Archibald Enterprise Film.

In concorso, sotto lo sguardo vigile del presidente di turno Jonathan Demme (che ripresenta il matrimonio in bianco e nero di Rachel Getting Married in Zabaltegi-Specials), scorrerà, reduce da Toronto, il palestinese Rashid Masharawi (Ticket to Jerusalem) con Eid milad Laila (Laila’s Birthday) [nella foto], uno degli ultimi film prodotti dal compianto produttore tunisino Ahmed Attia con la sua Cinétéléfilms, fotografato da Tarek Ben Abdallah (Poupées d’argile, Riparo, La terramadre) e interpretato dal grande attore-regista Mohammed Bakri (Private).

A proposito di divi, a San Sebastian sfilerà anche il Robert Downey jr., nero per caso nel supercampione d’incassi Tropic Thunder di Ben Stiller, da noi in uscita il 24 ottobre. Dopo il successo a Cannes, in Zabaltegi-Pearls, rivedremo invece il Cantet di La classe (Entre les murs) (in arrivo il 10 ottobre), e la Camera d’Or dell’afrobritannico Steve McQueen, Hunger, sulla vita del militante repubblicano Bobby Sands.
Per gettare lo sguardo oltre l’equatore, infine, bisogna affacciarsi nella sezione Basque Cinema Day, per vedere Motema na ngai, firmato dal regista basco Juan Miguel Gutiérrez e girato in Congo.

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