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Nera – not the promised land

di Andrea Deaglio

Frammenti di una donna in viaggio verso la terra promessa…

Il clima di intolleranza sta paurosamente crescendo nel nostro disastrato paese, come testimoniano i sempre più frequenti e recenti fatti di cronaca ai danni di cittadini evidentemente considerati di serie B: immigrati, italiani di origine extracomunitaria, omosessuali, rom, musulmani, senza fissa dimora, poveri… Uno stillicidio di episodi più o meno gravi e più o meno mediatizzati, spesso ad opera non solo di singoli individui, ma anche delle istituzioni che invece dovrebbero garantire il rispetto dei diritti fondamentali di ogni persona: penso ad esempio al per fortuna solo paventato decreto antipovertà, ma anche alle infinite polemiche ogni volta che si deve autorizzare la costruzione di una moschea, fino all’ultimo colpo di scena del governo per garantire “la sicurezza” in Italia: la legge contro la prostituzione in strada. Sicurezza: forse mai una parola italiana è stata tanto abusata di questa. Sicurezza di cosa? E soprattutto da cosa? Quali altri capri espiatori ci verranno proposti, per non guardare in faccia la barbarie sociale e culturale in cui sta cadendo l’Italia?

Come ha sottilmente notato la scrittrice italo-somala Igiaba Scego, a proposito dell’omicidio di Abdul Guibre a Milano: «"Se stai male italiano" ti dice la politica, l’impresa, l’intellighenzia "è colpa dell’altro. Di quel brutto rumeno. Di quello sporco negro". E tu italiano, depresso, ci credi, perché non sai più dove sbattere la testa, perché non arrivi a fine mese o perché hai studiato tanto, ma non sei figlio di papà. Sei arrabbiato perché in questa terra di poeti, santi, navigatori hai minori opportunità (che si riducono drasticamente se sei donna). L’evasione fiscale, la camorra, il traffico selvaggio dei rifiuti, la scuola smembrata (e lasciata sola), il baronato universitario, questi e tanti altri sono i problemi. Quelli veri. Il razzismo è solo la conseguenza dell’immobilità di tutti noi italiani (bianchi, neri, gialli, a pois, cattolici, mussulmani, ebrei, atei, di destra, di sinistra, progrillo, proguzzanti). Siamo tutti gli assassini di Abdul e siamo molto malati. Guariremo?»

Francamente, non so se e come guariremo. Ma so che la guarigione si costruisce giorno dopo giorno, passo dopo passo, e forse può iniziare dal saper guardare la realtà in cui viviamo in modo diverso, al di là dei luoghi comuni. È per questo che trovare in edizione homevideo un documentario come Nera – not the promised land di Andrea Deaglio mi sembra già un piccolo grande passo. Il cortometraggio narra la storia di una ragazza nigeriana arrivata in Italia e costretta a vendersi in strada per ripagare i suoi sfruttatori. La produzione è del tutto indipendente, realizzata, in collaborazione con alcune realtà del volontariato, dalla Colombrefilm, una associazione che si occupa di produzione e distribuzione di lavori di documentazione a tema sociale, per raggiungere direttamente il pubblico divulgando storie della realtà sociale italiana (e non solo) altrimenti difficili da conoscere.

Il merito più grande di Nera – al di là del suo indubbio valore di documentazione – sta forse soprattutto nello sguardo che viene usato: raccontata da dentro, con uno sguardo intimo e non scandalistico, la storia della ragazza diviene un ritratto (e non un “semplice” reportage giornalistico), la chiave per entrare in una realtà poco conosciuta, spesso rimossa. Girato fra Torino e provincia, il documentario si muove negli spazi familiari della protagonista: il suo monolocale, il mercato, il salone di bellezza, le comunità religiose, le strade di campagna dove si aspettano i clienti. La videocamera pedina Nera mentre cucina il pesce alla nigeriana, si trucca, cammina, e intanto – inframezzate da momenti di schermo nero – ascoltiamo (versione originale con sottotitoli italiani) le sue parole, i suoi ricordi, i suoi sogni, come quello struggente in cui le sembra di essere tornata a casa, al suo villaggio in Nigeria: la madre la aspetta alla fermata dell’autobus e poi le prepara da mangiare…

Il racconto e dunque il ritratto è volutamente frammentario (controbilanciato dalla più classica intervista posta tra gli extra del dvd), ma costruisce tassello dopo tassello un’immagine nuova, un volto diverso della tanto famigerata “prostituta nigeriana” (raccontata dal cinema italiano forse solo da Matteo Garrone col suo bel film Terra di mezzo): rimane solo una donna in cammino, che ha sofferto, che ha pagato un prezzo troppo alto per la sua voglia di riscatto sociale e che ha avuto il coraggio di dire no ai suoi sfruttatori. Poi il matrimonio con un italiano e un lavoro precario in una piccola ditta: non è molto, ma forse può bastare per continuare il cammino verso la terra promessa…

[Maria Coletti]

Foto di Elena Perlino © www.elenaperlino.com

Per ottenere maggiori informazioni sulle attività dell’associazione o ricevere il DVD (contributo minimo di 20 euro, comprese spese di spedizione), visita il sito www.colombre.it oppure invia una mail all’indirizzo info@colombre.it

Cast & CreditsNera – not the promised land
Regia: Andrea Deaglio; riprese: Francesco Bordino, Niccolò Bruna; suoni e musiche: Niccolò Lindo Bosio; montaggio: www.blips.it; assistente al montaggio: Rosario Furnari; compositing: Pietro Luzzati; fotografie; Elena Perlino; traduzione versione inglese: Orietta Cavalli; origine: Italia, 2007; formato: DVD, versione originale con sottotitoli italiani; extra: intervista e trailer; durata: 22’; progetto: Associazione Antiloco; produzione: Colombrefilm; distribuzione: Colombrefilm; sito ufficiale associazione: www.colombre.it

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