title_magazine

Gradiva

di Alain Robbe-Grillet

Dopo Oltre l’Eden (1971), Ripley Home Video inaugura la sua stagione autunnale con l’uscita in homevideo dell’inedito Gradiva (id., 2006), a due anni dalla sua presentazione alla Mostra di Venezia nella sezione Orizzonti. Pur segnando la rentrée di Robbe-Grillet a undici anni da Un bruit qui rend fou (1995), quest’opera ultima, a suo modo testamentaria, dell’autore di Le gomme, è stata accolta con un certo sconcerto. Non dai numerosi estimatori del nostro, che vi hanno riconosciuto alcune presenze di riferimento (l’Arielle Dombasle di La belle captive e Un bruit) e il gusto dell’ambientazione esotica (il Marocco di Marrakech e Essaouira), oltre al bric-a-brac sado-feticistico e al consueto corredo di tableaux vivants di fanciulle sacrificali, con tanto di recupero autocelebrativo di alcuni passaggi direttamente da Oltre l’Eden e Spostamenti progressivi del piacere (1974).

John Locke (eh sì, come l’empirista di Saggio sull’intelletto umano – e uno dei più ambigui sopravvissuti della serie Lost) è un archeologo in Marocco per una ricerca sui disegni realizzati da Delacroix. Cavalli, beduini, odalische. Ma forse c’è dell’altro. Una mano sconosciuta gli recapita diapositive che riproducono un’inedita serie di disegni, con ritratti e dettagli di un’eterea bellezza bionda. Cercando rimedio a un inopinato mal di denti, Locke scopre grazie a un ambiguo mendicante una scuola per attrici e modelle con attigua pensione, nella quale è testimone di azioni di sadismo nei confronti di alcune allieve. Il padrone della scuola, un certo Anatoli, gli mostra un’altra serie erotica, nella quale Delacroix ritrarrebbe la giovane bionda già vista, una schiava europea poi punita con la morte per essersi concessa al pittore. Ossessionato dall’immagine della giovane, che gli ricorda la Gradiva del bassorilievo pompeiano dei Musei Vaticani, Locke precipita in una dimensione ai confini fra sogno, realtà, finzione, onirografia, dove viene conteso dallo spettro sinistro della Gradiva e da Belkis, una giovanissima e più che devota cameriera.

La parafrasi non rende la farraginosa complessità del congegno narrativo di Robbe-Grillet, che si impegna come d’uso a confondere le piste dello spettatore, moltiplicando artificiosamente piani di focalizzazione e punti di vista. Ma in questo thriller letterario, in cui il rinvio alla novella di Jansen, resa celebre dalla lettura di Freud, si esaurisce in un calco archeologico, e che vira assai presto verso l’indecidibile, il piacere del racconto rinvenibile in Oltre l’Eden appare raggelato e trasposto in arida ingegneria narratologica. Né più intrigante si presenta la lettura e interpretazione degli spazi reali del set, che pure si appoggia a interni e location di indubbia suggestione come la casbah di Tazert. A far corona a un titubante e imbarazzato James Wilby, inutilmente riesumato dopo i promettenti esordi con Ivory (Maurice, 1987; Casa Howard, 1992), e a una compassata e compiaciuta Arielle Dombasle, un corteo piuttosto anonimo di presenze maschili lombrosiane dal sottobosco attoriale marocchino e soprattutto di belle prigioniere, da cui emerge l’ex-diva porno Dany Verissimo, di origini malgasce, lanciata da Besson in Banlieue 13 (Pierre Morel, 2004). Aspettiamo le altre uscite homevideo per una verifica postcoloniale d’insieme: certo è che i fantasmi orientalisti resuscitati da Gradiva, più che funzionali a una salutare ronde catartica, sembrano assemblati con lo spirito di un catalogo ingiallito di nudi d’epoca.

L’edizione RHV, arricchita da un booklet comprendente alcuni estratti da Frammenti di un discorso amoroso di Barthes, un passaggio dalla recensione veneziana di Roberto Silvestri e un lungo saggio curato da Stefano Gallerani, è realizzata con la consueta cura. Il DVD ha tra gli extra una gallery di fotografie e un nuovo, stavolta opinabile, estratto dalla videointervista del 2001 con Benoit Peeters (in parte contenuta già nel DVD di Oltre l’Eden), in cui Robbe-Grillet demolisce amabilmente la Nouvelle Vague, i Cahiers du Cinéma e il magistero di André Bazin, trasposto nella consueta, e superficiale, vulgata essenzialista.

Leonardo De Franceschi

Cast & Credits

Gradiva (id.)
Regia e sceneggiatura: Alain Robbe-Grillet; fotografia: Dominique Colin; scenografia: Daniel Bevan; costumi: Claire Gerard-Hirne; musiche: Jean Minondo, Philippe Baudhuin; montaggio: France Duez; interpreti: James Wilby, Arielle Dombasle, Dany Verissimo, Farid Chopel, Marie Espinosa, Lofti Yahya Jedidi, Farida Khelfa, Mahdi Mehdi Ouazzani, Zineb Nijih, Faydal Attagui, Mouloud Ben Abou; origine: Francia/Belgio, 2006; formato: 35 mm; durata: 118’; produzione: Pascal Judelewicz per Les Films du Lendemain, Z. Company, ARTE France Cinéma, con la partecipazione del Centre Nationale de la Cinématographie; distribuzione homevideo: Ripley’s Home Video; data di uscita: 9/9/2008.

DVD nella confezione: 1; supporto: DVD9 – singola faccia doppio strato; regione: 2; formato video: 16/9, 1.85:1; formato audio: Dolby Digital; tracce audio: italiano (5.1 e stereo Dolby), originale francese (stereo Dolby); lingue sottotitoli: italiano; contenuti extra: Trailer originale, gallery fotografica, intervista ad Alain Robbe-Grillet. Edizione con booklet.


Versione stampabile: Enregistrer au format PDF
fine_sezione
title_news
venerdì 31 maggio 2019

Riapre la Biblioteca IsIAO

Grazie alla collaborazione tra la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma e l’Associazione (...)

martedì 9 aprile 2019

Minervini in sala a maggio

CHE FARE QUANDO IL MONDO È IN FIAMME? (What You Gonna Do When the World’s on Fire?) il film (...)

lunedì 1 aprile 2019

Il Rwanda alla Casa delle Donne

RWANDA, IL PAESE DELLE DONNE è il documentario di Sabrina Varani che sarà proiettato lunedì 8 (...)

venerdì 29 marzo 2019

FESCAAAL 2019: Tezeta Abraham madrina

Il prossimo sabato 30 marzo alle ore 10.00 presso l’Auditorium San Fedele di Milano si terrà la (...)

SOSTIENI CINEMAFRICA
title_newsletter
title_add_website


Inserisci il codice numerico
captcha