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Il terzo Festival Internazionale del Film di Roma

di Maria Coletti

Assaggi dall’Africa e dalle sue diaspore

Presentato il programma ufficiale della 3. edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, possiamo tentare una prima geografia della programmazione: al di là del cambiamento del nome (da Festa a Festival) e dell’italianizzazione delle sezioni (L’Altro Cinema, Occhio sul mondo, Anteprime, etc.), proviamo a dare un’occhiata nella presenza internazionale riservata alla selezione, segnalando i titoli di interesse panafricano.

Confermati due titoli di grande interesse nella sezione L’Altro Cinema e in Cinema 2008. Parliamo, nel primo caso, del documentario musicale in anteprima mondiale Bob Marley: Exodus 77 di Anthony Wall, un film che ripercorre la vita del maestro del reggae, una leggenda musicale mondiale, ma anche un punto di riferimento per i movimenti di riscoperta delle culture delle diaspore africane e di ritorno all’Africa. Nella sezione Cinema 2008 troviamo invece il film collettivo 8 (Huit/Eight), anch’esso in anteprima mondiale, un film che è anche un grande progetto di sensibilizzazione sulla sfida (sottoscritta da 191 paesi) che le Nazioni Unite hanno lanciato perché si dimezzi la povertà nel mondo entro il 2015.
Il film è diviso in otto segmenti, firmati da Jane Campion, Gael García Bernal, Jan Kounen, Mira Nair, Gaspar Noé, Abderrahmane Sissako, Gus Van Sant e Wim Wenders. Diversi gli stili e le tempistiche dei differenti episodi, accomunati però dagli obiettivi del millennio. Due dei cortometraggi, in particolare, hanno al centro l’Africa: il mauritano Sissako ha girato nel dicembre 2007 in una bidonville di Addis Abeba, in Etiopia, Le Rêve de Tiya, che è concepito per illustrare l`obiettivo numero 1: “Sradicare la povertà estrema e la fame”. SIDA, diretto dal francese Gaspar Noé, è invece stato girato nel luglio 2005 in Burkina Faso ed illustra l`obiettivo numero 6: “Combattere l’HIV/AIDS, la malaria ed altre malattie”. Il sito ufficiale del film (www.ldmproductions.fr/8), in inglese e francese, contiene informazioni generali sul progetto, sui registi e sui singoli episodi.

Tra i venti film i concorso, troviamo anche il francese Parlez-moi de la pluie di Agnès Jaoui: ancora una volta la regista, sempre più amata in Francia, torna a scrivere, interpretare e dirigere un film, continuando il sodalizio professionale con il marito Jean-Pierre Bacri e, accanto alla coppia, troviamo il celebre attore francese di origine marocchina Jamel Debbouze, consacrato internazionalmente a Cannes grazie al film Indigènes. Nel film, la Jaoui interpreta Agathe, una femminista impegnata in politica che torna nella casa della madre nel sud della Francia, per sistemare con la sorella gli affari di famiglia, ad un anno dalla morte della madre. Il figlio della vecchia governante algerina della madre, Karim (Debbouze), decide di dedicare ad Agathe una puntata di un reportage sulle donne di successo. La donna accetta e l’intervista ha inizio, ma niente andrà come previsto, mentre il cielo di agosto si riempie di nuvole. Il titolo del film è ispirato alla canzone L’Orage del celebre chansonnier Georges Brassens: "Parlami della pioggia e non del bel tempo/Il bel tempo mi disgusta e mi fa digrignare i denti".

Tracce panafricane anche nella Selezione Ufficiale, dove troviamo due grandi interpreti: la franco-camerunese Félicité Wouassi (Le Cri du coeur di Idrissa Ouédraogo, La Haine di Mathieu Kassovitz, Bàttu di Ousmane Sembene) e l’afro-inglese Thandie Newton (L’assedio di Bernardo Bertolucci, Beloved di Jonathan Demme, La ricerca della felicità di Gabriele Muccino). La Wouassi, che è anche tra gli interpreti di un altro film francese, Cliente di Josiane Balasko, anch’esso nella Selezione Ufficiale, è la protagonista del film Aide toi et le ciel t’aidera (Aiutati che Dio ti aiuta) del francese François Dupeyron: nella comunità africana di Parigi, nell’estate più calda del secolo, il matrimonio della giovane Christie Moussa è una grande festa collettiva, ma per la vitalissima madre della ragazza, Sonia, quella giornata sarà un autentico incubo...
Thandie Newton interpreta invece il film RockNrolla di Guy Ritchie, marito di Madonna: un film d’azione ispirato ai gangster movies, con una gang sopra le righe, una sceneggiatura esplosiva ed una strepitosa colonna sonora, che comprende grandi classici e nuove leve del rock, dai Clash agli Hives, passando per i Sonics e Lou Reed.

All’interno della Fabbrica dei Progetti (New Cinema Network), spazio anche questo diventato più autarchico, vengono segnalati per ora i progetti di tre registi italiani, tra cui dovremo tener d’occhio sicuramente Ruggero Gabbai ed il suo progetto di film, Arabi danzanti. Regista ed autore di documentari televisivi, Gabbai si è ispirato per il soggetto del film al romanzo Arabi danzanti dello scrittore arabo israeliano Sayed Kashua: il film narra le vicende della vita di un arabo palestinese di nazionalità israeliana (Sayed), tramite le cui vicende entriamo nel complesso mondo della vita degli arabi israeliani, un mondo diviso tra una società moderna ed occidentale e una identità politica lacerata, perché né palestinesi dei territori, né cittadini israeliani a tutti gli effetti. Dunque un progetto volto ad indagare nelle pieghe di un’identità multipla, tema assolutamente centrale nei processi sociali e politici di un mondo in continuo mutamento.

Infine, come nota di colore, ricordiamo la festa di apertura della 3. edizione del Festival di Roma, che si terrà a Piazza Navona: una grande festa brasiliana, dal titolo Be Brazilian, uno spettacolo ispirato alle tradizioni carnevalesche degli afro-blocos del nord-est del Brasile, con la regia del geniale artista Arto Lindsay e con la presenza di Gal Costa e di due bande marcianti, gli Ilê Aiyê e gli Spok Frevo Orchestra.

Nella foto, Le Rêve de Tiya di Abderrahmane Sissako
© LDM Productions

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