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Haiti Chérie

di Claudio Del Punta

Haiti nel cuore

Le oscure e misteriose vie della distribuzione cinematografica in Italia fanno parte di un labirinto nel quale è facile perdersi. Il senso di spaesamento e impotenza che molte produzioni, italiane e non, provano nell’affrontare il percorso naturale che dovrebbe far approdare un film in una sala cinematografica, è alla base della faticosa uscita di Haiti Chérie (id., 2007) di Claudio Del Punta. Dopo aver ottenuto il Premio Giuria dei Giovani al 60° Festival del Film di Locarno, Haiti Chérie ha registrato molte presenze nei festival cinematografici internazionali e solo dopo più di un anno è approdato nelle sale italiane: per ora a Torino, ma ci aguriamo raggiunga presto anche altre città.

Claudio Del Punta, noto soprattutto per le sue due commedie Trafitti da un raggio di sole (1995) e Femminile singolare (2000), dal 2003 ha iniziato la sua scoperta dei Caraibi realizzando diversi documentari su Haiti, Cuba e la Repubblica Domenicana. Con Haiti Chérie, Del Punta racconta la miseria e le realtà volutamente dimenticate dell’isola di Haiti attraverso il linguaggio della finzione.
La storia è quella di una giovane coppia di haitiani che vive in uno dei batey della Repubblica Domenicana, enormi recinti nei quali i lavoratori delle piantagioni di canna da zucchero vivono isolati dal resto del mondo, in uno stato molto vicino a quello della schiavitù. Magdaleine e Jean-Baptiste insieme al giovane Pierre, come molti altri haitiani, sono fuggiti dal loro paese per cercare lavoro e sono finiti nell’inferno dei batey. Resistono a tutto, fino a quando la morte per denutrizione del loro figlio piccolo non sconvolge Magdaleine, che inizia a rifiutare il batey e a desiderare nonostante tutto il ritorno ad Haiti. Una rissa scatenata dal tentativo di stupro ai danni di Magdaleine da parte di uno dei guardiani della piantagione è il motivo scatenante della fuga dei tre giovani, che riescono ad uscire dal batey grazie all’aiuto di Ernesto, medico volontario che li porta con sé in un lungo viaggio verso il confine tra Repubblica Domenicana e Haiti.

Haiti Chérie è dunque diviso in due parti: la prima dedicata all’orrore della vita disumana dei batey, mentre la seconda è un road movie attraverso l’isola verso un confine segnato da violenze e soprusi da parte dell’esercito. Camera a mano, attori non professionisti, luce naturale, sono elementi che segnano il voluto e ricercato stile neorealista del regista, che mette la storia al servizio della realtà. L’impressione che si ha vendendo Haiti Chérie è sicuramente quella di trovarsi di fronte a un mondo sconosciuto che lascia sgomenti. La Repubblica Domenicana non è segnata tra gli stati canaglia, ma si trova su tutti i depliant turistici: troppo forte il giro d’affari legato al turismo per svelare e denunciare gli schiavi dei batey.

In questo senso, Del Punta colpisce nel segno, lasciando soffrire lo spettatore durante tutto il film insieme ai suoi protagonisti. Peccato però che questo elemento di forza non sia sostenuto in modo altrettanto incisivo da una sceneggiatura didascalica, a volte priva di una complessità che avrebbe reso alcuni personaggi meno da manuale, come il medico Ernesto, unico bianco che combatte contro le ingiustizie che si consumano nei batey.
Quello di Del Punta è comunque uno sguardo appassionato che si fa sentire e che coinvolge in particolare in alcune scene del film, come quella della sosta nella stazione di servizio nella quale si percepisce il disagio profondo e lo spaesamento di Magdaleine e Jean-Baptiste tra patatine, dolci e bibite di ogni genere, mai viste prima.

Del Punta ha scelto un percorso difficile, ma ogni sua scelta è onesta e coerente, come quella di non doppiare il film per non perdere di vista la realtà, ma sottolinearla insieme allo scontro tra gli abitanti di una stessa isola che è divisa da un confine e anche da due lingue: lo spagnolo e il kryol (creolo haitiano). Haiti Chérie è un film scomodo che coinvolge e commuove: l’espressione persa, spaventata, intensa della giovanissima Magdaleine, nella realtà sedicenne che studia per cercare di migliorare la sua vita, non lascia mai in pace la coscienza di chi guarda, di chi scopre.

Alice Casalini

Cast & CreditsHaiti Chérie
Regia: Claudio Del Punta; sceneggiatura: Mario Cabrera Lima, Romina Ganduglia, Claudio Del Punta; fotografia: Claudio Del Punta; suono: Emmanuel Cassano; musica: Toto Bissainthe; montaggio: Silvia Natale, Claudio Del Punta; costumi: Brenny Abreu; interpreti: Yeraini Cuevas, Valentin Valdez, Jean Marie Guerin, Juan Carlos Campos; origine: Italia/Repubblica Domenicana/Haiti, 2007; formato: 35 mm, 1.85, digitale; durata: 99’; produzione: Arethusa Film, Esperia Film; distribuzione: Esperia Film; sito ufficiale: www.esperiafilm.it/haiti_cherie.html

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