title_magazine

The Hurt Locker

di Kathryn Bigelow

La guerra? Una droga pericolosa...

La presenza delle forze armate in Iraq è uno dei temi che accendono il dibattito negli ultimi scontri della campagna elettorale per le presidenziali negli Stati Uniti. A ridosso delle elezioni esce l’ultimo film di Kathryn Bigelow, The Hurt Locker (id., 2008), presentato in concorso all’ultima Mostra di Venezia, dove ha ottenuto il premio SIGNIS e il premio La Navicella-Venezia Cinema. A sei anni da K-19, la regista americana torna alla regia con un altro film di guerra che la porta ad affrontare un terreno molto più spinoso della storica guerra fredda: il conflitto in Iraq sembra arrivato a un punto di non ritorno, si è trasformato in notizie che spesso si dimenticano, un evento mediatico al quale ci si abitua con un effetto di assuefazione pericoloso.

In contrasto con quanto arriva dai media, la Bigelow ha scelto di gettare lo spettatore in medias res per poi scoprire che dovrà seguire gli ultimi interminabili 38 giorni di lavoro dell’unità speciale Bravo Company che ha come compito quello di disinnescare ordigni esplosivi. In seguito alla morte del Sergente Matt Thompson, arriva in sua sostituzione il Sergente William James, un uomo dai metodi e dai modi eccentrici che lascia perplessi il Sergente JT Sanborn e lo specialista Owen Eldridge, suoi compagni di squadra. In una città che guarda con sospetto le truppe che si aggirano nelle via sterrate e nelle limitrofe zone desertiche, si svolge la pericolosa attività dei tre soldati che affrontano ognuno in modo diverso la continua scommessa con la vita. Il personaggio del Sergente James interpretato da Jeremy Renner è l’immagine dell’uomo che dalla guerra rimane ossessionato, da quella assurda adrenalina che lo porta lontano da tutti e che diventa una vera e propria droga: "guarda che mi sono già fatto un po’ d’Afghanistan..." è la frase che rappresenta l’approccio di James al conflitto. Il giovane Owen, interpretato da Brian Geraghty, incarna il soldato spaventato, l’anello debole del trio, incerto, torturato dall’assurdo pensiero che potrebbe morire ad ogni momento. L’afroamericano Senborn, interpretato da Antony Mackie - protagonista di She Hate Me (id., 2004) di Spike Lee - è invece il personaggio saggio, rispettoso delle regole, che tiene nascosto, dietro questa rigidità apparente, il terrore per un futuro che non riesce ad immaginare.
The Hurt Locker dipinge l’umanità varia di un esercito che raccoglie giovani per denaro, come dimostra il personaggio del mercenario interpretato da Ralph Fiennes, oppure per necessità, per patriottismo, per dovere: storie di uomini il cui ricordo, una volta morti, si riduce a un pugno di oggetti e medaglie che vanno in grandi contenitori di metallo. In queste scatole del dolore (“the hurt locker”, appunto) è racchiuso il significato del film: il calore delle vite umane in relazione al freddo protocollo militare che sostituisce una cassetta con un’altra.

The Hurt Locker è girato con uno stile tra reportage e documentario, grazie al quale la Bigelow s’inserisce con visionarietà e ritmo incalzante in una Bagdad lunare con gli artificieri simili ad astronauti nelle loro tute. Tra caldo, paura, orrore, sangue, sospetto si consuma l’odio dell’uomo contro l’uomo, in un crescendo interrotto di violenze che portano solo ad altro rancore, ad altro sospetto, ad altre violenze. La guerra della Bigelow è quella raccontata dal premio Pulitzer Mark Boal, sceneggiatore del film, e proprio nella descrizione della guerra il film ha i suoi momenti più forti: è la prima parte, quella meno romanzata, la più interessante perché diretta ed esplicita. The Hurt Locker è un adrenalinico film bellico che grida un deciso no alla guerra e al meccanismo folle e perverso che scatena.

Alice Casalini

Cast & CreditsThe Hurt Locker
Regia: Kathryn Bigelow; sceneggiatura: Mark Boal; fotografia: Barry Ackroyd; musiche: Marco Beltrami; montaggio: Chris Innis, Bob Murawski; scenografia: Karl Júlíusson; costumi: George L. Little; interpreti: Jeremy Renner, Anthony Mackie, Guy Pearce, Ralph Fiennes, Brian Geraghty, David Morse, Christian Camargo, Evangeline Lilly; origine: Usa, 2008; formato: super 16 stampato 35 mm, 1.85; durata: 131’; produzione: First Light Production, Kingsgate Films; distribuzione: Warner Bros Pictures/Videa CDE; sito italiano: www.videa-cde.it/thehurtlocker/

Versione stampabile: Enregistrer au format PDF
fine_sezione
title_news
mercoledì 18 aprile 2018

Cannes 71: DuVernay e Nin in giuria

Annunciata anche la Giuria ufficiale del prossimo Festival di Cannes (8-19 maggio), presieduta (...)

martedì 17 aprile 2018

Cannes 71: Mohamed Ben Attia alla Quinzaine

Il film tunisino Weldi (Mon cher enfant) di Mohamed Ben Attia sarà presentato in prima mondiale (...)

venerdì 13 aprile 2018

Cannes 71: per i 100 anni di Nelson Mandela

Nelson Mandela avrebbe compiuto 100 anni nel 2018. Tra le anticipazioni del programma del (...)

venerdì 13 aprile 2018

Cannes 71: Meryem Benm’Barek al Certain (...)

Un’altra giovane regista africana selezionata al Festival di Cannes nella sezione Un Certain (...)

SOSTIENI CINEMAFRICA
title_newsletter
title_add_website


Inserisci il codice numerico
captcha