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Cous cous

di Abdellatif Kechiche

Dal 10 settembre è disponibile in doppia edizione homevideo uno dei titoli guida del listino Lucky Red dell’anno, Cous cous (La graine et le mulet, 2007) di Abdellatif Kechiche. L’edizione italiana riprende i contenuti speciali di quella francese di Pathé, vale a dire due interviste realizzate ad hoc, alla protagonista-rivelazione Hafsia Herzi, ai musicisti-interpreti del film, nonché la sequenza della danza del ventre in versione integrale (43’). La versione speciale presenta in aggiunta un booklet comprendente un’intervista al regista e una serie di dati tecnici e materiali sul film.

Danza, amore e cous cous. Ecco gli ingredienti della fantastica ricetta cinematografica che ha dato il successo, proprio di recente, al regista tunisino Abdellatif Kechiche, già regista di Tutta colpa di Voltaire (La faute à Voltaire, 2000) e La schivata (L’esquive, 2003). Cous cous proprio l’anno scorso ha indossato sul podio della 64. Mostra del Cinema di Venezia le luccicanti medaglie del Premio Speciale della Giuria, del Premio Fipresci, ma soprattutto ha posto sotto l’occhio di bue la giovane attrice Hafsia Herzi, la quale si è meritatamente aggiudicata il Premio Marcello Mastroianni per l’Attrice Emergente e si è accaparrata uno dei quattro César vinti dal film (Miglior Regia, Miglior Film, Migliore Sceneggiatura Originale), ossia quello per Migliore Attrice Rivelazione del 2008.

Impossibile parlare di Hafsia Herzi senza pensare alla sequenza finale del film di Kechiche, in cui l’attrice ventenne si esibisce in una danza del ventre accompagnata dalle melodie suonate dagli amici storici di Slimane (Habib Boufares): «Quando ho fatto il provino per Cous Cous ho avuto la pessima idea di dire che facevo danza orientale, cosa del tutto falsa! Quando mi hanno chiesto di danzare, mi sono calata nella menzogna e ho fatto di tutto». Questo è ciò che sostiene la Herzi, ma appare evidente che la sua esibizione conduce lo spettatore a una visione della donna magrebina diversa da quella che, spesso, viene presentata in altri film. Qui, infatti, ciò che emerge è una grande sensualità: Rym (il personaggio interpretato dalla Herzi) esercita una sorta di potere sugli uomini, manifesta il suo essere donna e non c’è più il canonico sorriso di facciata della danza del ventre esotica mostrata solitamente nei film; qui la danza si presenta come espressione del ventre, del seno, del plesso solare, del corpo a 360°.

Dopo il gran successo riscosso con Cous Cous, la giovane attrice franco-tunisina è stata immediatamente richiesta, al fianco di Jean-Paul Belmondo, nel cast del film diretto dall’attore Francis Huster (La cena dei cretini, 1998), Un homme et son chien, remake del desichiano Umberto D. (1952), prossimamente in uscita e, inoltre, scritturata per il nuovo film di Alain Guiraudie (Ce vieux rêve qui bouge, 2001), Le roi de l’évasion. All’interno del cast di Cous Cous, Hafsia è stata l’unica aspirante attrice, infatti quasi tutti gli altri interpreti non sono professionisti. Esempio lampante, oltre allo stesso protagonista interpretato da Boufares e Bouraouïa Marzouk (Souad), è rappresentato dai musicisti. Abdelhamid Aktouche (Hamid), che racconta di aver sempre fatto il tintore e adesso che è in pensione, si ritiene un ex-tintore con la passione per il liuto: «Non sono per niente del mestiere, io!».

Come lui, anche gli altri: tutti provenienti da una vita normale e semplice, fatta di famiglia, di sacrifici e di passioni, come quelle di Ezzedine Bouzid (Aziz) che suona il violino da sempre, o di Salah Eldin Mohamed (Salah), suonatore di qânùn (cetra), il quale spiega che la scala musicale orientale è diversa da quella occidentale perché è formata da quarti di suono, o ancora di Idwar Iskandar (Idwar), flautista. Insomma, attori permeati da un alone di neorealismo, da cui emerge quella che è un po’ la storia degli immigrati attuali, fatta di sudore, lo stesso provocato dai sinuosi movimenti orientali di Rym, che si scontrano e incontrano con quello di Slimane, quando corre affannato, fino ad accasciarsi, nello splendido montaggio alternato che pone fine al film.

Renata Orlando

Leggi la recensione del film
Leggi l’intervista al regista

Cast & Credits


Cous cous (La Graine et le mulet)
Regia: Abdellatif Kechiche; sceneggiatura: Abdellatif Kechiche; adattamento dialoghi: Abdellatif Kechiche, Ghalia Lacroix; fotografia: Lubomir Bakchev; montaggio: Ghalia Lacroix, Camille Toubkis; sonoro: Nicholas Waschkowski, Olivier Laurent, Eic Legarçon, Eric Armbruster; scenografia: Benoît Barouh; costumi: Maria Beloso Hall; interpreti: Habib Boufares, Hafsia Herzi, Farida Benkhetache, Abdelhamid Aktouche, Bouraouïa Marzouk, Alice Houri, Cyril Favre, Leila D’Issernio, Abdelkader Djellouli, Bruno Lochet, Olivier Lousteau, Sami Zitouni, Sabrina Ouazani, Mohamed Benabdeslem, Hatika Karaoui, Henri Rodriguez, Nadia Taouil; origine: Francia, 2007; formato: 35 mm; durata: 151’; produzione: Claude Berri per Hirsch/Pathé Renn Production; sito ufficiale: www.lagraineetlemulet-lefilm.com; sito italiano: www.luckyred.it/couscous; distribuzione homevideo: Lucky Red; scheda del disco: www.luckyred.it

Edizione speciale
DVD nella confezione: 1; supporto: DVD9 – singola faccia doppio strato; regione: 2; formato video: 16/9, 1.85:1; tracce audio: italiano e originale francese (Dolby Digital 5.1); lingue sottotitoli: italiano; contenuti extra: Intervista a Hafsia Herzi (15’); Intervista ai musicisti (15’); "Sueur" - Scena integrale di danza del ventre (43’). LIBRO: Danza, amore e cous cous: la ricetta di Kechiche.


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