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Festival di Roma: All Human Rights For All

di Maria Coletti

Tutti i diritti per tutti

Una Sala Sinopoli stracolma di spettatori di ogni età ha accolto molto calorosamente all’Auditorium, domenica scorsa, una proiezione senz’altro particolare nell’ambito della terza edizione del Festival Internazionale del Film di Roma. Stiamo parlando di All Human Rights For All – Sguardi del cinema italiano sui diritti umani, un progetto curato dall’Associazione Rinascimento in occasione del 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani: un progetto in fieri, che porterà alla realizzazione di un film collettivo no-profit ideato e coordinato da Roberto Torelli, prodotto da Gianfranco Piccioli di Settimaluna in collaborazione con Rai Cinema e realizzato da 30 registi e oltre 800 professionisti del cinema italiano, che hanno lavorato e lavoreranno a titolo gratuito per realizzare 30 cortometraggi ispirati ai 30 articoli della Dichiarazione Universale.

Il 10 dicembre 1948 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvava e proclamava la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, il primo atto internazionale con un elenco organico di diritti inerenti «a tutti i membri della famiglia umana»: è per questo che il 10 dicembre è la data proclamata dall’Onu come “Giornata mondiale dei diritti umani” e il prossimo 10 dicembre 2008 sarà il momento culminante della campagna di sensibilizzazione ai diritti umani Human Rights Day 2008, a cui ha aderito anche l’Associazione Rinascimento sotto l’egida dell’Onu. Del resto, come ha ricordato Roberto Torelli al pubblico della Sinopoli, l’Associazione Rinascimento non si cimenta per la prima volta con l’idea di una campagna comunicativa e audiovisiva sui diritti umani: la prima campagna di sensibilizzazione in Italia, sostenuta da Monsignor Luigi Di Liegro, si è svolta con grande successo nel 1997 in occasione del cinquantenario della Dichiarazione Universale, ed ha portato alla realizzazione del film collettivo Intolerance, trasmesso da Rai Tre il 10 dicembre 1997.

Al Festival di Roma sono stati presentati i primi 12 cortometraggi già realizzati di All Human Rights For All, mentre il film completo sarà proiettato il 1° dicembre al Teatro Argentina, in occasione del Premio Luigi Di Liegro. Sempre a partire da lunedì 1 dicembre, Rai Tre trasmetterà i 30 cortometraggi nei principali programmi della rete, in tutte le fasce orarie, per due settimane consecutive, invitando in studio registi e attori, un coinvolgimento di tutto il palinsesto che, come ha sottolineato Torelli, moltiplicherà per trenta la visibilità del film e della campagna. Naturalmente anche Rai Italia, Rai Sat, Rai Educational e Rai News promuoveranno la campagna e trasmetteranno con diverse modalità il film, che sarà distribuito dall’Arci-Ucca nei circoli cinematografici di tutte le città e provincie italiane.

Ma veniamo ai primi 12 cortometraggi che abbiamo avuto modo di apprezzare in sala e che già danno l’idea dello spirito dell’iniziativa, riassunto splendidamente da Torelli nelle note pubblicate nella cartella stampa. Ispirandosi al discorso che Pier Paolo Pasolini avrebbe dovuto pronunciare nel novembre 1975 al Congresso del Partito Radicale, e che poi fu letto da Vincenzo Cerami ad una platea sconvolta, a due giorni dalla sua morte, Torelli ricorda le parole con cui Pasolini incitava alla lotta per i diritti: «Dimenticare subito i grandi successi: e continuare imperterriti, ostinati, eternamente contrari, a pretendere, a volere, a identificarsi col diverso; a scandalizzare; a bestemmiare».

I registi italiani coinvolti nel film collettivo All Human Rights For All sembrano aver raccolto questa sfida, affrontando di petto la realtà del nostro Paese per chiedersi e chiederci – come scrive Torelli - «se essa non ci proponga ogni giorno discriminazioni per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere; se non vi siano in essa persone tenute in stato di schiavitù o di servitù; se in essa sia riconosciuto o meno il reato di tortura». Domande in qualche modo retoriche e anche per questo ancora più forti, in questo periodo particolarmente buio della società italiana, e Pasquale Scimeca ci riporta subito con i piedi per terra in Sala Sinopoli ricordandoci l’attacco del decreto Gelmini al diritto all’istruzione in Italia, con i suoi tanti corollari, come le classi separate per immigrati o il taglio delle classi e delle scuole nei piccoli paesi…

Ciascuno a suo modo, con uno stile differente, anche i cortometraggi presentati hanno i piedi ben piantati a terra, comparando la realtà e l’immaginario della nostra Italia con i principi e gli articoli della Dichiarazione Universale: Giorgio Treves con l’art. 3 (sul diritto alla vita), Claudio Camarca con l’art. 4 (sulla schiavitù), Emanuele Scaringi con l’art. 5 (sulla tortura), Tekla Taidelli con l’art. 7 (sulla legge uguale per tutti), Fiorella Infascelli con l’art. 11 (sull’arresto arbitrario), Ivano De Matteo con l’art. 10 (sull’equità dei processi), Mohsen Melliti con l’art. 14 (sul diritto di asilo), Antonello Grimaldi con l’art. 21 (sul diritto di voto), Vittorio De Seta con l’art. 23 (sul diritto al lavoro), Saverio Di Biagio con l’art. 24 (sul diritto al riposo e al tempo libero), Pasquale Scimeca con l’art. 26 (sul diritto all’istruzione).

Alcuni dei corti ci stanno particolarmente a cuore, per la loro tematica interculturale e per la capacità di guardare all’Africa ed alle sue diaspore: Scimeca dona la parola e lo sguardo ai ragazzi delle bidonvilles sudafricane per capire cosa significa non poter accedere all’istruzione; De Seta sceglie un paesino arroccato dell’Aspromonte, Pentedattilo, e ci mostra come l’emigrazione interna e l’immigrazione dall’Africa siano due facce di uno stesso fenomeno; il tunisino e italiano di adozione Mohsen Melliti scava nelle contraddizioni burocratiche inumane delle richieste d’asilo; De Matteo ci fa riflettere su cosa possa significare per un immigrato essere processato per un piccolo furto in un supermercato. Modi diversi di far venire fuori il volto umano dietro la maschera dell’intolleranza, i diritti inalienabili dell’uomo al di là di ogni differenza…

Per rispetto al lavoro di tutti i registi e gli attori coinvolti nel progetto, ci riserviamo di recensire i cortometraggi solo una volta che il film sarà completato: aspettiamo dunque gli altri 18 cortometraggi in lavorazione e ci diamo appuntamento al 1° dicembre, per un’altra giornata a sostegno di “tutti i diritti per tutti”.

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