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Festival di Roma: I cartoonist italiani, tra Africa e Mediterraneo

di Renata Orlando

Alice nel paese delle meraviglie? No, se Lewis Caroll fosse ancora in vita, Alice la porterebbe in città. Ed è infatti “Alice nella città” una delle sezioni del Festival Internazionale del film di Roma che, negli ultimi anni, è riuscita a scuotere le menti di grandi e piccoli, coinvolgendo scuole, studenti di cinema, professionisti o semplici curiosi. All’interno di questa sezione quest’anno, il direttore artistico Gianluca Giannelli, oltre a un vasto programma di incontri, omaggi ed eventi, ha pensato di inserire un Omaggio all’Animazione Italiana, grazie alla collaborazione della Fondazione Cineteca Italiana di Milano. Sono stati presentati, per la prima volta al pubblico, la versione restaurata delle opere di Giulio Gianini ed Emanuele Luzzati, I sogni del Signor Rossi di Bruno Bozzetto, cinque corti di Leo Lionni e una selezione di pubblicità e non solo di Toni e Nino Pagot, che hanno aperto le proiezioni di vari film in concorso nella Selezione Ufficiale e in Alice nella città.

Nel 1960, Luzzati esordisce con I paladini di Francia, in collaborazione con Giulio Gianini, con il quale diventerà grande compagno di viaggio, nel mondo dell’animazione italiana di quegli anni. Colori forti, caldi, vivaci e contrastanti tra loro, come è ben visibile in Ali Baba, dove la rotondità delle farfalle e del visino di Ali Baba («che passa il tempo a far di tutto e a niente far», come racconta il narratore) si scontrano con gli spigoli della sagoma di Mustafà, a delinearne la differenza e la caratterizzazione negativa di quest’ultimo. Da ricordare l’omaggio che i disegnatori fanno a Gioacchino Rossini, il cui dramma giocoso in due atti L’italiana in Algeri, grazie ai disegni di Gianini e Luzzati, diventa L’italiana di Algeri, un colorato e colto cortometraggio d’animazione di 10’, in cui immagini e musica (curata dal consulente musicale Gianfranco Maselli), trovano sempre accordo e in cui variopinte porte a vetri colorati si aprono, invitando gli spettatori ad entrare nel racconto.
Un altro importante omaggio a Giulio Gianini e ad Emanuele Luzzati è stato fatto nella capitale lo scorso novembre 2007, durante la dodicesima edizione di uno dei più noti eventi dedicati a tutte le espressioni dell’animazione, I castelli animati, in collaborazione con l’istituto italiano di cultura di Tel Aviv, nell’ambito della settima edizione dell’Anicom Festival di Tel Aviv.

E chi è che non ricorda Calimero? Il pulcino nero del Carosello, caro ai piccoli degli anni ’60 e di oggi, lo dobbiamo ad Antonio Pagotto, meglio noto come Toni Pagot che, insieme, al fratello Nino, è uno dei pionieri dell’animazione italiana. Nei quattro minuti di Africa addio, Pagot riprende un famoso pseudo-documentario sulla situazione che stavano vivendo alcune aree dell’Africa durante gli anni ’60, durante il processo di decolonizzazione. Questo lo fa utilizzando colori caldi, sfocando le masse di neri in prigione, zoomando i timbri su cui era incisa la scritta “Legion of Decency”, facendo arrivare allo spettatore le urla di dolore di zebre, mammut e di africani fucilati e, al quarto minuto, trasformando il continente africano in un enorme cuore che batte. L’ultima storia di Toni Pagot, morto a 80 anni nel 2001, è stata Karol Wojtila, una biografia a fumetti di Giovanni Paolo II, arrivata perfino negli Stati Uniti.

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