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MedFilm Festival 2008

di Maria Coletti

Cinema del Mediterraneo a Roma (6-16 novembre)

Si è aperta ieri la 14. edizione del MedFilm Festival, che continua come ogni anno a promuovere il dialogo interculturale tra le due sponde del Mediterraneo attraverso le cinematografie del Nord e del Sud, per affrontare insieme temi fondamentali come l’immigrazione, l’integrazione, i mutamenti di una nuova Europa, la lotta al razzismo e alla xenofobia, la difesa dei diritti dell’uomo. Temi forti, ancora più significativi perché affrontati nell’Anno Europeo del Dialogo Interculturale.
Il festival, che ha luogo sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica Italiana, si svolge su 4 sale (Cinema Embassy, Palazzo delle Esposizioni, Villa Medici e Teatro dei Dioscuri), presenta 177 titoli tra lungometraggi, cortometraggi e documentari e si divide in 5 sezioni principali competitive.

Il concorso ufficiale Premio Amore e Psiche è riservato al Mediterraneo, che si estende quest’anno fino al cuore del Medio Oriente, con la presenza dell’Iran. I film selezionati in questa sezione ci restituiscono un punto d’osservazione privilegiato sul tempo che viviamo, espressione di un cinema che sa affrontare le istanze più vitali del presente, ma anche conflittualità, possibilità di riscatto e la ricerca di un futuro possibile di convivenza. Tra i titoli di interesse panafricano, segnaliamo due titoli da recuperare, per chi non li avesse già visti: Adhen/Dernier maquis del franco-algerino Rabah Ameur-Zaimeche e Andalucia del franco-senegalese Alain Gomis, che abbiamo già apprezzato e recensito su Cinemafrica. Ma anche due novità da non perdere. Innanzitutto Hassan wa Morqos dell’egiziano Ramy Emam, sull’amicizia tra un prete copto e uno sheikh musulmano, due mondi divisi che si incontrano e imparano a conoscersi in circostanze drammatiche: un film di grande attualità valorizzato dall’interpretazione di due mattatori del cinema egiziano come Omar Sharif e Adel Imam. E poi il film franco-marocchino Française della regista Souad El Bouhati, interpretato dalla splendida attrice rivelazione Hafsia Herzi (Cous cous), nei panni di Sofia, un’adolescente francese di origine maghrebina che si trova catapultata in una fattoria marocchina quando suo padre decide di ritornare al suo paese natale: fra nostalgia e piani di fuga, niente andrà come previsto…

In collaborazione con Eurimages, viene presentata per il quarto anno consecutivo la sezione competitiva dedicata alle coproduzioni europee, per aprire la manifestazione a un viaggio culturale ed umano dentro la nuova Europa, dalle sponde del Mediterraneo ai Paesi dell’Est. Al miglior film verrà attrobuito il Premio Eurimages Italia, che vuole evidenziare in Italia l’importante lavoro svolto da Eurimages per promuovere le coproduzioni, favorendo così la formazione di una cultura cinematografica di respiro europeo, capace di prevedere e sostenere progetti di scambio e conoscenza reciproca.
Un’altra interessante sezione competitiva è il concorso nazionale lungometraggi, Premio Italia nel Cinema, riservato agli autori emergenti del cinema italiano, per (ri)scoprire opere prime e seconde e per promuovere nuovi nomi e nuovi temi del nostro cinema, che saranno giudicati da una giuria internazionale composta da giornalisti della stampa estera. Fra i titoli italiani in competizione, non potevano naturalmente mancare due piccoli gioielli del cinema interculturale in Italia: PA-RA-DA di Marco Pontecorvo, sulla storia vera di un clown franco-algerino che decide di lavorare con i ragazzi di strada di Bucarest, e Billo di Laura Muscardin, una leggera e profonda commedia sugli amori interrazziali e sulle difficoltà che si trovano a dover superare gli immigrati africani in Italia.

Le altre due sezioni ufficiali del MedFilm Festival, pur essendo minori, rivestono un importante ruolo simbolico. Il concorso cortometraggi è aperto ad opere provenienti dai paesi europei e della sponda Sud del Mediterraneo, fino al Medio Oriente. La giuria internazionale, che sarà presieduta dal regista e documentarista Angelo Loy, è composta da otto studenti diplomandi delle Scuole Nazionali di Cinema dei paesi dell’area interessata e da un gruppo di detenuti del carcere di Civitavecchia: in una riunione plenaria al termine del festival, all’interno del carcere, le due ali della giuria confronteranno le loro scelte e designeranno insieme il vincitore del Premio Methexis, destinato a promuovere opere dedicate al tema del dialogo interculturale.
Sarà invece una giuria tutta al femminile, presieduta dalla fotografa Letizia Battaglia affiancata dalla filmmaker e sociologa palestinese Alia Arasoughly e dalla video artista israeliana Tarin Gartner, ad assegnare il Premio Open Eyes del Concorso Internazionale Documentari, curato dallo stesso Angelo Loy: una selezione di cinema del reale, opere che ci rimandano uno sguardo aperto e vivo sui temi più caldi che coinvolgono Europa e Mediterraneo.

Di particolare rilievo anche gli eventi collaterali del festival, quest’anno particolarmente ricchi e variegati. Nell’anno del dialogo interculturale, Germania e Turchia sono i paesi ospiti d’onore e, a maggiore testimonianza della contaminazione artistica e del fermento creativo che attraversa, legandoli, questi due paesi, il MedFilm Festival, in collaborazione con il Goethe Institut, presenta "Crossing the Bridge: il cinema di Fatih Akin", la prima retrospettiva completa che l’Italia dedica a questo talentuoso regista tedesco di origine turca.
Mentre è realizzata in collaborazione con l’Ambasciata di Francia a Roma e con l’Accademia di Francia-Villa Medici la quarta edizione di "Les Regards des Autres", vetrina dedicata al cinema francese contemporaneo, attento osservatore e promotore delle culture altre e sicuramente esempio tra i più proficui ed interessanti della diversità e della contaminazione culturale.

Quest’anno la sezione verrà inaugurata con un sentito omaggio al maestro del cinema egiziano Youssef Chahine, realizzato grazie al sostegno del Centre National de la Cinématographie e del Fonds Francophone de Production Audiovisuelle du Sud. Per ricordare Chahine sarà proiettato il suo ultimo film, Le Chaos, realizzato a quattro mani con l’amico e collaboratore Khaled Youssef. «L’omaggio al grande regista è un’eccellente risposta alla necessità di ripercorrere tutto il patrimonio della storia del cinema senza essere prigionieri delle etichette attribuite per lungo tempo», come ha dichiarato il neo-direttore di Villa Medici, Frederic Mitterand, uomo di cinema da sempre molto sensibile alle tematiche mediterranee.
Tra i film da non perdere della sezione Les Regards des Autres, segnaliamo Dans la vie di Philippe Faucon, una bellissima ed intensa storia di amicizia interculturale, fra due donne francesi di origine maghrebina: Sélima, giovane infermiera di origine algerina, che assiste un’anziana donna paralizzata e dal carattere piuttosto difficile, Esther, ebrea originaria di Orano e nostalgica dell’Algeria della sua giovinezza.

Infine, a tutti i professionisti del cinema, ricordiamo la giornata-evento del MedFilm Co-Production Forum (mercoledì 12 novembre, Sala Danilo Longhi – UnionCamere, piazza Sallustio 21), appuntamento rivolto dal MedFilm Festival a produttori internazionali, sales agents e distributori, nella convinzione della necessità di agevolare il maggior numero di occasioni di incontro e scambio con l’obiettivo di aumentare la cooperazione tra gli operatori italiani e i paesi della sponda Sud del Mediterraneo.

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