title_magazine

Africa e diaspore si incontrano ad Amiens

di Maria Coletti

Il Festival International du Film d'Amiens (7-16 novembre 2008)

Si è aperta venerdì scorso la 28. edizione del Festival International du Film d’Amiens (7-16 novembre 2008), appuntamento cinematografico internazionale che è aperto a tutte le cinematografie del Sud e che ha saputo svolgere negli anni un ruolo di primo piano in Europa nella scoperta e nella promozione del cinema africano, un cinema declinato al plurale e in continua mutazione. Per rispecchiare la diversità e la specificità dei diversi paesi che compongono il continente africano, il Festival di Amiens propone anche quest’anno uno sguardo cinematografico molto ampio sull’Africa, mettendo insieme lungometraggi e corti, film di finzione e documentari, sezioni competitive, retrospettive ed omaggi.

Tre i film africani in concorso, selezionati fra le produzioni recenti più interessanti e insieme per dare conto della diversità di stile, di linguaggio e di formato presente nell’universo del cinema africano. Teza dell’etiope Haile Gerima – da poco impalmato dal Tantit d’Oro e da ben 5 altri premi alle JCC di Tunisi e vincitore del Premio Speciale della Giuria all’ultima Mostra di Venezia – è un film epico, che attraverso il racconto della vita dell’intellettuale etiope Anberber ripercorre un significativo frammento di storia a cavallo tra Etiopia e Germania, Africa ed Europa, Occidente acculturato e Terzo Mondo vittima della feroce dittatura di stampo marxista di Mengitsu, che fino al 1991, anno della sua deposizione, ha seminato terrore e povertà in uno dei tantissimi paesi distrutti dall’autoritarismo in età postcoloniale. Un film d’autore che riesce a coniugare sapientemente valenza morale e ricerca stilistica. Diverso è il caso degli altri due film in concorso. Se Triomf dello zimbabwese Michael Raeburn, dal romanzo di Marlene van Niekerk, è una tragicommedia ambientata nel giorno delle prime elezioni libere del 1994, che mescola stile grottesco e fotografia sporca, da filmino familiare, Divizionz, realizzato dal collettivo ugandese Yes! That’s us, racconta con stile hip hop la vita violenta della periferia di Kampala e di come la musica possa diventare luogo di rivendicazione e identità, ma anche di ambizione e rivalità.

Una delle sezioni retrospettive del Festival di Amiens, che valorizza ogni anno un autore africano, è dedicata al cinema del regista, attore e sceneggiatore guineano Cheik Doukouré, una personalità di punta, sempre aperta al dialogo tra culture e pronta a trasmettere nei suoi film il valore della tolleranza e del rispetto: «Cosa succede quando incontriamo altre culture? Dobbiamo spogliarci della nostra cultura per integrarci?» - ha dichiarato il regista. «Io non credo alla cosiddetta integrazione, ma credo allo scambio, perché c’è sempre qualcosa da imparare dall’altro, sia per chi arriva che per chi è già sul posto». Sempre affrontando temi di grande attualità, Doukouré ci offre un cinema popolare di qualità, che trasmette, spesso con grande umorismo, uno sguardo originale ed equilibrato sulla società africana ed europea. Il suo film più famoso e di grande successo popolare, Le Ballon d’or (1994), sarà tra i film di apertura del festival, presentato alla presenza del regista.

Tra gli omaggi, non potevano mancare ad Amiens, per la portata universale di queste tre grandi personalità del cinema e della cultura dell’Africa e della diaspora africana, quelli previsti a Youssef Chahine ed Aimé Césaire – nell’anno della loro scomparsa – ed a Martin Luther King, di cui ricorre il quarantennale della morte.
Youssef Chahine, maestro indimenticabile del cinema egiziano che ci ha lasciato lo scorso 27 luglio, sarà ricordato con il film Al massir (Il destino, 1997): ambientato nella Cordova di Averroè, nell’Andalusia araba del XII secolo in cui musulmani, cristiani, ebrei e gitani vivevano insieme sotto il califfato degli Almohadi, il film, che ha avuto grandissimo successo anche in Italia, è un vero inno all’incontro ed allo scambio tra culture.
A ricordare il grande intellettuale, poeta e uomo politico martinicano Aimé Césaire, che si è spento nella sua amata isola lo scorso 17 aprile, saranno due documentari, Aimé Césaire, le masque des mots e Un homme une terre, entrambi realizzati dalla leggendaria regista e documentarista Sarah Maldoror. Poeta immaginifico della Negritudine, Césaire ha condotto una vita all’insegna dell’impegno, della dignità e della bellezza che ha fecondato intere generazioni di uomini e donne, e sono bellissime le parole che la Maldoror gli dedica: «Césaire aveva le parole, parole per sconfiggere la stupidità, il razzismo e la paura della differenza».
Ma forse la stessa definizione potrebbe addirsi anche al leader afroamericano Martin Luther King, a quarant’anni dal suo brutale assassinio ed a pochi giorni dall’elezione di Barack Obama a primo presidente afroamericano nella storia degli Stati Uniti. Il film Citizen King di Orlando Bagwell e Noland Walker, che sarà proiettato nella serata in ricordo del simbolo della lotta per i diritti civili – proprio mentre un’altra icona dell’attivismo black, Miriam Makeba, ci ha appena lasciati a Castel Volturno, ribattezzata la Soweto italiana – è un documentario appassionato che ricostruisce gli ultimi cinque anni della vita di Martin Luther King: il periodo forse dell’attivismo più intenso e più entusiasmante, segnato dal successo della sua azione in favore dei diritti civili dei neri, ma anche dalla violenza.

Infine, nell’ambito del panorama di cinema africano “Afrique, Afriques”, da segnalare anche quattro sezioni parallele per declinare nelle sue mille variazioni possibili l’universo delle cinematografie africane: L’Autre Algérie, Afrique et Diaspora, Afrique numérique e Regards sur l’Afrique.

Versione stampabile: Enregistrer au format PDF
fine_sezione
title_news
mercoledì 19 settembre 2018

On line il sito Missing at the Borders

E’ on line il sito https://missingattheborders.org/ che intende dare voce e dignità alla famiglie (...)

mercoledì 19 settembre 2018

In sala La libertà non deve morire in mare

Esce nelle sale giovedì 27 settembre con Distribuzione Indipendente il documentario La libertà (...)

lunedì 10 settembre 2018

Venezia75: alle GdA due premi per Joy

Alle Giornate degli Autori della Mostra di Venezia ben due premi sono andati a Joy della (...)

lunedì 10 settembre 2018

Venezia75: premiato 1938 Diversi

Presentato fuori concorso a Venezia 75 - in sala dall’11 ottobre e il 23 ottobre su Sky Arte - (...)

SOSTIENI CINEMAFRICA
title_newsletter
title_add_website


Inserisci il codice numerico
captcha