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MedFilm Festival: Hassan & Morqos

di Ramy Imam

Un'amicizia interconfessionale tra Egitto e USA

Dopo essere stato campione di incassi in patria Hassan wa Morqos (Ramy Imam, 2008), è stato presentato a Roma al MedFilm Festival in competizione ufficiale (Premio amore e psiche) con la presenza in sala al Palazzo delle Esposizioni dell’ambasciatore egiziano. Nonostante il successo al botteghino, non poche critiche sono piovute sul regista Ramy Imam, reo di aver affrontato con leggerezza la religione, tutt’oggi considerata come uno dei più grandi tabù del mondo arabo.

È la storia dell’amicizia tra Boullos, prete copto cristiano, e Al Attar, uno sheikh musulmano, interpretati rispettivamente dall’esilarante attore comico Adel Imam (padre del regista) e dal mostro sacro Omar Sharif. Entrambi minacciati dal fanatismo religioso, dopo essere scampati a due attentati, sono costretti a fuggire dalle abitazioni e le autorità civili impongono loro di adottare una nuova identità: con taglio di barbe e cambio di vestiario Boullos diventa così Hassan, un imam molto devoto, mentre Al Attar si trasforma in Morkos, un uomo d’affari copto appena rientrato dagli Stati Uniti. In seguito i due, con le rispettive famiglie, diverranno vicini di casa e soci in una panetteria, alternando una serie interminabile di situazioni tragicomiche che mettono a nudo l’ignoranza e il sospetto che spesso caratterizzano le relazioni tra musulmani e cristiani.

Una commedia degli equivoci vera ed propria, con i reciproci figli che si innamorano, sperando di potersi poi sposare (lui pensa di aver la stessa religione e lei viceversa), digiuni veri e palesati, addirittura scambio dei luoghi di preghiera: impareggiabile la scena dove escono all’alba per recarsi a pregare, ma sono costretti ad invertire la chiesa con la moschea per non tradire la loro vera natura. Le scene comiche si alternano con filmati di attentati sempre più cruenti, con un clima che sfocia in scontri pubblici tra le due opposte fazioni, in un finale che vede i protagonisti sfilare mano nella mano ignari della folla urlante e delle bastonate.

Molte le battute taglienti tra i due schieramenti religiosi: ecco quindi uno sheikh che si lamenta perché in Egitto i cristiani controllano la maggior parte delle ricchezze del paese e chiede: «Hai mai visto un mendicante cristiano?», oppure un prete copto che interroga un suo collega: «All’interno del governo quanti ministri cristiani ci sono?». In un paese con una popolazione di circa 80 milioni di abitanti, e dove i copti rappresentano quasi il 10 per cento, in pubblico le parole più ricorrenti sono unità nazionale – d’altronde sono sempre cittadini di un’unica nazione –, mentre in privato i rapporti tra le due comunità sono regolati dalla diffidenza.

L’estremismo islamico ha le sue origini già nella metà degli anni ’70, e culmina nel settembre 1981, quando il presidente Sadat decide per l’esilio di Papa Shenouda III nel monastero di San Bishoi nel deserto alessandrino. Il patriarca viene poi liberato da Mubarak solo nel 1985, a distanza di quasi quattro anni dall’assassinio del rais, e comincia l’ascesa del radicalismo cristiano, con la forte incrinatura dei rapporti tra copti e egiziani di fede islamica.

Il ruolo dello Stato, qui impersonato da un generale che mentre è occupato a sventare attentati e a contare le vittime deve dare conto alla fidanzata gelosa, non viene quasi messo in evidenza, anzi sembra che il militare tratti le questioni sociali quasi come un qualsiasi problema di sicurezza, senza curarsi del degrado morale che spinge alla lotta cristiani e musulmani.

Una commedia che in Egitto ha avuto molti detrattori. La pellicola, secondo i critici, cerca di focalizzare l’attenzione degli spettatori sulla questione religiosa, ma non affronta affatto la vera ragione della rabbia dei cristiani e dell’ostilità dei musulmani nei loro confronti e rimane solo una storia.

Giorgio Sgarbi | MedFilm Festival

Cast & CreditsHassan wa Morqos / Hassan & Morqos
Regia: Ramy Imam; sceneggiatura: Youssef Maaty; fotografia: Ahmed Abdel Aziz; montaggio: Maged Magdy; suono: Ahmed Gabr; musiche: Yasser Abdel Rahman; interpreti: Omar Sharif, Adel Imam, Lebliba, Hana El Shorbagy, Mohamed Imam, Sherine Adel; origine: Egitto, 2008; formato: 35 mm, colore; durata: 111’; produzione: Good News 4 Films

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