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Torino Film Festival: Prince of Broadway

di Sean Baker

Figli di una futura America

Il venditore abusivo Lucky, immigrato ghanese senza permesso di soggiorno, bazzica le strade del Fashion District di New York smerciando prodotti contraffatti ai turisti e ai passanti. Lavora un po’ in proprio e un po’ per l’amico Levon, armeno-libanese che gestisce un negozio di articoli sportivi taroccati. La vita di Lucky, seppur precaria, sembra procedere senza intoppi, con buone speranze per il futuro o almeno con il sogno di una vera attività in proprio. Diviso tra il lavoro e la fidanzata, il giovane venditore si ritrova tra capo e collo, nel bel mezzo di una normalissima giornata, un figlio di un anno e mezzo, recapitato da una sua ex fiamma come un pacco postale: «questo è tuo figlio, tienilo per due settimane». Le settimane diventeranno presto quattro e l’esistenza di Lucky, travolto da questo imprevisto, cambierà radicalmente...

Prince of Broadway, terzo lungometraggio diretto da Sean Baker (Four Letters Words, 2000; Take Out, 2004), presentato in concorso al 26. Torino Film Festival e vincitore del Premio Speciale della Giuria, è cinema indipendente allo stato puro, girato con pochi soldi e moltissime idee, con uno stile fresco, figlio dell’improvvisazione e della macchina a mano. Cinema indipendente e, soprattutto, cinema ancorato alla realtà, all’attualità, al mondo reale che anima le strade. Prince of Broadway racconta la storia di una famiglia che nasce all’improvviso, quasi dal nulla, e racconta, più universalmente, una nazione che sta cambiando radicalmente sotto i nostri occhi spesso distratti. Il ghanese Lucky, l’armeno-libanese Levon, l’afroamericana Karina, la portoricana Linda e tutti i personaggi che gravitano nel variopinto microcosmo descritto da Baker sono lo specchio dell’America futura e, più in generale, di molti altri Paesi, Italia compresa. E il piccolo Eduardito, pupo sballottato a destra e sinistra, è uno dei tanti figli della troppo spesso negata/nascosta/osteggiata società multietnica.

A parte lo spessore sociopolitico, Prince of Broadway si segnala per la messa in scena, funzionale alla narrazione: l’utilizzo del digitale, mezzo estremamente agile, le riprese fuori quadro, i primi piani e i dettagli, la capacità di improvvisare degli interpreti, quasi tutti non professionisti, e gli incessanti rumori di fondo dell’ottima presa diretta avvicinano il lungometraggio del giovane regista statunitense alle suggestioni realistiche di un documentario, dal punto di vista sia visivo che narrativo. Prince of Broadway è cinema indipendente a tutti gli effetti, fortunatamente ben lontano dal finto-indipendente che tanto successo riscuote al botteghino e presso parte della critica italiana e internazionale. La stessa scelta del cast è sintomatica, nonché particolarmente felice: si vedano le scene a due padre/figlio, in cui il protagonista Prince Adu dimostra un talento naturale fuori dal comune. E tra le tante scene che vorremmo segnalare, merita sicuramente un accenno la tenera e buffa sequenza in cui il piccolo Eduardito\Prince schiaffeggia ripetutamente il padre: una scena che spiega perfettamente il lavoro di improvvisazione e l’estrema libertà lasciata agli attori.

Auspicando una distribuzione (alquanto improbabile) nelle sale italiane del lungometraggio di Sean Baker, possiamo comunque essere contenti per l’attenzione che certo cinema sta dimostrando nei confronti di tematiche fondamentali e troppo spesso ignorate come l’immigrazione clandestina: associamo volentieri l’ottimo Prince of Broadway a una pellicola come L’ospite inatteso (The Visitor, Thomas McCarthy 2007), che sarà presto nelle nostre sale. Un altro esempio di cinema ispirato, politico, indipendente. Cinema da sostenere e da difendere con le unghie e con i denti.

Enrico Azzano | 26. Torino Film Festival

Cast & CreditsPrince of Broadway
Regia, fotografia, montaggio: Sean Baker; sceneggiatura: Sean Baker, Dean Baker; scenografia e costumi: Stephonik Youth Baker; suono: Jesse Flower-Ambroch; interpreti: Prince Adu, Karren Karagulian, Aiden Noesi, Keyali Mayaga, Kat Sanchez, Victoria Tate; origine: USA, 2008; formato: HD; durata: 100’; produzione: Darren Dean per Little Creature; sito ufficiale: princeofbroadway.com

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