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The Spirit

di Frank Miller

Spirit o il senso del dovere

A soli tre anni dalla scomparsa di Will Eisner esce nelle sale di tutto il mondo l’adattamento cinematografico di The Spirit, storico fumetto che Eisner creò e disegnò negli anni a cavallo tra il 1940 e il 1952. La regia è stata affidata a Frank Miller che, dopo l’esperienza della co-regia per la trasposizione cinematografica del suo Sin City al fianco di Robert Rodriguez, firma The Spirit come unico sceneggiatore e regista. Il capolavoro del padre del fumetto moderno non poteva essere rielaborato e adattato per lo schermo da altri se non dal suo erede artistico e amico Frank Miller, che non ha plasmato il fumetto originale secondo la sua arte e il suo segno distintivo che pure devono molto al genio di Eisner.


Fornito da Filmtrailer.com

Miller riprende alcune delle tavole più famose di Eisner e compone la storia dell’eroe mascherato Spirit, alias Danny Colt, ex poliziotto morto e resuscitato in circostanze poco chiare, che dedica la sua vita alla protezione di Central City, la sua unica ragione di vita, la città che incarna in sé la figura della madre o dell’amante a seconda dell’occasione. Tra la dichiarazione d’amore e dipendenza che Spirit declama con toni appassionati in apertura e chiusura del film, l’eroe si scontra con il suo alter ego negativo, Octopus, uno stravagante personaggio dai gusti discutibili con una perversa mania per gli esperimenti genetici, e si trova a fare i conti con il suo primo amore Sand Saref, ladra di gioielli di fama mondiale.

Spirit è interpretato dall’attore Gabriel Macht, volto poco noto al grande pubblico ma più adatto a lasciarsi imprigionare dal personaggio dell’eroe: la scelta dell’attore protagonista non trova corrispondenza nel resto del cast che vede tra gli altri Scarlett Johansson, Eva Mendes e Samuel L. Jackson, che interpreta con convincente ironia il folle Octopus che veste i panni di un gerarca nazista che non pone limiti alla sperimentazione genetica. Miller porta all’estremo l’aspetto grottesco del fumetto, l’ironia nel trattare situazioni e personaggi e in particolare l’eroe incompreso Spirit.
I volti patinati e disegnati, dalle pelli innaturalmente lisce ai volti scolpiti dei protagonisti, richiamano volutamente lo stile del fumetto che Miller rincorre e ricrea durante tutto il film: dalle scene disegnate dove si stagliano le sagome dei protagonisti e la suola delle scarpe di Spirit, innaturalmente bianca, al montaggio eseguito pensando alla composizione delle tavole di un fumetto.

L’ambientazione noir tipica degli anni ’40 è sottolineata da una città fredda e buia anche nei giorni di sole, dai personaggi tutti caratteristici, dalle femmes fatales dalle forme conturbanti: tutto segue una linea rigorosa che Miller attualizza con l’introduzione di computer, telefoni e fantasiose armi. Anche Spirit è un eroe moderno, costretto in una situazione, dipendente da un luogo, e fa della sua diversità, del suo punto debole, del suo status incomprensibile, il motivo complesso del suo essere (super)eroe, come Hancock o la stramba famiglia de Gli Incredibili. Se il rapporto osmotico tra l’eroe e la città richiama inevitabilmente Batman e la sua Gotham City, Miller non si sofferma tanto all’esame approfondito di questa struttura di pericolosa, affascinante e perversa dipendenza dell’eroe dallo spazio urbano.

Il limite tra eroe e antieroe nell’epoca contemporanea si fa confuso, non basta più essere “straordinario” e possedere la hybris che ha permesso a Ulisse di oltrepassare i confini delle Colonne d’Ercole: gli eroi del mondo antico - ai quali c’è un continuo richiamo, dai nomi degli aiutanti di Octopus (Eidos, Pathos, Logos) al mito del Vello d’oro - perdono di senso in un’epoca in cui è difficile definire i confini dell’ordinario e dello straordinario. Spirit si trova dunque costretto in una veste che lo lega alla sua città, prigioniero e dipendente di uno spazio dal quale viene protetto: Danny Colt/Spirit deve, gioco forza, proteggere e difendere la sua città, unica ragione di vita.

Alice Casalini

Cast & CreditsThe Spirit
Regia: Frank Miller; sceneggiatura: Frank Miller; fotografia: Bill Pope; musiche: David Newman; montaggio: Gregory Nussbaum; scenografia: Rosario Provenza; costumi: Michael Dennison; interpreti: Scarlett Johansson, Eva Mendes, Samuel L. Jackson, Paz Vega, Jaime King, Gabriel Macht, Sarah Paulson, Dan Lauria, Johnny Simmons; origine: Usa, 2008; formato: 35 mm, colore, Dolby Digital; durata: 103’; produzione: Lionsgate, Dark Lot Entertainment, Odd Lot Entertainment; distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia; sito ufficiale: http://www.mycityscreams.com/; sito italiano: www.sonypictures.it/film/thespirit

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