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Gris blanc

di Karim Dridi

L’attrazione degli opposti

In una fredda sera d’inverno, in una baita isolata delle Alpi francesi, di fronte al fuoco di un camino, avviene l’incontro surreale tra i ginn arabi e gli elfi delle Alpi. Karim Dridi, regista francese, nato a Tunisi, nel film per la tv Gris blanc (2005), trasmesso nei giorni scorsi da TV5 Monde (Sky 540), racconta un altro incontro tra due persone e tra due mondi. Dopo Hors jeu (1998), Fureur (2003) e Khamsa (2008), Dridi continua un percorso di analisi, ricerca ed esplorazione delle dinamiche che si sviluppano attorno ad incontri interpersonali tra individui che appartengono a contesti culturali e sociali differenti. Il regista, che nel 1995 si è imposto all’attenzione del pubblico con Bye-bye (1995) vincendo il Prix de la Jeunesse al Festival di Cannes, per la televisione ha già girato un episodio di Citizen Ken Loach (1996) e L’Afrique du Sud (1996), due documentari prodotti da Arte France. A dieci anni di distanza, Dridi torna a collaborare con Arte France e realizza Gris blanc, un lungometraggio di finzione per il piccolo schermo.

In una fredda giornata di sole Lakdhar, detto Lak, arriva nel paese di Souliers nelle Alpi francesi. Lak è un beur che si tinge i capelli di un biondo quasi accecante: durante un’escursione sulle montagne cade, si fa male e perde i sensi, ma viene raccolto e curato da François Blanc che vive isolato in una casa di legno tra le montagne schivando il rapporto con gli altri uomini e vivendo nel silenzio della natura e in compagnia degli animali del bosco, con i quali sembra quasi riesca a comunicare. Lak è costretto a rimanere per un po’ in compagnia del solitario François: a poco a poco, tra i due, pur provenendo da due realtà completamente diverse, nasce una profonda amicizia. Lak lavora per un’agenzia che vuole costruire una stazione sciistica nella zona di Souliers dove l’unico ostacolo è proprio il tranquillo e solitario François, l’unico che ancora non ha venduto il suo terreno.

Dridi isola Lak e François mettendoli in una condizione di forzata convivenza: un meccanismo narrativo non particolarmente originale ma efficace per l’approfondimento dell’evoluzione e del cambiamento dei protagonisti. L’isolamento tra le montagne e il paesaggio affascinante quanto ostile sono i due elementi più interessanti del film: Lak e François si osservano, schivi e pieni di pregiudizi, si scoprono in un bosco che sembra fatato e che viene protetto da François, gigante buono della montagna. Dridi si allontana da Parigi e da Marsiglia, dalle città e dai loro quartieri pieni di conflitti e isola gli opposti: la sabbia e la neve, il caldo e il freddo, il deserto e le montagne, Lak e François. Gli elementi per uno sviluppo interessante ci sono, però Dridi non sembra trovare una chiave originale per incastrare i vari elementi, senza arrivare a mettere in scena meccanismi scontati all’interno dei quali i personaggi sembrano non trovare una dimensione adeguata per la loro evoluzione: François, il gigante buono, un po’ ingenuo, e Lak, furbo ma in fondo onesto. Dridi si dedica alla commedia con il risultato di creare alcuni momenti divertenti che si alternano ad altri di altrettanta dolcezza ed intensità che non riescono comunque ad avvicinarlo a Dersu Uzala (1975) di Akira Kurosawa al quale Dridi si è ispirato per la costruzione del rapporto di amicizia e per la riflessione sul rapporto tra uomo e natura.

Gris blanc è stato programmato il 14 e il 16 gennaio da TV5 Monde Europe. Un’occasione per vedere un altro lavoro di Dridi che, dopo Khamsa, sta iniziando le riprese del suo prossimo film, Le dernier vol de Lancaster.

Alice Casalini

Cast & CreditsGris blanc
Regia: Karim Dridi; sceneggiatura: Karim Dridi, Michel Vaujour; fotografia: Céline Bozon; musiche: Jean-François Pauvros; montaggio: Lise Beaulieu; suono: Michel Brethez; scenografia: Florence Emery; costumi: Emmanuelle Pertus; interpreti: Clovis Cornillac, Simon Abkarian, Serge Riaboukine, Myriam Boyer, Agathe Dronne, Raymond Gil, Igor Skreblin; origine: Francia, 2005; formato: 35 mm, colore; durata: 93’; produzione: Karina Grandjean e Pascal Arnold per Toloda, Arte France, Mirak

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