title_magazine

Soul Men

di Malcom D. Lee

Atmosfera da commedia americana con buona musica e tante risate. Questi gli ingredienti di Soul Men, ultimo lavoro del regista afroamericano Malcolm D. Lee, cugino del più famoso Spike Lee, con il quale in precedenza ha collaborato alla produzione di Malcolm X e Clockers.

Soul Men è la storia dei Real Deal, un gruppo di musica soul formato da Louis Hinds (Samuel L. Jackson), Floyd Henderson (Bernie Mac) e Marcus Hooks (John Legend). Dopo una fulgida carriera, il trio si separa e Louis e Floyd abbracciano stili di vita diversi, con il primo coinvolto in rapine ed il secondo che si arricchisce con un Car Wash. Nonostante la villa con campo da golf, Floyd non si sente certo più felice del povero Louis, che deve arrangiarsi come meccanico per pagare l’affitto di un modesto e piccolo appartamento. Giunge così improvvisa la notizia della scomparsa del leader storico della vecchia band (Marcus) e l’organizzatore Danny Epstein (l’attore Sean Hayes, noto per il ruolo di Jack McFarland nella serie tv Will e Grace), pensa di commemorare il musicista con un mega concerto all’Apollo Theatre di New York.
Le due ex leggende della musica soul, anche se ormai non si parlano più da oltre venti anni, accettano di cantare in suo onore e sono costrette ad affrontare il viaggio in auto da Los Angeles attraverso diversi stati, facendo tappa in coloriti locali, dove si esibiscono con alterne fortune.

Il film è gradevolissimo e supportato da musica coinvolgente, chiaramente soul, con duetti esilaranti tra i due protagonisti, come quando si trovano a sostituire una ruota in pieno deserto e, al suono di un loro vecchio successo che passa sulla radio dell’auto, si trovano spontaneamente a rievocarne la coreografia con tanto di balletto sul bordo dell’autostrada.
Le trovate scorrono veloci come i successi musicali: Getaway degli Earth, Wind & Fire accompagna la loro fuga da madre e figlia “agganciate” in un locale, Ain’t No Stoppin Us Now di McFadden and Whitehead è il sottofondo perfetto per la riappacificazione con Cleo (Sharon Leal), una giovane ragazza che pare sia figlia di Floyd (ma alla fine c’è un’altra sorpresa) e che per la reunion prende il ruolo di leader vocale.
Tra tanta musica, anche due musicisti doc partecipano alla pellicola: il primo è l’artista John Legend nella parte di Marcus Hooks, che in verità interpreta la scena madre da morto sul palco del teatro; a fargli compagnia Louis e Floyd, nascosti nella bara per sfuggire alla polizia, con inclusa tentazione di derubarlo di anello e orologio. L’altro è il mostro sacro Isaac Hayes che naturalmente interpreta se stesso (è soltanto una coincidenza che sia l’autore della hit Soul Man portata al successo da Sam e Dave?)

Ennesima prova positiva per Samuel L. Jackson. Lo sguardo da duro sempre velato da un tocco di ironia è ormai il marchio di fabbrica che lo ha reso famoso e lo ha portato negli anni a lavorare con i registi più famosi: con Milos Forman in Ragtime (1981); con Spike Lee in Fa’ la cosa giusta (1989), Mo’ Better Blues (1990), Jungle Fever (1991, premio speciale come migliore attore non protagonista al Festival di Cannes, premio istituito per l’occasione); con Martin Scorsese in Quei bravi ragazzi (1990); con Steven Spielberg in Jurassic Park (1993); con Quentin Tarantino in Pulp Fiction (1994, nomination all’Oscar), Kill Bill vol.1 e Kill Bill vol.2 (2004).

Bernie Mac si trova splendidamente a suo agio nei dialoghi serrati pieni di battute semplici ed ingenue, con quel volto che trasuda felicità ed allegria. Un volto che peraltro gli ha permesso l’ingresso nel cast stellare di Ocean’s Eleven (2001) e nei due successivi sequel. Occhi fuori dalle orbite e mimica facciale irresistibile che sfrutta in tv con la serie comica The Bernie Mac Show (ne troviamo un frammento nei titoli di coda), mentre al cinema è presente anche in Babbo bastardo (2003), Charlie’s Angels (2003), Indovina chi (2005) e Transformers (2007).
Nel film, uscito nella sale cinematografiche statunitensi il 14 novembre scorso, c’è purtroppo una triste coincidenza che lo caratterizza: Bernie Mac e Isaac Hayes sono entrambi morti nell’agosto del 2008, in circostanze assolutamente indipendenti, ed il regista è stato costretto a rieditare molte scene per cercare di “ammorbidirle” proprio in loro onore, con tanto di immancabile, e mi permetto di aggiungere dovuta, dedica finale.

Imperdibile per gli amanti delle musiche di Eddy Floyd e Otis Redding, è un vero peccato che Soul Men ancora non sia distribuito sul mercato italiano.

Giorgio Sgarbi

Cast & CreditsSoul Men
Regia: Malcom D. Lee; sceneggiatura: Robert Ramsey, Matthew Stone; fotografia: Matthew F. Leonetti; montaggio: Paul Millspaugh, William Henry; musica: Stanley Clarke; interpreti: Samuel L. Jackson, Bernie Mac, Sharon Leal, Adam Herschman, Sean Hayes, Affion Crockett, Jennifer Coolidge, John Legend, Isaac Hayes; origine: Usa, 2008; formato: 35 mm; durata: 103’; produzione: Dimension Film; distribuzione: Metro Goldwyn Mayer; data uscita Usa: 7 novembre 2008; sito ufficiale: www.soulmen-movie.com

Versione stampabile: Enregistrer au format PDF
fine_sezione
title_news
giovedì 21 marzo 2019

Rappresentare le migrazioni oggi

Lunedì 25 marzo, alle ore 17.30, in via della Dogana Vecchia 5 (Roma) si svolgerà la serata (...)

giovedì 21 marzo 2019

Fescaaal 2019: apre Fiore gemello

La cerimonia di apertura del 29° Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina (FESCAAAL) (...)

lunedì 18 marzo 2019

La cittadinanza come luogo di lotta

Il prossimo venerdì 29 marzo 2019 dalle ore 18:30 alle 20:30 il nostro Leonardo De Franceschi (...)

lunedì 18 marzo 2019

Io sono Rosa Parks alla Feltrinelli

Sono tutti Rosa Parks i 12 ragazzi e ragazze di #ItalianiSenzaCittadinanza protagonisti di Io (...)

SOSTIENI CINEMAFRICA
title_newsletter
title_add_website


Inserisci il codice numerico
captcha