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Berlinale 59: l’Orso d’Argento a Sotigui Kouyaté

di Maria Coletti

Una bella sorpresa, in parte annunciata, ha portato un po’ di Africa alla 59. edizione del Festival di Berlino: l’Orso d’Argento per la migliore interpretazione maschile è stato attribuito all’attore maliano-burkinabè Sotigui Kouyaté, interprete di London River del regista franco-algerino Rachid Bouchareb.

Un riconoscimento molto importante, avuto forse anche grazie alla presenza nella giuria ufficiale di Gaston Kaboré, regista del Burkina Faso fra i più famosi a livello internazionale, tra l’altro molto presente ultimamente in convegni e festival internazionali: prima in Italia e in Francia, ora in Germania, e a breve il prossimo grande appuntamento, nella Giuria Ufficiale del Fespaco, a Ouagadougou, nel suo paese natale. O forse sarà stato l’influsso della decisione della giuria di “assegnare riconoscimenti a quei film che sono riusciti nel tentativo di bilanciare discorso politico e forma poetica”.

In ogni caso, la decisione di attribuire al misurato e profondo Sotigui Kouyaté il massimo riconoscimento per un attore ha soddisfatto all’unanimità critica e pubblico. Un riconoscimento più che dovuto per la sua lunga carriera e per la capacità di Sotigui di illuminare, con la sua sola presenza, ogni film da lui interpretato, che sia come protagonista, come comprimario o come sola comparsa. Una presenza scenica carismatica e un’affabulazione da vecchio griot: due doti che sono apparse in pieno anche alla cerimonia di premiazione di berlino. Sotigui Kouyaté, commosso e partecipe, ha incantato il pubblico con aneddoti divertenti e saggi e ha lanciato un appello ad andare oltre ogni pregiudizio razziale, come accade nei festival di cinema: un discorso di 15 minuti, quasi non volesse più scendere dal palco…

Attore di teatro e di cinema, Sotigui Kouyaté è arrivato alla ribalta internazionale nel 1988 grazie al Mahabarata cinematografico di Peter Brook, con il quale ha recitato in numerosi spettacoli teatrali, dal Mahabarata alla Tempesta, dall’Amleto all’Antigone, da Le costume de Can Themba a Tierno Bokar. Al cinema, Sotigui ha recitato per importanti registi africani come Mustapha Alassane (FVVA, 1972; Toula ou le génie des eaux, 1973), Mustapha Diop (Le Médecin de Gafiré, 1983), Cheick Oumar Sissoko (La Génèse, 1999), Rachid Bouchareb (Little Senegal, 2001) e per il figlio, Dani Kouyaté (Sia, le rêve du python, 2002). E anche per registi europei di fama internazionale del calibro di Bernardo Bertolucci (Il tè nel deserto, 1990), Amos Gitai (Golem, l’esprit de l’exile, 1992), Stephen Frears (Dirty Pretty Things, 2003). Inoltre nel 2005 ha impersonato il griot africano che racconta la nascita dell’universo e della vita nel nostro pianeta nel film Genesis di Claude Nuridsany.

Ci auguriamo di cuore che questo Orso d’Argento lo porti ancora di più sugli schermi internazionali, rafforzando anche il cinema africano, ultimamente considerato “non di tendenza” e “poco glamour”…

Cast & CreditsNella foto, Gaston Kaboré (a destra) tiene in mano l’Orso d’Argento per Sotigui Kouyaté (a sinistra).
© Photo by Cinematographer’s Photostream - Flickr

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