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Cass

di Jon S. Baird

Angry, black, hooligan

Un salto nell’atmosfera British anni ’70 con un film sull’inutile violenza che accompagna il gioco del calcio; la biografia di un hooligan famoso accompagnata da brani ska, skinhead e reggae. Questo e null’altro nella trasposizione cinematografica del libro di Cass Pennant, un racconto della sua chiacchierata vita come tifoso esagerato.


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Siamo a Londra nel 1958 ed il protagonista, l’attore di colore Nonso Anozie, già visto in RocknRolla (2008) all’ultimo Festival del Cinema di Roma e ne L’ultima legione (2007), appena nato viene adottato da un’anziana coppia di coniugi bianchi. La sua adolescenza non è per niente facile e si sviluppa in un quartiere all white: già da bambino odia il colore della sua pelle e si sente abbandonato dalle sue vere radici che lo rendono discriminato dai bambini del quartiere. In un dialogo con la madre adottiva manifesta il desiderio di cambiare nome, non vuole più essere chiamato Carol, un nome che reputa femminile, ma adotta il nomignolo di Cass, in onore del grande Cassius Clay.

Forte della sua nuova identità, Cass cresce e viene accettato anche nel pub della firm. (Firm è una parola inglese che significa ditta o azienda, ma da parecchi anni indica anche un altro tipo di attività. Possiamo descriverla come un gruppo di giovani esaltati dalla comune fede per un club calcistico che se ne va in giro a caccia di gruppi simili ma di fede contraria. Quando i gruppi vengono a contatto non è difficile immaginare cosa succede).

Il loro biglietto da visita recita: “Congratulazioni, hai appena incontrato l’ICF" e viene lasciato ai doloranti tifosi avversari dopo gli scontri. L’ICF era l’incontrollabile gruppo di hooligan al seguito del West Ham United (una delle più blasonate squadre londinesi, maglia amaranto-azzurra, due martelli incrociati come simbolo, dove ha militato anche Paolo Di Canio, ex calciatore di Lazio e Juventus). La sigla sta per InterCity Firm ed una traduzione letterale potrebbe far pensare ad una ditta di servizi ferroviari, invece si tratta semplicemente di una delle più violente gang di tifosi inglesi che prende il nome dai mezzi di trasporto che utilizza nei suoi spostamenti, cioè i treni Intercity, preferiti ai convogli speciali loro riservati perché più controllati dalle forze dell’ordine. Il loro motto era: “se non hai avuto una gioventù bruciata hai bruciato la tua gioventù” e per circa dieci anni sono stati il peggior incubo delle altre tifoserie inglesi, dei tutori dell’ordine e anche della granitica first lady Margaret Thatcher.

La vicenda continua con una serie di risse, agguati, trasferte, invasioni di pub, tutto con una violenza al limite del sanguinario che alla fine porta l’enorme Cass, divenuto ormai un leader e uno dei membri più rispettati, nelle regie galere. Quando dopo due anni rivede la luce del sole, cambia la sua vita, incontra l’anima gemella che gli regala due eredi e mette a profitto l’esperienza da strada per fondare un’organizzazione che si occupa della sicurezza nei locali notturni.

Soffermandoci sull’aspetto biografico, la vita di Cass sembra in verità molto romanzata e, a parte qualche buon momento (le difficoltà da adolescente, la vita da pub, l’organizzazione degli scontri e delle trasferte), altri punti di vista sono trattati in maniera abbastanza semplicistica (la detenzione in prigione, il rapporto con le sue origini, il finale). Cass segue il filone dei film inglesi che hanno trattato il fenomeno dell’hooliganism: ID (1995), The Football Factory (2004), Green Street Hooligans (2005). La qualità delle riprese e la recitazione rivelano una produzione low budget, che però conferisce un’aria più realistica, quasi da documentario, alla pellicola.

Adesso Cass Pennant è quasi una leggenda: concede interviste, lavora nel cinema (è stato anche consulente alla sceneggiatura di Snatch) e scrive articoli per giornali. Oltre alla sua biografia ha pubblicato altri cinque libri.

Giorgio Sgarbi

Cast & CreditsCass
Regia: Jon S. Baird; sceneggiatura: Jon S. Band, Cass Pennant; fotografia: Christopher Ross; montaggio: David Moyes; musica: Matteo Scumaci; costumi: Guy Speranza; interpreti: Nonso Anozie, Nathalie Press, Leo Gregory, Gavin Brocker; origine: Gran Bretagna, 2008; formato: 35 mm; durata: 108’; produzione: Cass Films, Logie Pictures; distribuzione Gran Bretagna: Optimum Releasing; data uscita Gran Bretagna: 1 agosto 2008; sito ufficiale: www.casspennant.com/film

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